Lo sciacallo dorato nel Parco Fluviale Gesso e Stura, c'è la prima prova della presenza nei boschi di Cuneo
Ripreso dalle fototrappole del Parco un esemplare di Canis aureus. È la prima documentazione certa in provincia di Cuneo di una specie elusiva, innocua per l'uomo e preziosa per l'ecosistema. Il Parco invita a segnalare eventuali avvistamenti
Enrico Giaccone 07 luglio 2026
Cuneo
C’è un nuovo abitante nei boschi del Parco fluviale Gesso e Stura.
Per la prima volta in provincia di Cuneo, è stata confermata la presenza dello Sciacallo dorato (Canis aureus) tramite la rilevazione delle fototrappole del Parco. “Un risultato storico per il monitoraggio faunistico locale - spiegano dal Parco Fluviale - che testimonia la straordinaria espansione verso Ovest di questo mammifero e l’efficacia delle politiche di tutela della biodiversità portate avanti dall’Ente Parco”.
Questa specie viene spesso ignorata o non riconosciuta perché confusa con un piccolo lupo, una grande volpe o un cane. In realtà, si tratta di un canide di medie dimensioni, tra 12 e 15 kg, con muso più corto rispetto al lupo e dimensioni decisamente minori. Il mantello invernale è fulvo-rossastro con sfumature grigiastre, mentre d’estate ha un manto più corto e marrone-dorato. Ha una macchia chiara sotto la gola. Molto elusivo e schivo, lo sciacallo dorato non è assolutamente aggressivo per l’uomo o per gli animali domestici e tende a passare quasi inosservato. Si nutre principalmente di erbivori debilitati, malati, anziani, o piccole prede come ratti, lepri, roditori, uccelli. Ma soprattutto è un opportunista che approfitta di molte fonti di cibo occasionale, come rifiuti abbandonati, con una fortissima tendenza alla necrofagia: si ciba infatti di carogne offrendoci una serie di servizi ecosistemici. La sua nicchia ecologica si sovrappone a quella della volpe, che tende a farsi più rara dove lo sciacallo è maggiormente presente.
Presente in Asia e nell’ Europa centrale e orientale, di recente si è spostato anche verso occidente: spostamento che per una volta non sembra legato ai cambiamenti climatici ma a una sua naturale dinamica di popolazione.
La conferma della presenza nei boschi di Cuneo
La conferma della presenza dello sciacallo nei boschi di Cuneo è arrivata al termine di un vero e proprio lavoro di squadra sul campo. A fine maggio, a seguito della prima segnalazione visiva da parte del naturalista Alessio Ferrari nei dintorni di Cuneo, si sono attivati i ricercatori del Parco, il naturalista Dario Olivero e Chantal Marchisio (tesista e laureanda in Scienze Naturali all’Università di Torino), che hanno posizionato le fototrappole in punti strategici.
Lo sforzo ha premiato i ricercatori e due filmati nitidi non lasciano spazio a dubbi. L’identificazione ufficiale è stata convalidata dal dottor Luca Lapini, massimo esperto della specie in Italia, e dalla dottoressa Elisa Avanzinelli del Centro Grandi Carnivori (istituito presso l’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Marittime).
Anche se per la validazione scientifica rimangono indispensabili foto o video, il Parco fluviale Gesso e Stura invita i cittadini, i camminatori e gli appassionati a segnalare eventuali avvistamenti sospetti. Ogni informazione sarà utile ai ricercatori per tracciare e comprendere i futuri spostamenti di questo affascinante animale sul nostro territorio.