Adunata degli Alpini 2030 a Cuneo: in consiglio comunale tutti a favore, ma tra le polemiche
27 maggio 2026
Cuneo
Il Consiglio comunale sostiene la candidatura della città a ospitare l’Adunata nazionale degli Alpini nel 2030, con l’approvazione all’unanimità di due ordini del giorno. Nel corso della seduta sono stati infatti discussi, e poi approvati, due testi, entrambi orientati a rafforzare il sostegno istituzionale al progetto e all’Associazione Nazionale Alpini (Ana), il cui presidente Davide Spedale era presente in sala insieme ad una delegazione di Alpini, e a ribadire il legame storico tra il territorio cuneese e le penne nere. La prospettiva di riportare a Cuneo l’Adunata nazionale, dopo il successo dell’edizione del 2007, quando circa 400 mila persone parteciparono all’evento e oltre 100 mila Alpini sfilarono per le vie cittadine, ha visto tutti compattamente d’accordo, sia dai banchi della maggioranza che dell’opposizione. Un appuntamento che, se la candidatura venisse accettata, rappresenterebbe non solo un grande evento nazionale, ma anche un riconoscimento del ruolo storico e civile che gli Alpini hanno avuto e continuano ad avere per la comunità cuneese. Il primo ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi di maggioranza insieme a “Forza Italia” e “Siamo Cuneo”, oltre a sostenere la candidatura ad accogliere l’Adunata nel 2030, esprime anche solidarietà al corpo degli Alpini e all’Ana dopo le contestazioni durante l’Adunata di Genova. In quell’occasione si sono infatti verificati episodi ed atteggiamenti offensivi, caratterizzati da giudizi generalizzati nei confronti del corpo degli Alpini e dell’Ana. Il secondo ordine del giorno, presentato da Giancarlo Boselli e Paolo Armellini (Indipendenti) allo stesso modo sostiene formalmente la candidatura di Cuneo per la 101ª Adunata Nazionale del 2030, anno in cui ricorrerà il 95° anniversario della Divisione Alpina Cuneense, la ‘Martire’. Entrambi gli ordini del giorno sostengono quindi la candidatura di Cuneo, considerandola importante occasione per valorizzare la storia, l’identità e la tradizione alpina del territorio e con l’approvazione dei due ordini del giorno, il Consiglio conferma dunque la volontà di fare squadra insieme ad istituzioni del territorio, Ana e associazioni per sostenere il percorso di candidatura. A confermarlo la sindaca Patrizia Manassero: “Condivido il percorso fatto dal presidente Spedale. L’annuncio a Genova è stato anche per me una sorpresa, ma approvo la scelta. La discussione ci dice che questo Consiglio è convinto quindi lavoreremo insieme al dossier e per l’accoglienza da parte della città. Al presidente buon lavoro: si va avanti da subito e saremo al vostro fianco”. Il dibattito D’accordo sui contenuti, l’agone politico di una campagna elettorale che, ad un anno dalle urne, sembra entrare ogni giorno più nel vivo, si scatena in un braccio di ferro tra i proponenti dei due ordini del giorno, con lo scontro tra Giancarlo Boselli e Vincenzo Pellegrino che è più sulla forma che sui contenuti. Così, gli Alpini in aula assistono ad una discussione di due ore in cui tutti sono d’accordo sulla necessità di sostenere la candidatura e sul valore del corpo per la città e la comunità, ma le due parti non riescono ad arrivare ad una sintesi che permetta di votare un unico ordine del giorno. Alla richiesta di Paolo Armellini (Indipendenti) ai proponenti dell’altro ordine del giorno di “fare un passo indietro e lasciar perdere la parte sulle solidarietà per gli episodi durante l’adunata di Genova, per evitare di richiamare polemica e pregiudizi e far perdere il focus sull’adunata 2030”, ha risposto Maria Laura Risso (Centro per Cuneo): “Il nostro ordine del giorno non si presta a interpretazioni diverse e chi lo fa vuole strumentalizzare. Preferiamo essere pragmatici e manifestare riconoscenza chiara verso chi la merita. Il testo è stato firmato da quasi tutta l’aula e deve unire anziché dividere”. Anche Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia) aveva proposto degli emendamenti “per arrivare ad un testo condiviso, perché sia senza polemiche e mirato solo a sostenere ed organizzare al meglio il grande evento, ma colta l’indisponibilità dei proponenti ad accettarli, li ritiro”. Non è bastato a placare sul nascere le polemiche perché la discussione è continuata. “Supporteremo entrambi gli ordini del giorno: abbiamo il dovere di condannare sempre e comunque i gesti discriminatori, qualunque sia il colore politico” ha detto Luca Paschiero (Cuneo Civica). “Credo ai cuneesi interessi solo che l’adunata del 2030 sia qui. La sindaca ha operato bene per ottenere quest’obiettivo. Però c’è stata una carenza operativa perché avrebbe dovuto esserci un solo ordine del giorno di tutto il Consiglio votato all’unanimità. Siamo disponibili a ritirare il nostro ordine del giorno a condizione che venga ritirato anche l’altro e la conferenza dei capigruppo ne faccia uno insieme” ha detto Giancarlo Boselli (Indipendenti). “Sono state dette stasera cose gravissime – ha risposto Vincenzo Pellegrino (Centro per Cuneo) -. La seconda parte del vostro ordine del giorno è uguale alla nostra. Noi abbiamo di più solo la solidarietà per i fatti incresciosi subiti. Lascio giudicare ai cittadini. Non ritiriamo l’ordine del giorno”. “Voterò entrambi gli ordini del giorno perché gli Alpini lo meritano: è un voto nei loro confronti e di rispetto per quanto hanno fatto” è intervenuta Mavy Civallero (Siamo Cuneo). “Tutti ci preoccupiamo di giustificare due ordini del giorno, che non hanno senso perché dovrebbe essercene solo uno, ma ognuno ci tiene a dipingersi come più amico degli alpini – ha detto Beppe Lauria (lista civica Futuro Nazionale), che poi ha cercato di fare da paciere -. Nessuno toglie a nessuno il diritto di argomentare ma credo sia doveroso il voto unanime dopo che abbiamo spiegato il perché delle cose. È importante per la città e dovuto agli alpini, in modo da evitare una doppia votazione senza senso: chiedo a Boselli di ritirare il loro ordine del giorno: quello che volevi dire l’hai detto, ma è importante uscire oggi da questo Consiglio con un solo ordine del giorno votato all’unanimità”. “Apprezzo l’invito del collega - ha detto Boselli - ma non ci sono le condizioni per il ritiro, giusto entrambi vadano in votazione. L’obiettivo non è far vedere chi è più amico degli Alpini: siamo tutti amici degli Alpini. L’intento iniziale era strumentale, ora non lo è più e ne prendiamo atto, ma non lo ritiriamo”. Dopo quasi due ore di polemica, senza mai mettere in discussione la bontà della candidatura all’Adunata 2030, i due ordini del giorno vengono approvati entrambi all’unanimità, senza contrari né astenuti. E con la consigliera Mavy Civallero che si sente in dovere di chiedere scusa agli Alpini in sala: “Mi vergogno per quanto accaduto. Dagli alpini non abbiamo imparato niente e questa è la dimostrazione. Doveva essere un bel momento di ringraziamento ad un corpo che per la città ha fatto tanto. Invece non è stato un bello spettacolo”.