Secondo i dati diffusi dalla Regione Piemonte, saranno 1.636.491 i piemontesi che non pagheranno più il bollo auto, grazie al provvedimento approvato ieri (mercoledì 16 settembre) dal Consiglio dei Ministri: 1.416.089 proprietari di auto e 220.402 di una moto. Per la provincia di Cuneo si parla di 230.977 esenzioni.
“La macchina non è un lusso. È un bene primario, che serve per vivere e lavorare, e, come la casa, non deve essere tassata. Nei mesi scorsi come Regione avevamo preso la decisione di abolire questa tassa odiosa e oggi il governo, insieme alle Regioni, mantiene questo impegno, in maniera giusta, perché favorisce le famiglie e chi possiede un’utilitaria, e in maniera strutturale perché il provvedimento inizia nel 2027, ma vale per sempre” ha dichiarato il presidente Alberto Cirio.
Una notizia, quella della cancellazione del bollo auto, che se da un lato è stata festeggiata, dall’altro comporterà un minor gettito nelle casse regionali perché la maggior parte del gettito che arriva dal pagamento del bollo non finisce nel bilancio dello Stato ma in quello delle Regioni. Il Governo ha cercato di correre ai ripari, annunciando che le mancate entrate per le Regioni saranno coperte con i fondi non utilizzati del Pnrr.
"Il Governo ristorerà interamente alle Regioni, senza alcun impatto sul loro bilancio” ha ribadito Cirio, ma immediate sono state le reazioni delle minoranze. “Cirio ha ‘due facce’ – tuonano i consiglieri regionali Sarah Disabato, Alberto Unia e Pasquale Coluccio del Movimento 5 Stelle Piemonte -. Proprio lui, che oggi festeggia in pompa magna la notizia, non si è mai fatto scrupoli nel ripristinare la tassa che ha definito ‘ingiusta’. Uno dei suoi primi atti subito dopo le elezioni fu proprio quello di ripristinare il bollo per le auto ibride, cancellando l’esenzione prevista per i primi 5 anni. Non solo. Per il 2024, anno delle elezioni, la Regione aveva previsto un’ulteriore esenzione per i veicoli benzina/GPL e benzina/metano che avevano già terminato i 5 anni di esenzione. Dal 2025, però, questa agevolazione non è stata rinnovata. Insomma, i cittadini sono stati traditi a più riprese solo sul bollo, così come su altre partite, a partire dall’aumento dell’Irpef. Ormai queste manovre pre-elettorali non fanno neanche più notizia, le conosciamo fin troppo bene. E se fosse vero che il gettito mancante verrà colmato in prima battuta dai risparmi del Pnrr lasciato in dote dal Governo Conte, allora possiamo dire che i proclami di Cirio e Meloni diventano ancora più ridicoli. Dove troveranno le coperture per gli anni successivi? Pensano di continuare a vivere di rendita e, semplicemente, scaricheranno la patata bollente a chi verrà dopo di loro?”.
“Ci troviamo di fronte a un’operazione politica che ha un solo obiettivo: indebolire le Regioni, dividere il Paese e scaricare sui territori il costo delle scelte sbagliate che il Governo Meloni continua a compiere. La decisione di togliere il bollo annunciata ieri con grande enfasi dalla Presidente del Consiglio è semplicemente la cancellazione di una tassa altrui. Il bollo auto non è un tributo statale, ma regionale e cancellarlo significa minori entrate che si ripercuoteranno su cittadini e fasce più vulnerabili, su sanità, trasporti, welfare e servizi ai Comuni. Una 'boutade elettorale' rischia di mettere in crisi settori che già si trovano in grande difficoltà. E non ci rassicura per nulla la dichiarazione del Ministro Giorgetti che questi mancati introiti saranno compensati con trasferimenti alle Regioni. Restano parole affidate al vento, senza stanziamenti certi e individuati” hanno dichiarato la presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Gianna Pentenero e i consiglieri regionali Mauro Calderoni e Fabio Isnardi.
“Se non fosse che in Italia e in Piemonte sempre più persone non arrivano a fine mese e in auto non si riescono più a muovere per via dei rincari del carburante - sottolinea la consigliera regionale Alice Ravinale (Avs) -, farebbe quasi ridere essere impegnate in Commissione a discutere della parodia di autonomia differenziata che andrà in aula martedì nello stesso giorno in cui il Governo taglia i bolli auto, dando l’ennesimo colpo alle finanze regionali, che in Piemonte sono già state penalizzate di oltre mezzo miliardo di Euro con i tagli mascherati da ‘contributi alla finanza pubblica’ voluti dai patrioti che stanno a Roma. Scopriamo da Cirio e Tronzano che per il Piemonte si tratterebbe “solo” di 180 milioni, che secondo loro verranno interamente coperti da Roma. Ma con che risorse? Davvero si vogliono spendere miliardi del Pnrr che dovevano servire per investimenti e spesa corrente sanitaria per pareggiare gli effetti del caro benzina su cui il Governo nulla è stato in grado di fare? Ammesso e non concesso che si possa fare, e lo vedremo nei prossimi mesi, è l’ennesimo gioco delle tre carte: soldi che non sono stati spesi per rafforzare servizi essenziali oggi verrebbero utilizzati per coprire ammanchi di entrate che servirebbero proprio a quei servizi, sanità e trasporti in primis. Non solo: il taglio è immediatamente esecutivo ma il decreto prevede che la ripartizione per Regioni vada fatta con decreto attuativo entro il 31 marzo 2027. Non vorremmo essere nei panni dell’assessore Tronzano, che a dicembre si troverà a dover presentare un bilancio preventivo con 180 milioni in meno, in attesa che le promesse meloniane – forse – si adempiano”.