Ci sono temporali che arrivano all’improvviso, possono distruggere un raccolto, piegare ciò che trovano sul loro cammino, ma portano anche acqua e, dopo la pioggia, la vita riprende. È questa la metafora al centro di “Il temporale forte”, ultimo capitolo della trilogia messa in scena dalla Compagnia Salz, frutto di un'accurata ricerca sul mondo contadino del nord Italia tra fine '800 e prima metà del '900. L’evento, inserito nella Rassegna "Assaggi 2026 – Incontro", organizzata a Peveragno dalla Compagnia del Birùn, andrà in scena sulla collina di San Giorgio, sabato 5 settembre alle 20.45.
Lo spettacolo, scritto da Alice Bignone per la regia di Ermanno Rovella, è inserito nel progetto Teatro nei Rifugi, patrocinato da Fondazione Nuto Revelli, Ente Parco Alpi Marittime, Associazione Gestori Rifugi Piemonte e ha coinvolto oltre 40 rifugi tra Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia e Toscana. È inoltre presentato dall'Associazione Europea Liberation Route per la memoria della Seconda Guerra Mondiale.
È l'estate del 1943, il Duce e il fascismo sono caduti. Un'intera borgata vede una squadra di dieci soldati tedeschi che sta salendo la collina. Lo spettacolo attraversa la storia di una famiglia di contadini alle prese con un cambiamento storico che si muove intorno a loro e nonostante loro e racconta il tentativo di non esserne travolti.
Il temporale forte è anche il modo in cui è stata vissuta la guerra di liberazione da una buona parte delle nostre famiglie. Togliere lo scontro fra partigiani e fascisti dal terreno ideologico vuol dire restituire alle scelte il fattore umano. Un’occasione di riflessione e di incontro con quelli che allora non hanno avuto la forza o la possibilità di scegliere una parte, con le motivazioni di chi aveva capito cos'era la famiglia, ma non cos'era l'Italia.
La serata è a ingresso gratuito. L'accesso alla collina è a piedi. Informazioni al 334.8966480.