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4 luglio 2026 | Aggiornato alle 06:00

politica

"Cirio festeggia i cantieri, ma dimentica i servizi"

Le opposizioni incalzano la giunta regionale su Case di Comunità e sanità territoriale

Monica Arnaudo 03 luglio 2026

Cuneo

Immediate le reazioni della politica all'annuncio della Regione sul raggiungimento del 100% degli obiettivi del Pnrr.


“Il presidente Cirio celebra le risorse europee spese e rendicontate bene. Ma i cittadini non misurano il successo del Pnrr contando le pratiche inviate a Bruxelles: lo misurano dai servizi che trovano aperti sotto casa" lo dichiarano Daniele Valle, vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale e Domenico Rossi, consigliere regionale e segretario regionale del Partito Democratico.

“Se guardiamo alla sanità territoriale, che rappresenta una delle sfide più importanti finanziate dal Pnrr - continuano i consiglieri del Pd -, il quadro è molto meno trionfale di quello raccontato dalla Giunta. Gli ultimi dati Agenas, presentati da Gimbe a Torino poche settimane fa, sulle Case della Comunità mostrano infatti che il Piemonte è ancora lontano dall'obiettivo di trasformare gli edifici finanziati dal Pnrr in servizi realmente disponibili per i cittadini. “Al 30 dicembre il Piemonte risultava avere appena il 14,6% delle case di comunità con i servizi obbligatori per legge. Tra queste, solo il 5,2% delle Case della Comunità con presenza medica e infermieristica e un 9,4% privo di medici e infermieri in pianta stabile. Un dato inferiore alla media nazionale e molto distante dalle regioni più avanzate, come Valle d'Aosta, Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna. Il vero obiettivo del Pnrr non era inaugurare edifici o completare procedure amministrative, ma portare cure, assistenza e presa in carico vicino alle persone. Se una Casa della Comunità non dispone della presenza dei professionisti che la rendono operativa, i cittadini continuano a rivolgersi ai pronto soccorso e alle strutture ospedaliere, vanificando lo spirito stesso della riforma. Le risorse europee rappresentano un'opportunità straordinaria e dovevano produrre un cambiamento sensibile della nostra offerta sanitaria. Il successo del PNRR infatti si misurerà quando i piemontesi troveranno medici, infermieri e servizi aperti nelle Case della Comunità, non quando leggeranno una percentuale in una conferenza stampa o una targhetta nuova fuori da un poliambulatorio. Abbiamo chiesto una informativa urgente a Riboldi in IV commissione per fare chiarezza sui servizi aperti nelle case di comunità”.


Case e Ospedali di Comunità anche al centro delle osservazioni dei coimsiglieri dl Movimento 5 Stelle PIemonte Sarah Disabato, Alberto Unia e Pasquale Coluccio. "Il vero obiettivo del Pnrr salute non era tagliare nastri o certificare cantieri, ma garantire servizi territoriali, medici, infermieri e presa in carico vicino a casa. Dietro l’autocelebrazione di Cirio restano troppe domande. Le 82 Case di comunità e i 27 Ospedali di comunità annunciati sono davvero operativi? Quanti cittadini trovano ambulatori aperti, personale e assistenza? La realtà racconta altro: in tutto il Piemonte ambulatori chiusi o accorpati, presidi territoriali depotenziati, cittadini costretti a spostarsi da un Comune all’altro e liste d’attesa sempre più pesanti. Spendere tutto non basta: bisogna spendere bene e trasformare ogni euro in cure reali".



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