cronaca

Regole troppo rigide per le feste di paese: richieste di modifica

09 giugno 2026

Cuneo

Il futuro dei piccoli borghi e la tutela del loro patrimonio sociale sono stati al centro del Consiglio Comunale di Gambasca. Di fronte a una burocrazia rigida, le amministrazioni locali devono mediare tra le prescrizioni di sicurezza e la sopravvivenza delle comunità. Il 27 maggio scorso il Consiglio ha affrontato questo nodo, approvando all'unanimità un Ordine del giorno per la semplificazione delle feste di paese promosso dalle ACLI, volto a contrastare barriere procedurali ormai insostenibili per parrocchie, circoli e associazioni di volontariato della provincia di Cuneo. L'atto evidenzia come “numerose associazioni di volontariato, circoli ricreativi, parrocchie e realtà territoriali abbiano evidenziato le crescenti difficoltà burocratiche legate all'organizzazione di piccoli eventi locali”. Spesso gli adempimenti sono “sproporzionati rispetto alla reale dimensione degli eventi” e scoraggiano l'impegno dei volontari. Per invertire la rotta, il documento avanza richieste precise: “una revisione della normativa tecnica di riferimento che aumenti il numero massimo (200 persone) per il quale oggi l'agibilità per lo svolgimento di un pubblico spettacolo con pubblico 'attivo' può essere sostituita da una relazione tecnica asseverata”, indicando la soglia di 500 partecipanti. Inoltre, si chiede che “si superi l'attuale sistema normativo di tipo prescrittivo a favore di norme che lascino in maniera effettiva spazio alla valutazione dei rischi redatta dai professionisti, così da definire “misure di sicurezza progressive” con modalità operative “più su misura”. Il voto difende i legami comunitari che uniscono Gambasca ai comuni che chiedono di scindere il profitto commerciale dal prezioso volontariato: nei piccoli centri la fine di una festa accelera lo spopolamento.

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