cuneo

Cuneo dice no al Decreto Scavi: “Gli enti locali devono poter controllare gli interventi”

Generazione audio in corso...

Un ordine del giorno per impegnare l’amministrazione a chiedere piani precisi, con programmazione e con lavorazioni accurate, anche in vista di altri lavori e delle manutenzioni in futuro

Redazione 18 settembre 2026

Cuneo

Una norma che passa sopra la testa degli enti locali e sotto i piedi dei cittadini, ma il Comune di Cuneo intende opporsi: è questo il senso di un ordine del giorno che verrà discusso nel consiglio comunale del capoluogo nella prossima seduta, per dire no a una pratica amministrativa che ricadrà sui territori in modo difficile da gestire per le amministrazioni locali. La richiesta di modifiche riguarda il cosiddetto “Decreto Scavi”, per la posa di cavi, in particolare di fibra ottica per Internet veloce: la liberalizzazione di fatto degli interventi, “spinta” dalla necessità di procedere con la cablatura e la diffusione delle infrastrutture di telecomunicazioni in ampie zone del Paese, rischia di tradursi nella libertà, per gli operatori, di effettuare lavori secondo modalità più rapide. C’è però il timore che col tempo possano sorgere pesanti conseguenze, a seguito di una posa “superficiale”. Per questo il consigliere comunale Silvano Enrici (delegato dall’amministrazione a seguire le questioni legate ai servizi telefonici e telematici compresa la fibra ottica, che presenta l’ordine del giorno con la collega Maria Laura Risso) ha stilato un documento che ripercorre la storia recente dei cambiamenti nella gestione dei servizi e delle infrastrutture di telecomunicazioni, e che soprattutto punta il dito contro le ricadute per gli enti locali, chiedendo un cambiamento urgente della normativa, a partire proprio da un confronto con le istituzioni nazionali.

Il punto tecnico di fondo è questo, come si legge nell’odg: “Le recenti modifiche alla disciplina del Decreto Scavi introducono disposizioni che destano preoccupazione per la capacità degli enti locali di governare e controllare efficacemente la posa delle infrastrutture di comunicazione elettronica, eseguita con interventi di poca qualità che pregiudicano sia la sicurezza sia gli eventuali futuri lavori su strada, con grandi costi per le amministrazioni locali. In particolare, viene prevista la possibilità di utilizzare la tecnica della microtrincea, con larghezze estremamente ridotte e profondità variabili, anche fino a pochi centimetri. La possibilità che la profondità dello scavo possa essere determinata dall'operatore, senza un adeguato margine di intervento da parte dell’amministrazione comunale, rischia di rendere particolarmente difficile il controllo della corretta collocazione delle infrastrutture nel sottosuolo. Una posa a profondità ridotta può infatti aumentare il rischio di interferenze con altri sottoservizi e di danneggiamenti durante successivi lavori di manutenzione stradale o durante interventi effettuati da altri gestori. Sono già state segnalate, da parte di imprese operanti nel settore dei sottoservizi, situazioni nelle quali le infrastrutture di telecomunicazione risultano collocate a profondità molto ridotte e vengono intercettate o danneggiate durante l'esecuzione di altri lavori. A ciò si aggiunge la difficoltà, riscontrata dagli operatori che lavorano sul territorio, di ottenere dai gestori delle reti informazioni complete e aggiornate sulla posizione delle infrastrutture già presenti nel sottosuolo”.

Un processo da governare con attenzione, quindi, sia per garantire la qualità dei servizi attivati sia per le manutenzioni future, oltre agli altri interventi che possono riguardare le strade e i suoli in genere, in futuro. Per questo con l’ordine del giorno si chiede di intervenire in tutte le sedi istituzionali per chiedere la “sospensione o revisione delle disposizioni recentemente introdotte che limitino la capacità degli enti locali di controllare efficacemente le modalità di posa delle infrastrutture”. I sottoservizi, quindi, devono rimanere sotto il controllo degli enti locali, pur nella necessità di “correre” per modernizzare il Paese. Per non ritrovarsi “azzoppati” a ogni successivo intervento di asfaltatura, oppure per guasti alla rete idrica o a quella elettrica (immagine di repertorio).

Cuneo Lavori Enti locali Comune Scavi Fibra ottica Digital divide