Conoscere da vicino le rotte migratorie, incontrare le persone che le percorrono e le realtà che ogni giorno operano nelle frontiere e nei territori più fragili. È ‘obiettivo di “Attraverso26”, il programma di campi estivi promosso da ASCS – Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo. Anche quest’anno coinvolge giovani tra i 18 e i 35 anni in esperienze di formazione, servizio e vita comunitaria.
Dopo il primo appuntamento in Puglia, già concluso, il calendario prosegue con cinque campi. Cinque esperienze che porteranno i giovani in alcuni dei luoghi più significativi delle migrazioni contemporanee, tra Italia ed Europa. E nei territori dove il lavoro agricolo stagionale pone ancora interrogativi su diritti, sfruttamento e inclusione.
Le prossime tappe
La prossima tappa è Como (fino al 9 agosto), al confine tra Italia e Svizzera. Qui i giovani avranno l’opportunità di confrontarsi con le organizzazioni che operano sui due versanti della frontiera e di approfondire le diverse modalità con cui vengono affrontati i fenomeni migratori.
Dal 9 al 16 agosto il percorso raggiungerà Calais, in Francia. Punto nevralgico per le persone che tentano di attraversare la Manica verso il Regno Unito. I partecipanti collaboreranno con la missione scalabriniana impegnata nell’assistenza ai migranti in transito.
Dal 16 al 22 agosto sarà la volta di Trieste, porta della rotta balcanica, dove il campo offrirà un’esperienza a fianco degli operatori della prima accoglienza e delle persone in viaggio verso il Nord Europa, approfondendo le criticità delle politiche di frontiera.
Le tappe piemontesi
Il tema del lavoro agricolo e del contrasto al caporalato sarà invece al centro del campo in programma nel Cuneese (23-29 agosto), tra Cuneo e Saluzzo, realizzato in collaborazione con le Caritas diocesane. I giovani incontreranno lavoratori migranti, volontari e operatori sociali impegnati nella tutela dei diritti e nell’accompagnamento delle persone impiegate nelle campagne.
A chiudere il percorso sarà Oulx, in Alta Val di Susa, dal 30 agosto al 5 settembre, ultimo punto di passaggio prima del confine francese. Qui i partecipanti prenderanno parte alle attività di sostegno alle persone che affrontano il difficile attraversamento delle Alpi, lungo una delle rotte migratorie più complesse d’Europa. Il campo è sostenuto dalla Fondazione CRT, mentre quello di Como beneficia del contributo della Regione Lombardia.
Attraverso26 si sviluppa grazie alla collaborazione di una rete di Caritas, missionari, centri interculturali e realtà di accoglienza che operano quotidianamente nei territori coinvolti. Un’esperienza che intende offrire ai giovani strumenti per comprendere i fenomeni migratori e le disuguaglianze sociali, favorendo un confronto diretto con chi vive e affronta ogni giorno le sfide delle frontiere e del lavoro stagionale.
Guardando a domani
Alla luce di quanto accaduto nelle ultime settimane a Ceuta, l’enclave spagnola in territorio marocchino tornata al centro della cronaca per le tensioni e i nuovi flussi migratori verso l’Europa, quel tratto di frontiera potrebbe rappresentare in futuro una nuova tappa di “Attraverso”. Sarebbe un ulteriore tassello di un percorso che accompagna i giovani nei luoghi dove le migrazioni non sono un tema astratto, ma una realtà quotidiana fatta di volti, storie e sfide che interrogano l’Europa.