Cascina Vecchia, in attesa del bando e di un gestore: “La struttura a rischio degrado”
05 maggio 2026
Cuneo
Ci sono ipotesi alternative per l'utilizzo futuro di Cascina Vecchia in caso di insuccesso del nuovo bando che il Comune sta predisponendo? A tornare a chiederlo è il consigliere di opposizione, Giancarlo Boselli, che nella giornata di oggi, martedì 5 maggio, ha effettuato un sopralluogo nello storico complesso in corso Francia, ristrutturato con i fondi del Bando Periferie, ma ancora privo di un gestore, dopo la rinuncia di Open Baladin, e quindi ancora inutilizzato. I lavori, nel frattempo, sono in attesa di essere completati per la parte interna relativa alle opere che spettano al privato. Per individuare un nuovo gestore, il Comune intende aprire un nuovo bando, atteso nelle prossime settimane, in cui sarà previsto un contributo a carico del gestore di 600.000 euro per il completamento dei lavori interni oltre al canone annuo.
“Oggi pomeriggio - dice Boselli - ho potuto effettuare il sopralluogo a Cascina Vecchia a tutt’oggi abbandonata dopo il fallimento dell’operazione che avrebbe dovuto portare all’apertura della struttura con l’affidamento della sua gestione. Un secondo bando per la ricerca del partner privato prevede un contributo da parte del gestore di 606.000 euro (per completare i lavori dei locali rimasti grezzi che vedete nelle foto) oltre a un canone annuo parametrato ai prezzi di mercato. Il sopralluogo ci è stato utile, oltre che per constatare lo stato dei locali interni (che inevitabilmente rischiano nel tempo se inutilizzati di deteriorarsi come si può vedere dalle foto) e delle aree esterne, soprattutto per riprendere una valutazione su diversi possibili utilizzi in alternativa a quelli ipotizzati fin qui dall’Amministrazione. Soprattutto se, come possibile, il nuovo bando previsto per maggio ma ormai scivolato a giugno andasse deserto. Situazione che potrebbe porre al Comune la necessità di doversi sostituire alla mancanza di privati e versare di tasca propria i 606.000 euro mancanti per chiudere l’operazione ed evitare che gli possa eventualmente essere revocato il 1.500.000 euro erogatogli e già speso per i lavori fin qui eseguiti”.
