cronaca

Diede un pugno al buttafuori, a processo per lesione aggravata

07 maggio 2026

Cuneo

I buttafuori del Ballalinda li avevano scoperti con una bottiglia di liquore portata dall’esterno e per questo li avevano accompagnati all’uscita. In cambio della promessa di liberarsi della bottiglia proibita i quattro amici avevano insistito per rientrare, dato che avevano pagato ed erano appena arrivati, ma gli addetti alla sicurezza erano stati irremovibili e mentre li conducevano all’uscita uno dei quattro amici avrebbe ricevuto un colpo tale da farlo cadere a terra e nella caduta gli occhiali si piegarono. Gli amici arrivarono all’auto ma poi ci ripensarono e tornarono indietro per chiedere spiegazioni di quell’inutile gesto violento; i buttafuori a quel punto si sarebbero fatti avanti con fare aggressivo e nella concitazione del momento sarebbe partito un pugno. “Un gesto di difesa dall’atteggiamento aggressivo del buttafuori”, ha riferito in aula uno dei quattro ragazzi chiamato a deporre in difesa del suo amico M. I., rinviato a giudizio con l’accusa di lesioni aggravate per l’aggressione della sera del 2 aprile 2022 ai danni del 59enne addetto alla sicurezza, che a causa di quel pugno ebbe seri problemi all’occhio sinistro. Tutti e tre gli amici dell’imputato hanno negato che l’amico avesse in mano qualcosa quando colpì il buttafuori in pieno volto e che quel gesto, forse eccessivo, sarebbe comunque stato solo per difesa dal fare aggressivo dell’addetto alla sicurezza. Di tenore ben diverso il racconto fatto dal gestore del locale che quella sera aveva allontanato i quattro perché non solo avevano portato all’interno della discoteca una bottiglia di liquore ma con quella stavano bagnando i ragazzi che ballavano in pista. Il gestore del locale li aveva fatti portare fuori: “Dissi loro che non avevano fatto una bella cosa, ma loro non consideravano grave aver sporcato gli altri clienti”. Stando a quanto riferito dalla vittima dell’aggressione i quattro sarebbero tornati indietro dopo circa mezz’ora: “Vidi arrivare uno di loro a torso nudo rincorso dagli altri, correva verso l’entrata e diceva che se non mi fossi levato mi avrebbe ammazzato, mi diede due calci, aveva messo il tirapugni sulla mano e mi diede dei pugni, poi è entrato ed è uscito subito dopo con la camicia”. In suo aiuto accorsero i colleghi dall’interno che così riuscirono a fermarne due fino a quando arrivarono Carabinieri che poi li identificarono tutti e ne segnalarono tre per ubriachezza. Fu il titolare della discoteca a fotografare il volto sanguinante del proprio impiegato, una profonda ferita sopra l’occhio sinistro che a fronte degli otto giorni di prognosi refertati dal pronto soccorso, richiese una lunga serie di visite e controlli. “Per un bel po’ non ho visto da quell’occhio - ha raccontato -, ho fatto parecchi controlli a Cuneo, Bra, Torino, ma da quell’occhio ci vedo peggio. Anche sopra l’occhio sento dolore quando cambia il tempo”. La difesa dell’imputato ha offerto, come gesto di buona volontà e senza nulla riconoscere in merito alla responsabilità, 2.000 euro di risarcimento: una cifra che il difensore di parte civile ha accolto come gesto di buona volontà ma assolutamente insufficiente a coprire il danno subito e che sarebbe ancora in fase di valutazione da parte di un consulente. L’udienza è stata quindi rinviata al 1° dicembre per il completamento dell’istruttoria.

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