Era andato a ritirare le pizze da asporto che aveva ordinato in una pizzeria vicino casa, a Cuneo, quando incrociò sulla porta d’ingresso del locale un uomo, incontrato due volte anni prima mentre era in servizio di pattuglia, che senza alcun apparente motivo lo aggredì verbalmente minacciandolo. E successivamente, dopo averlo seguito fino al portone, impedendogli di rientrare in casa.
A processo con l’accusa di minaccia e violenza privata è finito il cuneese G.S., per i fatti che accaddero una sera di aprile del 2024, e a raccontarli è stato il militare costituito in giudizio: “Ci incrociammo sulla porta del locale mentre entravo a ritirare le pizze, lo salutai e lui mi rispose in malo modo di levarmi di torno; poi, mentre tutti e due aspettavamo fuori che fossero pronte le nostre pizze, mi insultò urlando da lontano, dicendomi che dovevo seguirlo dietro al locale e che me l’avrebbe fatta vedere. Cercava lo scontro fisico, ma io gli dissi di calmarsi e di allontanarsi.”
Nel dehor del locale anche altri clienti avevano ascoltato le urla dell’uomo e anche il proprietario del locale che uscì fuori per cercare di calmare l’uomo.
Appena gli consegnarono l’ordine, il carabiniere si allontanò verso casa, ma l’altro lo seguì fino a raggiungerlo proprio davanti al portone, impedendogli di entrare: “Continuava a gridarmi insulti, mentre io continuavo a camminare per cercare di tornare a casa. Davanti al portone si mise in mezzo, impedendomi di entrare e continuando a minacciarmi. Cercava lo scontro fisico, mi provocava dicendo di alzare le mani contro di lui così mi faceva vedere. Io, invece, presi il telefono e chiamai una pattuglia; solo a quel punto se n’è andato.”
Una condotta difficile da spiegare, dal momento che il carabiniere ha riferito di aver incontrato l’imputato solo due volte anni prima: “Una volta, mentre ero di pattuglia, ci fermò per raccontarci di alcuni suoi problemi; la seconda volta era davanti al portone della caserma mentre uscivo dopo aver finito il turno; era molto agitato e urlava e, come da prassi, chiamai l’intervento di un’ambulanza per capire cosa avesse e poi andai via.”
Dopo aver ascoltato la deposizione della parte offesa, il processo è stato rinviato al 7 ottobre per la deposizione del titolare del locale e di un cameriere che erano intervenuti per calmare l’imputato.