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Lou Seriol, il frontman Degioanni: “Sui toni posso fare un passo indietro, ma non sui valori”

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"Non è mai stata una minaccia verso singole persone, meno che mai verso le istituzioni. È un richiamo storico e categorico al fascismo. Invito tutti ad abbassare i toni dello scontro personale"

Enrico Giaccone 11 settembre 2026

Aisone

Il cofondatore frontman dei Lou Seriol, Stefano Degioanni, interviene con un video sulla pagina social del gruppo per fare chiarezza sul concerto di Aisone, che tante polemiche politiche ha scatenato nei giorni scorsi per le parole pronunciate dallo stesso cantante prima di Bella Ciao. Polemiche rilanciate sui social a iniziare da Monica Ciaburro, deputata di Fratelli d'Italia e sindaca di Argentera. “Sui toni della polemica - dice Degioanni, che precisa di parlare a titolo personale - effettivamente posso fare un passo indietro. La foga del palco mi ha portato a usare espressioni forti ed esasperate. Se qualcuno si è sentito urtato o offeso, e ha percepito una minaccia personale, me ne rammarico, ma non faccio mezzo passo indietro sui valori”.


"Prima di tutto chiedo sinceramente scusa alla Pro loco e ai volontari, mi dispiace immensamente per la situazione che si è venuta a creare - dice Degioanni - la serata è stata straordinaria e avete fatto un grande lavoro per il paese e per la Madono, non vi meritavate di finire al centro di questa polemica. Nessuno del gruppo sapeva cosa avrei detto. Non preparo mai le presentazioni dei brani a tavolino, quello che è uscito dal microfono prima di Bella Ciao è tutta farina del mio sacco, frutto dell'istinto, della foga del momento e del fatto che mi trovassi ad Aisone, a casa mia, insieme alla mia gente, ai miei parenti. Gradirei che non tiraste in ballo gli altri componenti del gruppo per parole che sono state esclusivamente mie”.

In merito alla polemica, Degioanni spiega: “Sui toni della polemica effettivamente posso fare un passo indietro. La foga del palco mi ha portato a usare espressioni forti ed esasperate. Se qualcuno si è sentito urtato o offeso, e ha percepito una minaccia personale, me ne rammarico, ma non faccio mezzo passo indietro sui valori.

La frase 'Li abbiamo sotterrati una volta, li appendiamo anche questa volta' non è mai stata una minaccia verso singole persone, meno che mai verso le istituzioni. È un richiamo storico e categorico al fascismo. Significa una cosa sola: se la storia dovesse ripresentarsi, se il fascismo dovesse ritornare sotto qualsiasi forma, a minacciare libertà e democrazia, la risposta di queste valli sarà la stessa di allora. Il fascismo è stato sconfitto dalla storia e dalla Resistenza, e lì deve rimanere. La nostra musica e la nostra terra, come tutti sanno, affondano le radici nell'antifascismo, e chi pensa di usare questo episodio per fare mera speculazione politica ha sbagliato indirizzo.

Voglio ringraziare le persone che in questi giorni ci hanno espresso vicinanza, e invito tutti ad abbassare i toni dello scontro personale, fermo restando che sul rifiuto di ogni deriva fascista la nostra voce non tremerà mai.