sanità

Preliste: "Ora abbiamo un modello trasparente che funziona"

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La consigliera regionale Giulia Marro (Avs) sull’introduzione nel nuovo Piano nazionale di governo delle liste d’attesa delle cosiddette “preliste” o “liste di tutela”

Redazione 18 settembre 2026

Cuneo

Nel Piano nazionale di governo delle liste d’attesa 2026-2028 di Agenas è stato inserito il sistema delle preliste (o liste di tutela), un modello organizzativo simile a quello adottato dall’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle prima delle accuse di “truffa delle prenotazioni fittizie”, che avevano portato al blocco della procedura imposto dalla Regione nel settembre 2025.

"Un sistema che permetta di gestire meglio le richieste e di prendere in carico le persone quando non è immediatamente disponibile un appuntamento è una buona notizia - commenta la consigliera regionale Giulia Marro (Avs) che per prima aveva sollevato il problema chiedendo chiarimenti alla Regione -. Soprattutto, è positivo che siano state superate le criticità del precedente modello, introducendo regole chiare, trasparenza e strumenti di verifica. Il nuovo metodo prevede che, quando il Cup non trova subito una disponibilità, la richiesta della persona venga registrata al momento del primo contatto e inserita in una lista di tutela, affinché sia il sistema a ricontattarla e a formulare una proposta di appuntamento. Rispetto al precedente sistema, vengono stabiliti tempi precisi per il richiamo, è vietato l’utilizzo delle preliste per le urgenze, la richiesta rimane tracciabile fino all’appuntamento effettivo e il monitoraggio dei tempi di attesa parte dalla data reale del primo contatto. Resta inoltre fermo il diritto del paziente a ricevere la prestazione entro i tempi previsti dalla propria classe di priorità. Fin dall’inizio ho chiesto che qualunque modello consentisse di migliorare la presa in carico delle richieste della cittadinanza avvenisse sulla base di regole scritte, criteri chiari e dati verificabili. È quindi positivo che sia stato introdotto un metodo che corregge le opacità riscontrate e garantisce maggiore chiarezza e trasparenza sia alla cittadinanza sia nella rilevazione dei tempi reali di attesa. Alle richieste di chiarimento che avevo portato nelle sedi istituzionali non sono mai arrivate le risposte che avevamo chiesto. Quelle domande non nascevano da una contrapposizione sul modello, ma dalle segnalazioni concrete di cittadini che ci riferivano di non essere stati ricontattati o di esserlo stati oltre i tempi previsti dalla priorità della visita. Era quindi doveroso chiedere chiarezza. Il punto resta salvaguardare il diritto delle cittadine e dei cittadini a ricevere cure, visite ed esami nei tempi previsti. Per questo la tracciabilità dei dati ci consente di verificarlo costantemente e di agire là dove non accade. È ciò che ho sempre chiesto e che continuerò a chiedere".

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