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Scuole primarie aperte da fine agosto

12 giugno 2026

Cuneo

Una risposta strutturale per sanare il cortocircuito tra i tempi della scuola e quelli della vita produttiva. Confartigianato Imprese Cuneo lancia una sfida alla Regione e alle province piemontesi, proponendo l'avvio di un progetto pilota regionale per l'apertura anticipata delle scuole primarie già a fine agosto. L'iniziativa, che ricalca i recenti modelli di welfare attivati con successo in Emilia-Romagna, prevede la trasformazione dei plessi scolastici, nelle settimane antecedenti l'inizio ufficiale delle lezioni di settembre, in spazi vivi di educazione, sport, cultura e laboratori didattici. L’associazione di categoria ha formalizzato la proposta inviando una lettera ufficiale ai vertici regionali e provinciali, chiedendo l'apertura immediata di un tavolo di confronto operativo per disegnare le linee guida della sperimentazione. Alla base della sollecitazione vi è un'analisi profonda dei mutamenti sociali del territorio cuneese. La progressiva frammentazione delle reti familiari tradizionali (con i nonni non sempre disponibili come risorsa di supporto), l’aumento del tasso di occupazione femminile e la prevalenza di nuclei in cui entrambi i genitori lavorano rendono la gestione dei figli un vero e proprio percorso a ostacoli durante i lunghi mesi di stop estivo delle lezioni. Per gli artigiani, i commercianti e il popolo delle partite Iva, i mesi estivi coincidono frequentemente con il picco dei volumi di attività. Fermarsi o ridurre l'orario di bottega non è un'opzione praticabile. Di contro, l’offerta dei centri estivi privati risulta spesso disomogenea sul territorio, economicamente gravosa per i bilanci domestici e con orari difficilmente compatibili con i ritmi serrati delle imprese. Il risultato? Ferie forzatamente spezzettate, congedi parentali prosciugati e rinunce professionali che finiscono per pesare, ancora una volta, in modo sproporzionato sulle donne. "Da tempo intercettiamo i bisogni delle famiglie artigiane e delle imprese, raccogliendo esperienze pilota nelle scuole primarie cuneesi e costruendo relazioni con il mondo educativo e del Terzo Settore. L’apertura anticipata delle scuole non vuole essere un semplice servizio di custodia, ma un presidio educativo e sociale che accompagna la crescita dei bambini, sostiene i genitori nel lavoro e rafforza la competitività del territorio. È un investimento intelligente su occupazione, natalità e qualità della vita" spiega Daniela Balestra, presidente Confartigianato Imprese Cuneo. Dal punto di vista tecnico, la proposta cuneese non mira a scardinare o modificare il calendario scolastico ordinario, bensì a integrarlo in una logica di welfare comunitario e inclusivo. L'idea è quella di attivare sinergie stabili tra i Comuni, le direzioni didattiche degli istituti comprensivi, le associazioni sportive e culturali locali, le cooperative sociali e le realtà del Terzo Settore. Una rete territoriale integrata capace di garantire un'offerta di alta qualità pedagogica, costi accessibili per le famiglie e fasce orarie finalmente speculari alle esigenze dei lavoratori. "Alcuni comuni dell’Emilia-Romagna stanno dimostrando che è possibile aprire le primarie già da fine agosto con risultati positivi per bambini e genitori - dice Joseph Meineri, direttore generale di Confartigianato Imprese Cuneo -. Lo stesso sistema potrebbe essere declinato sul nostro territorio a livello provinciale e regionale, con un progetto pilota che valorizzi le buone pratiche già presenti nelle nostre scuole e che metta al centro alleanze educative territoriali, standard di qualità e sostenibilità economica. Chiediamo quindi alla Regione e alle Province di guidare questo percorso, coinvolgendo fin da subito i Comuni, gli istituti comprensivi e le rappresentanze sociali". Un elemento di forte innovazione sociale della proposta riguarda il potenziale coinvolgimento, nel pieno rispetto delle normative vigenti e dei profili professionali richiesti, dei docenti di sostegno precari (con contratti a tempo determinato), che in Piemonte raggiungono la quota stimata di circa 15 mila unità. L'obiettivo è duplice: offrire continuità relazionale ed educativa agli alunni con bisogni educativi specifici (Bes e disabilità) — evitando la "frattura estiva" che rischia di disperdere le competenze e i percorsi personalizzati costruiti durante l'anno — e garantire al contempo, grazie alla compresenza di educatori, istruttori sportivi e operatori culturali, un ambiente ricco, accessibile, sicuro e pienamente inclusivo per tutti i bambini. L'appello finale di Confartigianato è rivolto alla rapidità della politica. L’obiettivo espresso nella missiva è far sedere allo stesso tavolo gli enti locali per definire i criteri di fattibilità della sperimentazione già nei prossimi mesi, così da tracciare una roadmap chiara per la fine dell'estate. La fase pilota verrebbe monitorata attraverso indicatori precisi: il livello di adesione e gradimento delle famiglie, l'impatto reale sulla produttività aziendale, la riduzione dell'assenteismo non programmato e l'efficacia dei percorsi di inclusione per i bambini con fragilità. "Parlare di scuole aperte - conclude la presidente Daniela Balestra - significa agire sui fattori che condizionano davvero le scelte di vita delle famiglie. Se aiutiamo i genitori a conciliare i tempi di lavoro con la cura dei figli, soprattutto nei mesi più critici, generiamo valore per l'intera comunità, alleggeriamo i costi organizzativi per le imprese, sosteniamo la partecipazione femminile al lavoro e rendiamo più attrattivo il nostro territorio. Chiediamo a Regione e Province di condividere questa visione e di passare rapidamente dalla proposta all’azione".

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