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15 luglio 2026

sanità

Apre l’Ospedale di Comunità di Cuneo presso l’ex Mater Amabilis

Dopo Saluzzo e Savigliano a Cuneo, ora resta da capire quali servizi forniranno ai pazienti e con quale personale

Enrico Giaccone 15 luglio 2026

Cuneo

Mercoledì 15 luglio, l’Ospedale di Comunità di Saluzzo poi la Casa di Comunità di Savigliano e alle 14,30 è stato inaugurato l’Ospedale di Comunità di Cuneo presso l’ex Mater Amabilis in viale Federico Mistral 1.

Un tour de force di tagli di nastro per l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, per l'ex assessore e oggi presidente di commissione Luigi Genesio Icardi e per il direttore generale dell'Asl Cn1 Giuseppe Guerra. A Cuneo l'inaugurazione è avvenuta con il taglio del nastro da parte della sindaca, Patrizia Manassero.

Dopo le strutture di Borgo San Dalmazzo, Dronero e Verzuolo, inaugurate lo scorso aprile, aprono quindi ufficialmente le porte l’Ospedale di Comunità di Saluzzo presso l’Ospedale civile in via Spielberg, 58; la Casa di Comunità di Savigliano, presso l’Ospedale in via Ospedali, 5 e alle 14, l’Ospedale di Comunità di Cuneo nei locali di proprietà comunale dell’ex Mater Amabilis Angeli in viale Federico Mistral 1, ristrutturati dall'Asl Cn1 con fondi Pnrr.

L'ospedale di Comunità di Cuneo, dispone di 20 posti letto, in camere da due letti, e in alcuni casi singole. La struttura si inserisce nella rete dell'assistenza territoriale e svolge una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero, ad esempio in caso convalescenza dopo le dimissioni dall'ospedale, con ricovero breve (fino a 30 giorni) per pazienti, in condizioni non gravi, che necessitano di assistenza infermieristica continua.

La casa di comunità di Savigliano è invece un poliambulatorio territoriale aperto al pubblico per visite, esami e assistenza primaria.

Resta da capire nello specifico quali saranno i servizi forniti ai pazienti e con quale personale.


“No allo spostamento del personale dai Distretti”

Nei giorni scorsi sul tema è intervenuta la FP CGIL Cuneo, che ha espresso la netta contrarietà alla scelta dell’Asl Cn1 di garantire la copertura dei turni H24 negli Ospedali di Comunità attraverso la rotazione del personale proveniente dai Distretti. “Servono assunzioni, non soluzioni tampone”.

“Dopo il confronto sindacale, rinviato al prossimo mese di settembre, ribadiamo con fermezza che questa non può rappresentare una soluzione accettabile - sottolinea Carmelo Castello, segretario generale Fp Cgil Cuneo - Continuare a spostare il personale da un servizio all’altro significa aggravare ulteriormente il carico di lavoro degli stessi operatori, già da tempo sottoposti a condizioni organizzative estremamente difficili. La domanda che poniamo è semplice: come si può pensare di ampliare i servizi sanitari, aprendo Case e Ospedali di Comunità, senza prevedere contestualmente nuove assunzioni di personale? Non è possibile costruire una sanità territoriale più forte sottraendo risorse umane ai servizi già esistenti. Riteniamo inoltre assurdo che, mentre si annunciano nuovi modelli organizzativi e si inaugurano nuove strutture, la Regione Piemonte abbia imposto alle Aziende Sanitarie un piano di rientro che di fatto blocca le assunzioni, impedendo alle aziende di dotarsi del personale necessario per garantire servizi efficienti e sicuri. Non bastano nuove strutture se poi mancano i professionisti che devono farle funzionare.







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