La vicenda dell’ex Policlinico di Cuneo arriva a un nuovo passaggio decisivo. Dopo anni di rinvii e trattative, l’Amministrazione comunale ha fissato una scadenza precisa: il 15 ottobre 2026. Entro quella data la proprietà dell'edificio dovrà chiarire se intende sottoscrivere la convenzione urbanistica alle condizioni indicate dal Comune. In caso contrario, il procedimento avviato dall’Amministrazione per dichiarare decaduto e inefficace il Piano di Recupero sarà portato a conclusione.
A rendere noto il nuovo quadro è stata una risposta dell’assessore all’Urbanistica Alessandro Spedale a un’interpellanza del consigliere di opposizione Giancarlo Boselli, che aveva chiesto di conoscere nel dettaglio lo stato della trattativa con la proprietà dell’area e le concrete possibilità di arrivare alla ricostruzione dell’edificio.
Il Piano di Recupero dell’ambito “VCS9 – Ex Policlinico Cuneese” era stato definitivamente approvato dalla Giunta comunale il 27 gennaio 2022, insieme allo schema di convenzione urbanistico-edilizia. Da allora, però, la convenzione non è mai stata sottoscritta. Negli anni successivi la proprietà ha infatti chiesto più volte il rinvio della firma, nonostante le proroghe concesse e i diversi incontri con l’Amministrazione.
Proprio il mancato perfezionamento della convenzione ha portato il Comune, nel gennaio 2026, ad avviare il procedimento finalizzato alla dichiarazione di decadenza e inefficacia del Piano di Recupero.
La situazione si è però nuovamente riaperta nei mesi successivi. Con una nota del 4 maggio 2026, la società SIMA DATI S.a.s. ha ribadito la volontà di valorizzare l’area, chiedendo tuttavia alcune modifiche rispetto allo schema di convenzione approvato nel 2022.
Le richieste della proprietà si concentravano in particolare su due aspetti. Il primo riguardava la destinazione d’uso: veniva chiesta l’eliminazione della quota del 20% della superficie utile lorda destinata a funzioni terziarie, con la possibilità di destinare interamente a residenza una superficie di circa 3.300 metri quadrati.
Su questo punto, però, la Giunta comunale non ha dato il proprio assenso. La richiesta è stata infatti respinta.
Diversa la posizione dell’Amministrazione sulla seconda modifica richiesta dalla proprietà, relativa alle modalità con cui poter effettuare in futuro eventuali cambi di destinazione d’uso. La richiesta prevedeva l’eliminazione del quinto paragrafo dell’articolo 3 della convenzione, che subordinava tali modifiche al consenso del Comune e prevedeva una specifica penale convenzionale nel caso di cambiamenti non consentiti.
Con una direttiva del 16 luglio 2026, la Giunta ha definito la propria posizione, accogliendo questa seconda richiesta. Gli uffici hanno quindi comunicato alla proprietà la disponibilità del Comune a eliminare integralmente quella previsione e la relativa penale.
A questo punto, dunque, la palla passa alla proprietà. Il Comune ha definito le condizioni alle quali è disponibile a procedere e ha indicato una scadenza: 15 ottobre 2026. Entro quella data dovrà essere verificata la concreta volontà del soggetto attuatore di sottoscrivere la convenzione. Se non arriverà una risposta positiva, il procedimento di decadenza del Piano di Recupero proseguirà fino alla sua conclusione.
Perplesso il consigliere Boselli: "Abbiamo finalmente un quadro più preciso ma non si comprende perché una questione di tale rilievo non sia stata resa nota se non dopo una nostra sollecitazione e soprattutto non sia stata portata in Commissione per una valutazione del Consiglio comunale. Occorre al più presto chiudere questa vicenda con decisione, non prestandosi più a trascinarla a tempi indefiniti ma avendo ben chiara l'alternativa dell'esproprio".