Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza il Rendiconto generale 2025, il documento che fotografa la gestione contabile della Regione Piemonte nell'anno appena chiuso.
Tra i principali interventi il ripristino delle risorse nelle missioni strategiche come trasporti, welfare e istruzione; l’applicazione dell’avanzo vincolato di circa 50 milioni di euro; la copertura della quota di disavanzo residua del 2025 con 81 milioni a saldi invariati.
Nella relazione di maggioranza, Debora Biglia (Fi) ha affermato che “la parifica della Corte dei Conti conferma il raggiungimento dei tre indicatori di equilibrio del bilancio regionale: la riduzione strutturale del disavanzo, il rispetto dei tempi nell’attuazione del Pnrr e nella spesa dei fondi europei e una gestione virtuosa dei pagamenti. Elementi che dimostrano che la traiettoria di risanamento intrapresa negli ultimi anni è una realtà solida, misurabile e sostenibile”.
Il relatore di minoranza Fabio Isnardi (Pd) ha sottolineato che “la cancellazione del fondo di liquidità è un’opportunità concessa dal Governo per consentire Regioni non in disavanzo di aumentare la spesa mentre il Piemonte dovrà pagare interessi fino al 2051, gravando sulle generazioni future. Per il secondo anno consecutivo, inoltre, una parte del disavanzo non viene recuperata nell’anno di competenza ma in quello successivo”.
Pasquale Coluccio, relatore di minoranza del gruppo M5s, ha affermato che “pur non creando nuovi debiti nel 2025, il risultato di amministrazione è negativo per 999 milioni di euro: siamo di fronte a un diverso trattamento contabile e finanziario ma non alla cancellazione del problema. I rilievi della Corte dei Conti su pagamenti e assenza di cronoprogrammi devono essere tenuti in considerazione”.
Alice Ravinale, relatrice di minoranza per Avs, ha sottolineato che “seppure la Regione continui a rimanere a galla, lo fa a danno del futuro tirando a campare con provvedimenti che non intervengono su questioni strutturali, a partire dalla spesa sanitaria fuori controllo. Il Fondo sanitario nazionale non è sufficiente e da anni insistiamo che mancano le risorse per assicurare i Lea mentre Enti locali e famiglie devono supplire alle cure socioassistenziali”.
Vittoria Nallo, relatrice di minoranza di Sue, ha rilevato che “il rendiconto rappresenta un momento di verità rispetto alle promesse fatte dalla Giunta. Non è un momento facile, il contesto lavorativo non è dinamico ma il rallentamento della crescita non è stato affrontato e sarebbe stata necessaria una spinta in più, una maggiore capacità di programmare invece di rincorrere l’emergenza”.
Approvato il Piano di rientro
Approvata anche la proposta di deliberazione 155 di aggiornamento, per il 2026 e per gli anni successivi, del Piano di rientro pluriennale del disavanzo regionale.
La delibera, presentata dall’assessore Andrea Tronzano, evidenzia una quota annuale da riassorbire di 247 milioni e ha tre obiettivi: cancellare dal bilancio il disavanzo legato al Fondo anticipazioni di liquidità concesso dallo Stato, iscrivere il maggior contributo alla finanza pubblica richiesto dallo Stato, e aggiornare il Piano pluriennale sulla base del risultato di amministrazione certificato dalla Corte dei Conti.
Nella discussione generale è intervenuto Fabio Isnardi (Pd) che “ha segnalato una incogruenza tra la delibera e l’atto approvato dal ministero e dalla parifica della Corte dei Conti. Vi è una discrepanza sul totale del disavanzo rispetto a quanto indicato nel decreto del Governo, pari a circa 400 milioni”. Sulla stessa linea Alice Ravinale (Avs) e Gianna Pentenero (Pd). Secondo l’esponente del gruppo Avs “nelle discussioni di bilancio è sempre più difficile entrare nel merito” mentre per Pentenero “il nostro compito è analizzare i dati. In un quadro così complesso come l’attuale sarebbe importante capire il perché le cifre non corrispondono”.
La delibera ha lo scopo della cancellazione del disavanzo dal Fondo anticipazioni di liquidità disposto dallo Stato, dell’iscrizione del maggior contributo alla finanza pubblica stabilito dallo Stato e dell’adeguamento del Piano pluriennale in base al risultato di amministrazione certificato dalla Corte dei Conti.