cuneo
Manca un anno alle elezioni comunali che porteranno al rinnovo di sindaco e consiglio comunale di Cuneo ma da tempo sono iniziate le manovre e le trattative per definire candidati sindaci e coalizioni. Da una parte l’eco del voto referendario che ha visto Meloni e il centrodestra sconfitti e dall’altra le contingenze internazionali con le conseguenze sulle scelte del Governo che incidono profondamente sulle tasche di cittadini e famiglie, sono tutti segnali di un clima politico nazionale che sta cambiando e di una stabilità che potrebbe sgretolarsi in qualsiasi momento.
Tutto ha anche riflessi su Cuneo che ha avuto sempre una storia a sé nel panorama nazionale ma che è comunque un capoluogo di provincia. Le coincidenti elezioni nazionali, sempre che il Governo Meloni giunga a fine mandato, potrebbero incidere sulla formazione delle coalizioni e delle alleanze a Cuneo e sul peso dei partiti nazionali e dunque sul voto d’opinione rispetto a una normale elezione amministrativa.
Oggi a governare Cuneo è il centrosinistra formato da Pd, che esprime anche la sindaca, e le liste civiche, Centro per Cuneo, Cuneo Civica, Cuneo Solidale Democratica e un Gruppo misto di maggioranza con gli esuli del Pd. Che cosa sarà nel 2027 dipenderà probabilmente molto dalla scelta del Pd da una parte e da Centro per Cuneo dall’altra. Il partito della Schlein sul tavolo nazionale, a cui siede la cuneese Chiara Gribaudo, sta lavorando, soprattutto dopo il referendum, al campo largo (Pd, 5 Stelle Avs, Italia Viva di Renzi, +Europa e forse Azione di Calenda) che per Cuneo significherebbe rompere l’attuale coalizione. Centro per Cuneo, la forza più consistente tra le liste civiche, che oggi ha anche un riferimento provinciale nel Patto Civico di Robaldo e uno regionale nell’assessore Marco Gallo, appare diviso al suo interno tra chi non ha dubbi nel proseguire con la stessa coalizione di oggi e chi invece è tentato dal ritorno al “Borgna 1”, tutte liste civiche senza il Pd. Nel 2012 infatti dopo la rottura di Valmaggia e la non partecipazione di Cuneo Solidale alle primarie che avevano visto la vittoria di Gigi Garelli sui candidati Pd, compresa la Manassero e Boselli, i democratici si allearono con Cuneo per i Beni Comuni, perdendo poi le elezioni.
Il dilemma forse si ripresenta 14 anni dopo e, sorprendentemente, anche con quasi gli stessi attori. Patrizia Manassero, già candidata alle primarie del 2012 e oggi sindaca dopo un mandato nel Borgna 1 all’opposizione e poi in giunta nel Borgna 2, deve sciogliere il nodo sulla sua disponibilità a correre per il secondo mandato. Sta districando la matassa dopo i colloqui intrapresi con i suoi assessori e con i suoi gruppi consiliari. Giancarlo Boselli, altro candidato a quelle primarie, è il primo che ha avanzato la sua candidatura, in solitaria, con la sua lista Indipendenti, annunciata già dai manifesti elettorali e che ha alle sue spalle quattro anni di fiera opposizione e di battaglie vinte, come quella di piazza Europa. A fare la sua ricomparsa sembra anche ci sia il ritorno di Gigi Garelli, il vincitore delle primarie del 2012, ma poi sconfitto da Federico Borgna nelle urne. Garelli ha dato la sua disponibilità per Cuneo per i Beni Comuni per un’eventuale candidatura però di coalizione. Un passo in vista di un confronto con le altre liste civiche dell’area di sinistra cuneese.
Ed è proprio la composizione di quella coalizione che farà la differenza. L’area di sinistra potrebbe coinvolgere Cuneo per i Beni Comuni, Cuneo Mia di Claudio Bongiovanni, i 5Stelle che sembra si stiano rivitalizzando dopo la batosta delle ultime elezioni, Avs e Rifondazione. Ma ci sarà anche il Pd? E quali delle attuali liste civiche? Il dubbio resta. Come resta il dubbio di chi potrà essere il candidato sia della sinistra (Garelli o la consigliera regionale di Avs, Giulia Marro sempre molto presente a Cuneo), sia dell’eventuale campo largo con la Manassero ancora in gioco (ma nel Pd si fa anche il nome dell’assessora Sara Tomatis). Certo che sembra difficile ipotizzare che Manassero e sinistra tornino a fare una campagna elettorale insieme dopo essersi divisi su quasi tutto in questi quattro anni (piazza Europa e Ospedale a Confreria, Tettoia Vinaj su tutti).
