Open day, venerdì 18 settembre, all’ex Caserma Piglione per il nuovo Centro Servizi di Cuneo per persone che vivono in grave marginalità. L'appuntamento ha rappresentato una prima occasione per aprire le porte della nuova struttura alla cittadinanza, far conoscere gli spazi e raccontare quali servizi saranno ospitati, come funzioneranno e, soprattutto, a chi saranno rivolti.
Un pomeriggio di incontro e confronto con i rappresentanti dell’amministrazione comunale, del Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese e degli Enti del terzo settore che lavorano in rete, che ha visto una buona partecipazione e che segna l’avvio di un percorso di conoscenza e dialogo con la città. L’iniziativa rivolta a tutta la cittadinanza ha fatto seguito al primo incontro organizzato nei giorni scorsi con i residenti della zona e con la parrocchia dei Salesiani. Un appuntamento che si era rivelato prezioso per spiegare nel concreto le funzioni della struttura, raccogliere domande e condividere le caratteristiche del progetto. Con l’open day il confronto si è allargato all’intera comunità cuneese, offrendo la possibilità di conoscere direttamente il luogo, recuperato e rifunzionalizzato grazie a fondi del PNRR e a risorse messe a disposizione dal Comune di Cuneo per circa 1,5 milioni di euro, che nei prossimi mesi sarà al centro di una nuova organizzazione dei servizi rivolti alle persone che vivono ai margini.
“L’open day è stato un primo passo importante per presentare il Centro alla città e permettere alle persone di conoscere direttamente un luogo che nasce per rispondere a bisogni importanti del nostro territorio – spiega Giulia Manassero, direttore generale del Consorzio Socio-Assistenziale del Cuneese -. È stato importante poter raccontare non solo cosa verrà fatto all’interno della struttura, ma soprattutto a chi saranno rivolti i servizi e quale sarà il ruolo del Centro all’interno della rete che da anni lavora sul tema della grave marginalità. Il confronto con la cittadinanza è parte integrante di questo percorso e continuerà anche nei prossimi mesi”. “Conoscere il luogo e capire concretamente come funzionerà è il primo passo per costruire una relazione positiva con il territorio – prosegue Patrizia Manassero, sindaca di Cuneo -. Per questo abbiamo voluto che l’apertura del Centro fosse accompagnata da momenti di confronto con la comunità. L’incontro con i residenti e l’open day hanno rappresentato due primi momenti di un percorso che dovrà proseguire, ascoltando osservazioni, domande e anche eventuali criticità. L’obiettivo è costruire nel tempo una convivenza attenta e consapevole”.
Al Centro troveranno spazio diversi servizi pensati per rispondere ai bisogni concreti delle persone che vivono ai margini e accompagnarle, passo dopo passo, verso il recupero dell’autonomia e della dignità. Ci saranno docce e servizi igienici, lavatrici e asciugatrici, servizi essenziali per la cura della persona e per recuperare condizioni di benessere e dignità, ma anche per affrontare attività quotidiane come la ricerca di un lavoro, la partecipazione a un colloquio o il mantenimento delle relazioni sociali. Un deposito bagagli che offrirà invece alle persone prive di una casa la possibilità di custodire i propri effetti personali in un luogo sicuro, permettendo loro di muoversi più liberamente durante la giornata. All’interno del Centro sarà attivo anche uno sportello di ascolto, orientamento e colloqui, pensato come primo punto di accoglienza per essere ascoltati e accompagnati verso i servizi sociali e sanitari più adeguati alle proprie necessità. Un altro servizio fondamentale sarà quello di accompagnamento alla residenza e fermoposta, che consentirà alle persone prive di un domicilio stabile di avere un riferimento per la ricezione della posta e di essere accompagnate nell’accesso alla residenza. Saranno inoltre disponibili due locali per le dimissioni protette, destinati temporaneamente a persone che, dopo un ricovero ospedaliero, non dispongono di un luogo sicuro e adeguato nel quale proseguire il proprio percorso di recupero. Strumenti diversi ma complementari, con l’obiettivo di riannodare i rapporti con i servizi del territorio e accompagnare ogni persona nella costruzione di un possibile percorso verso una maggiore autonomia.