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A Bose giovani cristiani e musulmani insieme per costruire fraternità

Fino al 26 luglio il Monastero accoglie giovani tra i 18 e i 35 anni per un'esperienza di dialogo e formazione

Redazione 22 luglio 2026

Bose

Prende il via oggi, 22 luglio, al Monastero di Bose (Magnano, Biella), “inSiEME 2026 – Una bella differenza. Il dono (e la sfida) della diversità”, un percorso rivolto a giovani cristiani e musulmani tra i 18 e i 35 anni che desiderano vivere un’esperienza concreta di incontro, dialogo e fraternità.


L’iniziativa, promossa dalla Comunità di Bose, nasce dalla consapevolezza che la diversità può suscitare timori, incomprensioni e pregiudizi, ma rappresenta anche un’opportunità preziosa per crescere nelle relazioni e nella conoscenza reciproca. Il cammino proposto invita i partecipanti a interrogarsi sul proprio sguardo verso l’altro, riconoscendo nella differenza un dono capace di arricchire la vita personale e comunitaria.


Fino al 26 luglio i giovani condivideranno giornate scandite da momenti di formazione, laboratori, confronto e vita comune, in un contesto che favorisce l’incontro tra la tradizione cristiana e quella islamica. La convivenza offrirà occasioni di dialogo autentico, di riflessione e di amicizia, nella convinzione che la fraternità si costruisca anzitutto attraverso la conoscenza reciproca e l’ascolto.


Le ragazze e i ragazzi saranno ospitati nelle strutture del monastero, con sistemazioni distinte, condividendo tutti i pasti preparati nel rispetto delle prescrizioni alimentari islamiche. Vitto e alloggio sono messi a disposizione dalla Comunità di Bose, mentre ai partecipanti è richiesto di sostenere le spese di viaggio.


In un tempo segnato da tensioni culturali e religiose, esperienze come inSiEME 2026 ricordano che il dialogo non è un concetto astratto, ma un percorso quotidiano fatto di incontri, rispetto e fiducia reciproca. Un piccolo laboratorio di convivenza che guarda al futuro, seminando relazioni capaci di trasformare la diversità in una ricchezza condivisa e contribuendo a costruire quel “variopinto mosaico di fraternità” evocato dagli organizzatori.