cronaca

In aula, la ricostruzione di una violenta rapina a Tarantasca

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A processo le persone coinvolte nel fatto di marzo 2023, in cui una donna fu gravemente malmenata e trascinata per tutta la casa

Camilla Pallavicino 15 settembre 2026

Tarantasca

Il bottino di quella rapina in abitazione a Tarantasca avrebbe dovuto essere ben più sostanzioso dei 3.500 euro e dell’anello d’oro che i tre malviventi sottrassero alla proprietaria di casa, la quale fu malmenata e trascinata per tutta casa, riportando un trauma facciale e lussazione della spalla con prognosi di 40 giorni e un fortissimo choc. La casa dove mettere a segno il colpo i rapinatori l’avevano scelta e poi osservata per giorni nel marzo 2023; fu grazie ai riscontri delle immagini delle telecamere stradali - e alle successive intercettazioni - che gli inquirenti risalirono ai quattro ideatori e organizzatori del colpo che vennero tutti processati e condannati. Claudio Brugiafreddo, Teresio Isoardi e Rascar Gabriel Raymond venero condannati a sei anni e otto mesi, Mauro Bono a sei anni, così come poi vennero scoperti e processati i due esecutori materiali del colpi venuti appositamente dal Portogallo a bordo dell’auto con targa francese procurata da Rascar e che venne ritrovata a poche centinaia di metri dalla casa della vittima con una ruota bucata. Nel corso delle indagini i Carabinieri trovarono una pistola a casa di Bono, conservata in una valigetta nascosta dietro un divano. Quel giorno a casa c’era anche la compagna di Bono, così come sarebbe stata presente anche la sera della rapina, inquadrata dalle telecamere all’interno della Jeep di Bono, seduta accanto al compagno proprio nel momento in cui avveniva la rapina. Fu con quell’auto che, secondo l’accusa, vennero recuperati i complici; la stessa auto di cui, poche ore dopo il colpo, il Bono denunciò il furto e che venne poi ritrovata in una scarpata nei pressi di Bagnolo Piemonte. Accusata di concorso in quella rapina, la compagna di Bono M. P. è stata l’unica a scegliere il processo con rito ordinario in corso di svolgimento al tribunale di Cuneo. In aula nel corso dell’ultima udienza il maresciallo dei Carabinieri che condusse l’indagine ha riferito dell’analisi svolta sulle telecamere stradali la sera del 3 marzo 2023 e sui movimenti della Opel con targa francese e della Jeep intorno alla casa della vittima. Grazie all’analisi dei tabulati telefonici gli inquirenti erano anche risaliti ai movimenti degli indagati, che avevano soggiornato per alcuni giorni in un albergo nei pressi del casello di Marene e avevano avuto vari scambi telefonici con l’attuale imputata. L’udienza è stata rinviata per proseguire l’istruttoria al 20 gennaio.

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