cronaca

Schiaffeggia ragazzini per farsi dare soldi e telefoni: a processo

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Il fatto si era verificato una sera a Villafalletto, l'uomo è accusato di tentata estorsione

Camilla Pallavicino 16 settembre 2026

Villafalletto

Di ritorno da una festa a casa di amici, stavano aspettando vicino al municipio di Villafalletto che arrivasse il papà di uno di loro per riportarli a casa, quando si avvicinò un uomo che con fare minaccioso pretese i loro portafogli e cellulari. Con l’accusa di tentata estorsione è stato rinviato a giudizio G. B. N., di origini romene, che la sera del 13 febbraio 2022 si avvicinò al gruppetto di quattro amici, all’epoca dei fatti minorenni. “Disse che avevamo sfasciato un portone e voleva i nostri soldi e telefoni”, ha riferito in aula uno dei ragazzi che nell’opporsi alla richiesta dell’uomo si beccò un ceffone in faccia. “Dopo avermi dato lo schiaffo mi disse che mi avrebbe strappato i miei ricciolini, diceva di essere albanese, il suo tono si faceva sempre più aggressivo”. Nel frattempo era arrivato il padre di uno dei ragazzi che vedendo quella scena cercò di calmare l’uomo invitandolo ad allontanarsi. “Ero riuscito a farlo andare via ma poi è tornato indietro minacciandoci con la bottiglia che aveva sotto il braccio”, ha aggiunto il padre, chiamato anche lui a testimoniare al processo. “Ci diceva che noi non sapevamo chi era lui con fare minaccioso e diede uno schiaffo al mio amico”, ha riferito un altro dei ragazzi vittime della tentata estorsione, che poi riconobbero nel fascicolo fotografico predisposto dai Carabinieri l’uomo di quella sera. Oltre alla tentata estorsione, a carico dell’imputato anche l’accusa di evasione, perché in realtà quella sera G. B. N. non avrebbe dovuto trovarsi in strada, essendo sottoposto alla misura cautelare che gli imponeva la permanenza in casa nelle ore serali. Oltre a quella sera l’uomo aveva poi violato il provvedimento anche qualche giorno più tardi. Di questi fatti parleranno i Carabinieri nell’udienza fissata per il 19 gennaio.


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