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6 luglio 2026 | Aggiornato alle 22:34

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Ambiente, bandiera nera al Comune di Roccavione

26 maggio 2026

Cuneo

Nel 2026 sono 19 le Bandiere verdi di Legambiente assegnate sull’arco alpino, in linea con il trend dello scorso anno. Ad accomunarle è quella montagna dove le comunità montane generano “valore territoriale” puntando su sostenibilità e relazioni. Tra queste non c'è il Comune di Roccavione, alla quale è stata assegnata invece la bandiera nera, "per la inopinata e poco convincente decisione di recedere dal Parco Fluviale Gesso e Stura, ratificata lo scorso marzo e con effetti a partire dal 2027”. Il Comune di Roccavione è entrato a far parte del Parco (nato nel 2007) a partire dall’ampliamento ai 10 Comuni attorno a Cuneo con la legge regionale 16 del 3 agosto 2011, in vigore dal 1° gennaio 2012. Risale invece al 22 marzo 2014 la sottoscrizione congiunta della Convenzione di gestione del Parco con il Comune di Cuneo in qualità di ente gestore. Nel Comune di Roccavione ricadono circa 78 ettari di aree contigue lungo il torrente Gesso e sulla collina di San Sudario – Giardini D’Ara dove nel 2020 il Parco fluviale Gesso e Stura ha allestito il percorso tematico sul bosco con circa 30 pannelli e alcune bacheche; è stata prevista la presenza di stand informativi sul Parco fluviale in occasione della Sagra del Marrone, proprio su invito del sindaco attuale, così come sono stati organizzati alcuni trekking, ad esempio il Trekking del foliage nell’autunno 2024, o ancora l’anno prima è stata allestita la mostra sulle specie aliene per una settimana nei locali del Comune. "Stupisce quindi - scrive Legambiente - la decisione pretestuosa della Amministrazione comunale di uscire dal parco, giustificata dal Sindaco con l’affermazione che l’unica area interna al Parco siano i Giardini D’Ara e che Roccavione sia del tutto marginale". “Non è una questione economica, - aveva scritto il sindaco Giraudo - al Parco versiamo 1068 euro all’anno, né politica, ma una presa di coscienza del fatto che non possiamo essere protagonisti del Parco fluviale”. "Una decisione - continua Legambiente - che stride apertamente con una dichiarazione a margine della stessa: “Se un’amministrazione futura vorrà tornare a fare parte del Parco, noi lasceremo la porta aperta e saremo pronti ad ascoltare, perché il Parco Fluviale è un progetto bellissimo e ambizioso che permette di collaborare con tante realtà”. "Vero: il Parco è un progetto ambizioso, che attira fra l’altro molti finanziamenti da fondazioni e progetti europei, a tutto vantaggio anche dei comuni “marginali”. Prova ne è che mentre Roccavione decide di lasciare il Parco altri comuni a valle intendono entrare, facendo sì che il Parco si estenderà a breve fino alla confluenza dello Stura con il Tanaro".