Scritte no vax, forse per denaro: una donna cuneese accusata
26 maggio 2026
Cuneo
Il movimento dei Guerrieri ViVi reclutava i suoi sostenitori utilizzando un canale Telegram su cui venivano illustrate anche le modalità per diventare un “guerriero” no vax e magari ottenere anche un premio in denaro imbrattando un certo numero di strutture dello Stato con scritte rosse con il logo della doppia V in un cerchio rosso. È così nell’estate 2022, periodo ancora caldo del Covid tra vaccini e green pass, comparvero una serie di scritte riferite al gruppo attivo su Telegram che secondo la Procura di Cuneo erano state fatte da B. B., 54enne cuneese ora detenuta in carcere per altro. In aula gli agenti della Digos hanno riferito delle indagini svolte a partire dalla scoperta delle prime scritte sui muri della città, come quella del 16 luglio sul muro del centro per l’impiego di via Bongioanni e sulla vicina scuola Einaudi: “Lì non c’erano telecamere, ma c’erano sul viadotto Soleri dove una donna poi riconosciuta come l’attuale imputata di imbrattamento tracciava con un pennarello rosso il simbolo ViVi. Giorni prima era stata anche denunciata dai Carabinieri per aver affisso adesivi riconducibili al movimento no vax sulla caserma di corso Soleri”.
Altre scritte erano state trovate sul muro dell’ospedale Carle, sui gradini della scuola elementare di Confreria e sulla cappella di via Basse di Stura e poi vicino a casa dell’imputata a Cerialdo, dove gli agenti trovarono adesivi attaccati sopra un’auto del Consorzio socioassistenziale cuneese: “C’erano adesivi un po’ dappertutto, anche attaccanti su una volante della Polizia”, ha proseguito l’agente che aveva anche proceduto alla perquisizione a casa della donna, definita “collaborativa” nel consegnare tutto il materiale in suo possesso (una parrucca bionda, una cuffia da piscina, una maschera di “V per vendetta”, un tablet e alcuni telefoni cellulari). “Ci disse che lo faceva anche per il nostro bene”, ha concluso l’agente della Digos.
Dalle indagini svolte da un altro agente, la donna sarebbe entrata a far parte del movimento no vax nel 2021; nelle successive chat diceva di essere una guerriera e di aver compiuto alcune azioni sul territorio: “In una chat dell’8 luglio diceva di essere in compagnia di un piccolo guerriero, abbiamo immaginato intendesse uno dei suoi figli, e si faceva riprendere mentre effettuava un imbrattamento; c’è anche un audio del figlio che diceva di voler tornare a casa”.
Numerose le domande del difensore della donna volte a dimostrare il fatto che la donna non fosse stata mai ripresa nel momento esatto dell’imbrattamento e che quindi non era da escludere l’intento di attribuirsi le imprese di altri per ottenere la ricompensa messa in palio dai vertici del movimento. L’udienza è stata rinviata al 15 settembre per la conclusione dell’istruttoria.
