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Da oltre un mese senza telefono, aumentano le utenze isolate a Castellar e San Giacomo

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Le bollette arrivano invece con regolarità

Marco Campagna 12 settembre 2026

Boves

Le telefonate non arrivano, le bollette invece sì. A oltre un mese dal fulmine del 9 agosto, il guasto telefonico nelle frazioni bovesane non è ancora risolto.

La situazione, nonostante i tentativi di intervento effettuati nelle ultime settimane, sembra essersi ulteriormente complicata. Le utenze rimaste senza telefono fisso sono infatti aumentate rispetto ai primi giorni successivi al guasto.

Il problema interessa Castellar e San Giacomo, ma segnalazioni arrivano anche dalle zone verso Rosbella. Per diverse famiglie l'isolamento telefonico si protrae ormai da oltre un mese.

Tutto era iniziato domenica 9 agosto. Un fulmine caduto nella zona del Vallone Gina aveva danneggiato un impianto della rete telefonica al quale fanno capo numerose abitazioni.

La scarica aveva provocato anche altri danni. In alcune case erano stati messi fuori uso televisori, impianti audio e altre apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Da allora sono stati effettuati tentativi per individuare e risolvere il problema. Il ripristino completo, però, non è ancora arrivato e nel frattempo il numero delle utenze isolate è cresciuto.

Una situazione che lascia tra i residenti l'impressione di una ricerca del guasto tutt'altro che semplice, mentre l'attesa continua ad allungarsi.

A rendere il disservizio particolarmente pesante c'è un'altra questione conosciuta da tempo. In questa parte del territorio bovesano la copertura della telefonia mobile presenta ancora numerose zone d'ombra.

In diversi punti il segnale dei cellulari è debole o completamente assente.

Nell'epoca degli smartphone si torna così ai primi anni della telefonia mobile. Cellulare in mano, ci si sposta per casa o all'esterno alla ricerca delle preziose “tacche” necessarie per chiamare.

Il disagio riguarda anche le poche attività commerciali rimaste nelle frazioni. Tra le utenze isolate ci sono infatti il ristorante Da Toju di Castellar e L'Ostu di San Giacu.

Entrambi i locali utilizzano normalmente il telefono fisso anche per informazioni e prenotazioni. Sulle rispettive pagine social hanno dovuto segnalare il problema e indicare ai clienti la possibilità di utilizzare recapiti cellulari.

Il disservizio finisce quindi per interessare anche un servizio legato alla frequentazione turistica della montagna.

Per un ristorante una linea isolata non rappresenta soltanto un disagio. Una telefonata che non arriva può essere una prenotazione persa o un cliente che rinuncia a mettersi in contatto.

Con la riapertura delle scuole ormai alle porte, il problema assume ulteriore rilevanza anche per le famiglie con bambini e ragazzi in età scolare. Per gli anziani il telefono fisso resta inoltre, in molti casi, un mezzo di comunicazione fondamentale.

Il caso bovesano si inserisce in una questione più ampia. Nelle ultime settimane diversi amministratori delle vallate cuneesi sono tornati a chiedere maggiore attenzione alla copertura telefonica dei territori montani.

Da Monterosso Grana il sindaco Isaia ha chiesto di passare dalle mappature delle aree senza segnale a interventi concreti. Uncem ha ricordato le migliaia di segnalazioni raccolte sul problema.

Il caso di Boves riporta la questione alla sua dimensione quotidiana. Vivere nelle frazioni non dovrebbe significare avere minori possibilità di comunicare o maggiori difficoltà nell'accesso a un servizio essenziale.

Nel frattempo, mentre i telefoni restano muti, le bollette relative al servizio sono regolarmente arrivate nelle case degli utenti. Al danno di settimane senza linea si aggiunge così quella che, per i residenti, ha inevitabilmente il sapore della beffa.