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13 luglio 2026

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Beatrice, una vita tra Cuneo e Milano

13 giugno 2026

Cuneo

Beatrice Candela A diciotto anni la vita si divide tra i banchi di scuola e le scuderie milanesi. Per Beatrice Candela, caragliese nata nel 2007, il futuro sarà su un campo di equitazione, con cavalli e una scuderia tutta sua. È sì un sogno, ma gli elementi perché si avveri ci sono tutti. In primis la costanza: dal lunedì al mercoledì frequenta le lezioni in presenza al Liceo Linguistico Cavour a Cuneo mentre dal giovedì alla domenica si trasferisce a Paderno Dugnano, nella scuderia Virtus Equi, dove vive da sola dall’età di 14 anni.  Quando è iniziato il legame con questo sport?  Mia mamma mi ha messo a cavallo fin da quando sono nata. Ho iniziato a muovere i primi passi nell’ambiente con le gare sui pony. Poi il percorso mi ha portato a Milano. Oggi divido la mia settimana in due: dal lunedì al mercoledì studio a Cuneo, mentre dal mercoledì al sabato vivo a Paderno Dugnano. Gestisco la casa da sola e passo le giornate in scuderia. Come si articola la giornata in scuderia?  La sveglia suona presto. Inizio la mattina con la pulizia e la cura dei cavalli. Poi passo alle lezioni con gli istruttori e alla preparazione dei cavalli per il loro lavoro. La sera, quando le attività in scuderia terminano, rientro a casa: mi occupo delle faccende domestiche e mi metto sui libri per studiare, recuperando le lezioni del giovedì e del venerdì. A quattordici anni ha scelto di vivere da sola. Come si affronta questa distanza dalla famiglia?  Si affronta con la motivazione. Questo sport richiede dedizione. Nel 2023 è arrivata la prima gara internazionale in Germania, il debutto a confronto con i professionisti. In quell’occasione è arrivato il divertimento, ma anche la consapevolezza della strada da fare. In questo ambiente si ricomincia a imparare proprio quando si pensa di essere arrivati. Ho fatto sacrifici, ma ho trovato la forza di rialzarmi dopo ogni caduta. Nelle gare la testa conta quanto la preparazione. Come gestisce la tensione della competizione?  Ho iniziato un percorso di mental coaching per gestire le pressioni del campo. Questa scelta mi ha aiutato. Ho capito che la vittoria non coincide soltanto con la medaglia. Vincere significa compiere un percorso. Gareggio con animali: anche per loro, come per noi umani, non tutti i giorni sono gli stessi e non sempre il fisico è al cento percento.  Che rapporto ha con il suo cavallo? Si tratta di un binomio. Se conosci il cavallo, sai prevedere le sue reazioni in base al suo stato d’animo, alla tensione o alla calma. Occorre tempo per costruire questa intesa. Il mio cavallo si chiama Oscar: da tre anni ci prendiamo cura l’uno dell’altro”. Cosa farà dopo la maturità?  L’obiettivo ora è concentrarmi al massimo per l’esame. Dopo la scuola voglio trasformare questa attività nel mio lavoro: voglio diventare istruttrice e gestire una scuderia. Questo mestiere non conosce ferie, si lavora anche a Natale perché gli animali richiedono accudimento trecentosessantacinque giorni all’anno. Ci sono livelli da superare, il percorso richiederà tempo e impegno, ma ho l’energia per fare ogni passo e ho la mia famiglia a supportarmi.  Perché vede il futuro a Milano e non a Cuneo?  Milano offre strutture e collegamenti per l’equitazione. Vivere a Cuneo significherebbe affrontare trasferte e ore di viaggio per raggiungere i luoghi delle gare, un carico di ore che peserebbe sui cavalli. Immagino la mia vita lì per far diventare una professione quella che, fino ad oggi, è la mia passione.
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