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Elogio del torrente

Nei molteplici volti di un corso d’acqua si rispecchiano frammenti di vita

Roberto Dutto 05 agosto 2026

Cuneo


Elogio del torrente tra riflessioni e narrazioni. Si struttura così questo libretto che prende come argomento proprio il torrente intorno a cui intesse pensieri e brevi racconti.


L’ammirazione per un simile corso d’acqua è apertamente dichiarata fin dalla prime pagine. Il torrente è “fratello minore del fiume”, sa anzi di non poter competere con lui. È “figlio unico di una montagna aspra”. Pare incarnazione di un’anarchia che si esprime nella sua stessa irregolarità di portata. Una caratteristica per altro che può riservare sorprese anche non piacevoli, ma allora sono gli umani che hanno pensato di fare a meno della saggezza conservata nel suo corso.


Ed è proprio nella relazione con gli uomini che il libro prende pieghe diverse. Il torrente sta a guardare mentre le persone si affollano nelle valli che lui pazientemente scava. Così ecco il gruppo di partigiani incalzato dai repubblichini che nel torrente trova la via di fuga. Oppure gli uomini che lottano contro le acque che piovono dall’alto e ingrossano quelle che scorrono o, ancora, la ragazza che ama camminare sulle pietre.


È un dialogo a distanza tra il lato selvatico della natura e quello degli umani. Talvolta sfiora il surreale, altre volte si fa più intimo, mentre il torrente scorre invitando a mettersi in viaggio per vedere dove quell’acqua porta la terra, come nell’ultimo racconto. Un viaggio verso luoghi sconosciuti lontani come i passi della vita.

L’anarchia del torrente

di Paolo Repossi

Editrice Ediciclo

euro 9,50

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