Crissolo, il ruolo del Comune nel “no” alla revisione degli skilift
04 giugno 2026
Cuneo
La stazione sciistica di Crissolo sta vivendo un momento di estrema incertezza sul funzionamento futuro dei suoi impianti. Il rischio concreto è quello di mettere a repentaglio il contributo del “Bando Neve” della Regione Piemonte pari a 1 milione di euro. Il blocco è scaturito dal diniego di Ansfisa alla revisione e al rinnovo della vita tecnica delle sciovie "Granero Lungo" e "Ghincia Pastour". Un diniego condiviso dal Comune con una comunicazione a firma del sindaco Fabrizio Re datata 21 magigo 2024. Due anni fa l'ente locale aveva accompagnato l'istanza presentata dalla Sipre di Gabriele Genre volta al rinnovo della vita tecnica degli impianti, esprimendo un parere totalmente negativo. Nella sua nota l'amministrazione comunale chiarisce che la società non avrebbe più alcuna legittimazione a operare, dato che "nel 2022 ha interrotto unilateralmente la gestione e a fine 2023 ha riconsegnato le chiavi delle strutture". Il Comune scrive testualmente che "Sipre non ha pertanto più titolo per gestire la sciovia a fune alta Granero Lungo e la sciovia Ghincia Pastour" e ribadisce la linea di fermezza per l'avvenire: "in virtù della unilaterale sottrazione della Società all'esecuzione degli impegni assunti nelle precedenti Convenzioni, il Comune di Crissolo non stipulerà nuovi accordi con la Società in relazione alla gestione degli impianti". Oltre al nodo puramente giuridico, la nota municipale solleva una pesantissima contestazione di natura tecnica legata alla sicurezza pubblica e alle manutenzioni che sarebbero state omesse. Nel testo della lettera inviata all’Ansfisa viene infatti evidenziato come l'ultima revisione generale dei due skilift in questione risalga al 2015 e che la Sipre, pur avendo avuto in mano gli impianti, "non ha effettuato la revisione quinquennale nel 2020 a ulteriore riprova sia della volontà di abbandonare l'esercizio degli impianti, sia della carenza dei presupposti (anche di sicurezza) per la ripresa dell'esercizio". Il Comune conclude che la richiesta della Sipre è "priva di presupposti oggettivi e soggettivi".