editoriale

Tra la giustizia e la vendetta c’è di mezzo la democrazia

Roggero e Fakir, la politica feroce, l’indignazione popolare

Ezio Bernardi 25 luglio 2026

Grinzane Cavour

Il caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato al carcere e al risarcimento danni per aver ucciso due rapinatori inseguendoli fuori dal negozio (tutto documentato da video inequivocabili), da normale caso di amministrazione della giustizia è diventato caso politico. Ad uso della campagna elettorale carica di odio di Vannacci, Salvini e anche di Meloni. Uno scivolamento che rende impossibile trattare la vicenda con il rispetto e la lucidità che sarebbero invece necessari.

In un altro articolo (vedi pagg. 1 e 37 de La Guida di giovedì 23 luglio 2026, ndr), il biblista Angelo Fracchia ne tratta alla luce della legge di Dio, il decalogo, chiarendo il rapporto tra vita e giustizia. Ma nel dibattito politico e sui social queste riflessioni faticano a trovare ascolto, anche da chi in politica milita autoproclamandosi difensore dei valori cristiani. Prevalgono le reazioni emotive, spesso senza pietà, che annullano ogni distinzione tra giustizia e vendetta, tra legittima difesa e giustizia fai-da-te.

L’esercizio della giustizia in un sistema democratico che ha da tempo abolito la pena di morte per qualsiasi reato non può considerare eroe chi, pur con tutte le attenuanti del caso, ha comunque commesso un doppio omicidio.

Da qualsiasi punto di vista la si guardi, questa è una tragedia, sia per l’omicida che per le vittime.

La stessa tragedia di Adberrahim Fakir, il facchino di origini marocchine morto ammanettato a Bologna a seguito dell’intervento dei poliziotti. Anche in questo caso è tutto documentato con video terribili: il fermo, il blocco brutale a terra con la faccia verso l’asfalto, le urla per chiedere aiuto, nessuno che interviene, la morte.

In entrambi i casi i conti non tornano. Qualcosa non ha funzionato. Solo per casualità o per responsabilità di qualcuno?

L’indignazione popolare per quanto accaduto al gioielliere è comprensibile, manifesta la pietà dovuta a chiunque, vittima di soprusi, si trovi a diventare omicida perdendo il controllo delle proprie azioni. È comprensibile anche che si chieda la grazia al Presidente della Repubblica, ma non per sconfessare i pronunciamenti della giustizia. E purché si rispetti il percorso che prevede la Costituzione: che a richiederla sia il condannato o un parente, non un ministro, il Presidente del Consiglio o dei partiti politici. Ma è questo che accade per il caso Roggero: partiti e leader che, invece di servire e rispettare le istituzioni della Repubblica (Presidente e Magistratura), le vorrebbero piegate al potere politico e non a servizio e difesa dei diritti di tutti i cittadini.

Il caso Roggero, che mai si è veramente pentito, è stato assunto dalle destre per una campagna elettorale che ha come primo protagonista Vannacci, penosamente inseguito sul suo terreno da Salvini e da Meloni.

Se è giusto rafforzare le forze dell’ordine, proteggere carabinieri e poliziotti, come ha fatto il governo con i vari decreti sicurezza, ciò va fatto con leggi che garantiscano il rispetto delle libertà e dei diritti di tutti i cittadini, anche di chi sbaglia, oltre che la certezza della pena; non invitando i cittadini a farsi giustizia da sé e magari a sparare, in nessun caso trasformando in cittadino modello chi spara e uccide.

Anche a Bologna, la richiesta di fare luce sulla morte di Fakir ha scatenato la protesta. Con eccessi violenti di alcune frange. Condivisibile l’intervento di Meloni: “La verità (su Fakir) va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno. Ma nulla può giustificare la violenza contro le forze dell’ordine”.

Dovrebbe valere anche per il caso Roggero: tre gradi di giudizio hanno accertato la verità “senza pregiudizi e senza sconti”.

Ma è la stessa Presidente del Consiglio, con i suoi sodali, a respingere la conclusione a cui ha condotto l’accertamento della verità. O forse esistono due verità: una per chi è italiano da sempre, l’altra per chi è italiano ma ha origini straniere?

Giustizia Mario roggero fakir Grazia meloni

Leggi anche

Mario Roggero condannato in via definitiva

La Cassazione conferma la condanna a 14 anni e 9 mesi per il gioielliere di Grinzane Cavour

Il ministro Nordio avvia l'istruttoria per la concessione della grazia a Mario Roggero

Ma Mattarella puntualizza che tale facoltà è riservata esclusivamente al Presidente della Repubblica

Ordine di carcercazione per Mario Roggero e la richiesta della grazia

Si attende il gioielliere nel carcere di Bollate, e la moglie chiede la grazia