I Voucher scuola sono stati assegnati dalla Regione, ma le famiglie potrebbero non riuscire a spenderli per le difficoltà nella modalità di registrazione e utilizzo. A sollevare la questione è il consigliere regionale del Pd, Mauro Calderoni.
“Depositerò un’interrogazione alla Giunta regionale sulla gestione dei Voucher scuola per l’anno scolastico 2026/2027 - dice - perché dietro gli annunci della Regione rischia di esserci un problema molto concreto: assegnare un voucher non significa necessariamente che una famiglia riesca poi a utilizzarlo”.
La Regione, sottolinea Calderoni, “rivendica di aver finanziato per la prima volta il 100% delle domande ammesse al Voucher B, quello destinato a libri, materiale didattico, dotazioni tecnologiche e trasporti. È certamente una risposta a un bisogno crescente, ma l’entusiasmo propagandistico non racconta tutta la storia. A fronte dell’aumento dei beneficiari, infatti, si è ridotto il valore medio del Voucher B. Lo ha riconosciuto la stessa maggioranza, che ha impegnato la Giunta a intervenire per attenuare gli effetti sulle fasce ISEE più basse. Nel frattempo è cresciuta, in proporzione, la quota destinata al Voucher A, quello per le rette delle scuole paritarie, con la soglia ISEE innalzata fino a 30.000 euro e importi fino a 2.150 euro”.
Il risultato, spiega il consigliere del Pd, è che si distribuisce di più a chi sceglie il privato e un po’ meno, a testa, a chi manda i figli alla scuola pubblica. Ma il problema più serio, a mio avviso, riguarda le modalità di utilizzo del voucher. Con l’affidamento a Cirfood e alla piattaforma Valyouness Flex, il voucher non viene più caricato sulla tessera sanitaria, come avveniva in precedenza. Una carta che ogni famiglia già possiede e che poteva semplicemente essere utilizzata alla cassa.
Oggi, invece, una famiglia deve ricevere una mail dal gestore senza scambiarla per spam, recuperare e conservare le credenziali, registrarsi sulla piattaforma, generare di volta in volta un buono dell’importo esatto e mostrare un QR-code all’esercente o alla scuola. Ogni passaggio aggiunge una possibile barriera. Da qui nasce il paradosso che voglio evidenziare: si può finanziare il 100% delle domande e, contemporaneamente, rischiare che una parte delle risorse non venga effettivamente utilizzata. Un conto è l’importo scritto in graduatoria. Un altro è quello che una famiglia riesce concretamente a spendere. Il voucher deve essere utilizzato tassativamente entro il 31 marzo 2027. Se una famiglia si perde tra una credenziale smarrita, una registrazione complicata o un QR-code che non riesce a generare, non perde soltanto tempo: rischia di perdere l’intero contributo. Se questo dovesse accadere su larga scala, una misura importante per il diritto allo studio rischierebbe di trasformarsi in un flop. Con la mia interrogazione chiedo quindi alla Giunta risposte precise affinché questo problema venga affrontato adesso, prima che siano i numeri a dimostrarlo quando sarà ormai troppo tardi. Il voucher deve essere non soltanto assegnato, ma concretamente accessibile e spendibile”.