Un debito di droga e una minaccia per riscuotere i soldi da un cliente, nella zona di Boves, sono stati la centro del processo per concorso in estorsione che si è svolto al tribunale di Cuneo e che si è concluso con la condanna di W. B. S., l’imputato di origine tunisina, accusato di aver accompagnato un amico (G. M., che è stato condannato con rito abbreviato a cinque anni e sei mesi) a riscuotere dei soldi da un cliente che gli doveva 4.000 euro, per droga. Il fatto risale a luglio 2022: quel giorno in casa della parte offesa erano tutti e tre seduti intorno al tavolo e W. B. S. avrebbe mostrato le mani dicendo “guarda queste mani, io non ho paura” e rivolto all’amico gli avrebbe detto di essere stato troppo buono e che lui avrebbe “fatto diversamente”. Frasi confermate anche dalla compagna della vittima presente quel giorno in casa e che ricorda quel gesto minaccioso con le mani fatto dall’imputato e un riferimento al fatto che quelle mani avrebbero potuto fare del bene o del male. La minaccia sarebbe stata poi ripetuta ancora una volta fino a quando l’uomo prelevò mille euro dal conto della compagna e con questi fece un versamento sulla carta Postepay della fidanzata di G. M.
In tribunale il pubblico ministero ha sottolineato il riconoscimento fotografico dell’imputato fatto dalla compagna della vittima dell’estorsione e a conclusione della requisitoria ne ha chiesto la condanna a sette anni di reclusione e 5.000 euro di multa. Il difensore dell’imputato ha invece sottolineato la versione offerta dal proprio assistito il quale ha sempre negato di essere andato in quell’appartamento ma di aver semplicemente accompagnato con la propria auto l’amico, rimanendo con la sua fidanzata ad aspettarlo di sotto. Oltre a questo la difesa, nel chiedere l’assoluzione del proprio assistito, ha anche evidenziato la mancanza di riscontri telefonici a qualsiasi tipo di rapporto tra lui e la parte offesa. Di diverso avviso il collegio dei giudici che ha accolto la richiesta avanzata dall’accusa condannando l’imputato a cinque anni di reclusione e 1.000 euro di multa.