cronaca

Borgo, è morto il dottor Giuseppe Bonatto, 77 anni

Medico di famiglia, fondatore e presidente onorario dell’associazione “Alice”

Piergiorgio Berrone 31 luglio 2026

Borgo San Dalmazzo

La comunità di Borgo San Dalmazzo è in lutto per la scomparsa del dottor Giuseppe Bonatto, storica figura di medico di famiglia profondamente legato alla vita della città. Malato da anni, è stato stroncato questa mattina (venerdì 31 luglio) da un ictus, nella sua abitazione. Aveva 77 anni.

Nato in Argentina il 3 febbraio 1949, aveva lasciato il suo Paese nel 1982 per mettersi in salvo nel periodo buio della dittatura dei colonnelli. A Borgo si era subito subito fatto apprezzare p er la competenza e la passione con cui esercitava la professione, guadagnandosi la stima e l’affetto dei tantissimi pazienti che aveva preso in carico. Temperamento appassionato e sanguigno, abile polemista, si era anche dedicato alla politica locale, venendo eletto in consiglio comunale nella lista di sinistra “La Città Nuova” con cui aveva dato vita a accese battaglie civili.

Nel 1993 venne colpito da un ictus che lo costrinse a lasciare l’attività professionale. Nel 2004 l’idea, maturata insieme alla moglie Graziella Alciati ed altri amici, di dar vita ad un’associazione che si occupasse dei problemi dei pazienti colpiti da ictus e dei loro familiari. Nacque così Alice (acronimo di Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale), con l’intento di promuovere prevenzione, informazione, vicinanza, sostegno e attività di inclusione rivolte a chi vive le conseguenze dell’ictus e, più in generale, condizioni di fragilità neurologica. Bonatto fu il primo presidente dell’associazione che oggi ha sezioni operative anche a Fossano-Savigliano-Saluzzo e Alba-Bra-Langhe e Roero e nel cui ambito è nato il Coro degli Afasici. Dal 2009 aveva assunto la carica di presidente onorario e continuava a partecipare attivamente alle varie iniziative.

Oltre alla moglie Graziella, Bonatto lascia il figlio Enrico con Chiara, la sorella Pilar, familiari e amici italiani e argentini.

Lunedì 3 agosto alle 9 la salma giungerà nel salone consiliare di piazza Liberazione dove verrà allestita la camera ardente. Alle 10 la celebrazione del funerale in forma laica, che sarà possibile seguire anche dalla piazza. Seguirà l’accompagnamento al Tempio Crematorio di Magliano Alpi.

Il ricordo della sindaca Roberta Robbione: "La sua storia parla per lui. È stato un uomo che ha difeso le sue idee di libertà e democrazia, in Argentina è stato torturato per questo. Eppure ha mantenuto sempre la schiena dritta e non ha abdicato ai suoi valori. Avrebbe potuto rivendicare vendetta e invece ha lavorato per il bene. Aveva in lui un coraggio intimo che lo faceva andare oltre il male. Era molto franco, un attento osservatore, capace di ascoltare e di dare consigli con il suo spirito acuto e ironico. Mai domo nel promuovere le sue battaglie per la tutela dei diritti alla cura e della sanità pubblica, in prima linea con la Asssociazione Alice, a portare la sua esperienza di medico e di persona profondamente segnata dalla malattia. Appassionato e cultore della buona politica, quella che si mette a servizio della città. Un grande esempio positivo per la nostra comunità".

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