Cuneo potrebbe trovarsi di nuovo nella situazione del 2012 con il Pd da una parte e le liste civiche con un proprio candidato dall’altra. I nomi possibili sono da alcuni mesi gli stessi, i due di Centro per Cuneo, il vicesindaco Luca Serale e l’assessora alla cultura Cristina Clerico; l’assessore di Cuneo Solidale Democratica Alessandro Spedale; e il ritorno alla politica di Enrico Collidà. E il nome dell’avvocato, ex vice presidente di Fondazione Crc, sembra oggi quello più accreditato. Intorno a lui, oltre alle liste civiche già presenti, stanno nascendo anche altre realtà: una potrebbe essere eredità dell’attuale Gruppo Misto, che raccoglie gli scontenti del Pd, Domenico Giraudo e Antonino Pittari.
La divisione del fronte civico e del Pd nel centrosinistra potrebbe aprire praterie al centrodestra che da tempo sogna di conquistare Cuneo. L’election day con le politiche, dove potrebbe essere candidato anche il presidente della Regione Alberto Cirio (aprendo poi un nuovo fronte anticipato delle regionali successive) potrebbe giocare a favore dei candidati di partito. I tre partiti Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia vorrebbero giocarsi un candidato forte che potrebbe essere il consigliere regionale cuneese Claudio Sacchetto, “ripescato” a Palazzo Lascaris dopo le dimissioni di Chiorino dall’assessorato e il conseguente ritorno in consiglio. Sacchetto, oggi in Fratelli d’Italia ma prima nella Lega di Bossi, moderato, sarebbe un profilo che potrebbe trovare larghi consensi. Senza contare che il centrodestra oggi potrebbe contare sull’incognita vannacciana di Beppe Lauria, che potrebbe correre al primo turno da solo per poi soccorrere al ballottaggio.
Mai come prima, forse, il prossimo turno elettorale potrebbe essere aperto a qualsiasi scenario con i candidati indipendenti, Lauria da una parte e la sinistra dall’altra e gli Indipendenti di Boselli, a poter determinare lo spostamento dell’ago della bilancia al secondo turno.
La campagna elettorale di Cuneo iniziata un anno prima
24 maggio 2026
Cuneo
Manca un anno alle elezioni comunali che porteranno al rinnovo di sindaco e consiglio comunale di Cuneo ma da tempo sono iniziate le manovre e le trattative per definire candidati sindaci e coalizioni. Da una parte l’eco del voto referendario che ha visto Meloni e il centrodestra sconfitti e dall’altra le contingenze internazionali con le conseguenze sulle scelte del Governo che incidono profondamente sulle tasche di cittadini e famiglie, sono tutti segnali di un clima politico nazionale che sta cambiando e di una stabilità che potrebbe sgretolarsi in qualsiasi momento.
Tutto ha anche riflessi su Cuneo che ha avuto sempre una storia a sé nel panorama nazionale ma che è comunque un capoluogo di provincia. Le coincidenti elezioni nazionali, sempre che il Governo Meloni giunga a fine mandato, potrebbero incidere sulla formazione delle coalizioni e delle alleanze a Cuneo e sul peso dei partiti nazionali e dunque sul voto d’opinione rispetto a una normale elezione amministrativa.
Oggi a governare Cuneo è il centrosinistra formato da Pd, che esprime anche la sindaca, e le liste civiche, Centro per Cuneo, Cuneo Civica, Cuneo Solidale Democratica e un Gruppo misto di maggioranza con gli esuli del Pd. Che cosa sarà nel 2027 dipenderà probabilmente molto dalla scelta del Pd da una parte e da Centro per Cuneo dall’altra. Il partito della Schlein sul tavolo nazionale, a cui siede la cuneese Chiara Gribaudo, sta lavorando, soprattutto dopo il referendum, al campo largo (Pd, 5 Stelle Avs, Italia Viva di Renzi, +Europa e forse Azione di Calenda) che per Cuneo significherebbe rompere l’attuale coalizione. Centro per Cuneo, la forza più consistente tra le liste civiche, che oggi ha anche un riferimento provinciale nel Patto Civico di Robaldo e uno regionale nell’assessore Marco Gallo, appare diviso al suo interno tra chi non ha dubbi nel proseguire con la stessa coalizione di oggi e chi invece è tentato dal ritorno al “Borgna 1”, tutte liste civiche senza il Pd. Nel 2012 infatti dopo la rottura di Valmaggia e la non partecipazione di Cuneo Solidale alle primarie che avevano visto la vittoria di Gigi Garelli sui candidati Pd, compresa la Manassero e Boselli, i democratici si allearono con Cuneo per i Beni Comuni, perdendo poi le elezioni.
