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Rsa, in Piemonte oltre 12.000 persone in lista d'attesa: 3 in più ogni giorno

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I dati richiesti dalle consigliere di Avs. Al 30 giugno erano 12.148 le persone in lista d'attesa per ottenere la quota sanitaria per il ricovero in Rsa delle persone anziane non autosufficienti

Redazione 28 agosto 2026

Torino

Al 30 giugno erano 12.148 le persone in lista d'attesa per ottenere la quota sanitaria per il ricovero in Rsa delle persone anziane non autosufficienti. Al 31 dicembre erano 11.616, e in sei mesi sono crescite al ritmo di 3 persone al giorno.

La richiesta dei dati aggiornati è stata presentata dal gruppo consiliare di Avs: “Il 50% della retta non è un optional ma un diritto previsto dalla normativa nazionale sui LEA - scrive la consigliera di Avs, Alice Ravinale - Nonostante il dibattito innescato a seguito della diffusione dei dati al 31 dicembre 2025, che registravano 11.616 persone in lista d'attesa contro le 8.500 al 7 febbraio 2025 indicate dal piano socio-sanitario, la situazione non è migliorata: le persone in attesa sono arrivate da essere 12.148, con crescita costante in tutte le ASL del Piemonte ad eccezione della Città di Torino che registra un lieve decremento. Benché la crescita delle liste d'attesa nei primi sei mesi del 2026 sia stata meno drastica di quella registrata da febbraio a dicembre 2025, con circa 600 persone in più (rispetto ai 3000 registrati nel precedente accesso agli atti) siamo comunque davanti ad una situazione indegna: stiamo parlando di 3 persone in più al giorno che vengono parcheggiate in una lista d'attesa e che devono "scegliere" se pagarsi interamente la retta, che è arrivata a costare ben più di 3000 euro al mese, o rinunciare alle cure e rimanere a carico dei familiari".

Notevole, spiega la consigliera di opposizione, è l'aumento dei casi cosiddetti urgenti secondo i parametri delle UVG: sono passati da 892 al 31 dicembre a 1255 al 30 giugno. Stiamo parlando di persone che hanno situazioni cliniche gravi unite a condizioni socio-economiche che non consentono loro di sostenere la retta: già solo creare una lista d'attesa per queste situazioni è un paradosso.

Resta di fatto invariato, rispetto al 31 dicembre 2025, il numero delle persone in lista d'attesa dei casi c.d. "differibili", quelli che secondo la valutazione delle UVG possono attendere sine die per l'attivazione della convenzione, pur avendo condizioni cliniche e socio-economiche di acclarata gravità.

Non migliora nemmeno il dato delle liste d'attesa per le prestazioni domiciliari, aumentato di circa 500 persone: Cirio ha detto di voler incentivare un modello che favorisca i servizi domiciliari per gli anziani non autosufficienti, ma forse gli sfugge il fatto che sono circa 13.000 le persone che attendono già ad oggi risposte dalla Regione, che si uniscono alle oltre 12.100 in attesa per le Rsa.

Quella della non autosufficienza resta la più grande inadempienza di Cirio e Riboldi con i piemontesi, e nei prossimi mesi siamo pronte a presentare proposte di legge che superino lo stato attuale di mancata attuazione dei Lea e di abbandono delle famiglie”.




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