Il recente caso di contagi da Hantavirus registrato a bordo della nave da crociera MV Hondius ha destato attenzione mediatica. È fondamentale chiarire subito un punto: per i cittadini della provincia di Cuneo e per l’Europa, il rischio legato a questo specifico episodio è trascurabile. Il virus isolato sulla nave, noto come variante Andes, è tipico del Sudamerica e non trova da noi i roditori selvatici necessari per diffondersi in modo autonomo. La vicenda rappresenta però un’ottima occasione per parlare della prevenzione di queste malattie virali, che anche sul nostro territorio possono presentarsi, seppur in forme cliniche diverse e oggettivamente molto rare.
Gli Hantavirus sono patogeni trasmessi dai roditori selvatici. L’uomo non si ammala quasi mai per contatto diretto con l’animale, ma respirando accidentalmente polveri sottili contaminate da tracce invisibili di urina, feci o saliva dei topi. Le persone più esposte sono coloro che svolgono lavori agricoli e forestali, gli escursionisti o i cittadini che si dedicano alla pulizia di fienili, cantine, baite o seconde case rimaste chiuse per molto tempo. In questi ambienti chiusi, infatti, i roditori possono facilmente nidificare e lasciare residui che si seccano e si disperdono nell’aria al minimo movimento.
La prevenzione primaria si basa su regole di prudenza, semplici ma di vitale importanza. Prima di entrare in un locale chiuso a lungo, è necessario spalancare porte e finestre, lasciando arieggiare l’ambiente. È sconsigliato usare la normale scopa a secco per spazzare i pavimenti, poiché questa operazione solleva le polveri pericolose. La procedura corretta prevede di bagnare bene le superfici prima di pulirle, indossando guanti robusti e una mascherina adeguata per le vie respiratorie. Inoltre, nelle case rurali, gli alimenti vanno custoditi in contenitori ben sigillati.
Se si sospetta un contagio, è essenziale prestare la massima attenzione ai sintomi. Nelle nostre zone europee, la patologia si manifesta con febbre improvvisa, forte mal di testa, dolori lombari e disturbi intestinali, a cui seguono problemi ai reni, spesso riconoscibili da brusche alterazioni nella produzione di urina. La forma d’oltreoceano esordisce invece con sintomi simili a una forte influenza, per poi causare in pochi giorni gravissime difficoltà respiratorie.
Il medico deve essere consultato tempestivamente se compare una febbre inspiegabile accompagnata da fatica a respirare o da anomalie renali. Esiste un dettaglio cruciale per la corretta diagnosi: bisogna riferire ai sanitari se si è da poco rientrati da un viaggio nelle Americhe o dalla crociera nel Sud Atlantico, oppure se nelle settimane precedenti si sono puliti cascinali o si è lavorato in luoghi infestati dai roditori. Tali informazioni permettono di escludere altre malattie e intervenire in modo rapido e preciso.