Il dilemma forse si ripresenta 14 anni dopo e, sorprendentemente, anche con quasi gli stessi attori. Patrizia Manassero, già candidata alle primarie del 2012 e oggi sindaca dopo un mandato nel Borgna 1 all’opposizione e poi in giunta nel Borgna 2, deve sciogliere il nodo sulla sua disponibilità a correre per il secondo mandato. Sta districando la matassa dopo i colloqui intrapresi con i suoi assessori e con i suoi gruppi consiliari. Giancarlo Boselli, altro candidato a quelle primarie, è il primo che ha avanzato la sua candidatura, in solitaria, con la sua lista Indipendenti, annunciata già dai manifesti elettorali e che ha alle sue spalle quattro anni di fiera opposizione e di battaglie vinte, come quella di piazza Europa. A fare la sua ricomparsa sembra anche ci sia il ritorno di Gigi Garelli, il vincitore delle primarie del 2012, ma poi sconfitto da Federico Borgna nelle urne. Garelli ha dato la sua disponibilità per Cuneo per i Beni Comuni per un’eventuale candidatura però di coalizione. Un passo in vista di un confronto con le altre liste civiche dell’area di sinistra cuneese.
Ed è proprio la composizione di quella coalizione che farà la differenza. L’area di sinistra potrebbe coinvolgere Cuneo per i Beni Comuni, Cuneo Mia di Claudio Bongiovanni, i 5Stelle che sembra si stiano rivitalizzando dopo la batosta delle ultime elezioni, Avs e Rifondazione. Ma ci sarà anche il Pd? E quali delle attuali liste civiche? Il dubbio resta. Come resta il dubbio di chi potrà essere il candidato sia della sinistra (Garelli o la consigliera regionale di Avs, Giulia Marro sempre molto presente a Cuneo), sia dell’eventuale campo largo con la Manassero ancora in gioco (ma nel Pd si fa anche il nome dell’assessora Sara Tomatis). Certo che sembra difficile ipotizzare che Manassero e sinistra tornino a fare una campagna elettorale insieme dopo essersi divisi su quasi tutto in questi quattro anni (piazza Europa e Ospedale a Confreria, Tettoia Vinaj su tutti).
Cuneo potrebbe trovarsi di nuovo nella situazione del 2012 con il Pd da una parte e le liste civiche con un proprio candidato dall’altra. I nomi possibili sono da alcuni mesi gli stessi, i due di Centro per Cuneo, il vicesindaco Luca Serale e l’assessora alla cultura Cristina Clerico; l’assessore di Cuneo Solidale Democratica Alessandro Spedale; e il ritorno alla politica di Enrico Collidà. E il nome dell’avvocato, ex vice presidente di Fondazione Crc, sembra oggi quello più accreditato. Intorno a lui, oltre alle liste civiche già presenti, stanno nascendo anche altre realtà: una potrebbe essere eredità dell’attuale Gruppo Misto, che raccoglie gli scontenti del Pd, Domenico Giraudo e Antonino Pittari.
La divisione del fronte civico e del Pd nel centrosinistra potrebbe aprire praterie al centrodestra che da tempo sogna di conquistare Cuneo. L’election day con le politiche, dove potrebbe essere candidato anche il presidente della Regione Alberto Cirio (aprendo poi un nuovo fronte anticipato delle regionali successive) potrebbe giocare a favore dei candidati di partito. I tre partiti Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia vorrebbero giocarsi un candidato forte che potrebbe essere il consigliere regionale cuneese Claudio Sacchetto, “ripescato” a Palazzo Lascaris dopo le dimissioni di Chiorino dall’assessorato e il conseguente ritorno in consiglio. Sacchetto, oggi in Fratelli d’Italia ma prima nella Lega di Bossi, moderato, sarebbe un profilo che potrebbe trovare larghi consensi. Senza contare che il centrodestra oggi potrebbe contare sull’incognita vannacciana di Beppe Lauria, che potrebbe correre al primo turno da solo per poi soccorrere al ballottaggio.
Mai come prima, forse, il prossimo turno elettorale potrebbe essere aperto a qualsiasi scenario con i candidati indipendenti, Lauria da una parte e la sinistra dall’altra e gli Indipendenti di Boselli, a poter determinare lo spostamento dell’ago della bilancia al secondo turno.