cuneo
“La cosa più importante che ci ha insegnato? a dire ‘grazie’, sempre, a chiunque. Quando eravamo piccoli a Natale papà riceveva tantissimi regali e quando era ora di aprirli ci metteva tutti in fila, come in una catena di montaggio: uno leggeva il bigliettino, uno spacchettava e mamma scriveva il ringraziamento, lui ci teneva tantissimo”. Così Gianmarco e Anna Genta, rispettivamente presidente e vice presidente della Fondazione Genta Giandomenico, ricordano il padre scomparso un anno fa e spiegano la decisione di fondare un ente a lui dedicato.
Perché avete deciso di creare questa Fondazione?
“Per ricordare papà e per ringraziare lui questa volta, per tutto quello che ha fatto, per noi, per la comunità e per le future generazioni alle quali ha sempre dedicato estrema attenzione come testimonia il Rondò dei talenti da lui ideato e per il quale abbiamo apprezzato l’idea circolata nei giorni scorsi di un’intitolazione a Giandomenico Genta. (Intanto Gianmarco, seduto sulla poltrona dello studio che prima era di suo papà, ci mostra quello che è stato il progetto di un luogo oggi divenuto ritrovo per migliaia di bambini e ragazzi: un foglio bianco, firmato da Giandomenico con un pennarello rosso, con frecce, riquadri, scarabocchi poco comprensibili alla lettura ma testimonianza perfetta di una mente geniale che ha sempre saputo guardare lontano, cogliere il talento nascosto e offrire un’occasione a chi lo meritava e non necessariamente a chi la chiedeva). E abbiamo deciso di farlo come lo avrebbe fatto lui, in maniera precisa e puntuale, senza protagonismi e facendo gioco di squadra”.
La Fondazione nasce per omaggiare e ricordare l’uomo, il professionista “prestato” alle istituzioni, ma anche e soprattutto un padre. Com’era papà Gianni?
“Era severo, ma giusto. Non esternava a parole le emozioni, ma a modo suo sapeva farci capire di essere orgoglioso. Ci ha sempre lasciati liberi di prendere le nostre decisioni e di scegliere quello che avremmo voluto diventare trasmettendoci però un grande senso del dovere e l’importanza di impegnarsi duramente in quello che si fa. Lui ha sempre lavorato tanto, andava in ufficio tutti i giorni dell’anno, anche nei festivi e la domenica, poi però arrivava sempre a casa con il dolce oppure ci portava a pranzo fuori, impegni istituzionali permettendo. Spesso un taglio del nastro o un intervento pubblico diventavano la scusa per una gita di famiglia, e poi c’erano dei momenti tutti nostri a cui non ha mai rinunciato: il posto allo stadio per vedere il Milan e la vacanza a New York, ci andavamo ogni anno per una decina di giorni, ecco perché siamo così affezionati a quella città”.
Proprio a Cuneo, casa vostra, e alla metropoli americana che è dedicato il primo evento pubblico della Fondazione, la mostra del fotografo cuneese Pier Renzo Lingua…
“Esatto, ci sembrava un bel modo per iniziare ad omaggiare papà. Fino al 30 aprile il negozio Spinarreda di corso Massimo D’Azeglio 20/A e Pivato Mobili in corso Matteotti 3, entrambi a Torino, ospitano un’anteprima della mostra fotografica diffusa “Urban souls: Cuneo - Manhattan”: una personale del fotografo cuneese i cui scatti raccontano le inattese affinità tra le città di Cuneo e New York. L’iniziativa vuole costruire un dialogo visivo tra i due contesti mettendo in relazione paesaggi, geometrie e prospettive, con l’obiettivo di valorizzare l’identità del territorio cuneese all’interno di un contesto internazionale di prestigio. Dopo l’anteprima a Torino in occasione di MiTo Design Connections, la mostra farà tappa a New York per poi approdare nella città di Cuneo in autunno, presumibilmente in concomitanza con la Fiera del marrone”.
Quali altri progetti artistici bollono in pentola?
“Sempre a Torino saremo promotori dell’esposizione, da giugno fino all’autunno, presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino con cui abbiamo dato vita ad una partnership strutturata, della Madonna Annunciata di Giovanni Battista Salvi, detto il Sassoferrato (1609-1685). In collaborazione con la Fondazione CrC stiamo invece lavorando per valorizzare la seconda parte della collezione di racchette da tennis, risalenti al periodo compreso tra il 1985 e oggi, appartenute a Sergio Parola, attraverso un percorso espositivo dedicato ai principali cimeli della storia tennistica contemporanea. La prima parte della collezione è stata donata alla CrC, la seconda alla nostra Fondazione, l’idea è quella di integrarle in un allestimento integrato.
Un’altra mostra sarà invece dedicata a Luigi Colombo, noto con lo pseudonimo di Fillia (1904–1936), figura di rilievo originaria di Revello e protagonista del panorama artistico e culturale del Novecento italiano. Pittore, poeta e critico, Fillia fu tra i principali animatori del movimento futurista torinese, contribuendo in modo significativo alla sua diffusione e strutturazione. E ancora ci piacerebbe portare a Cuneo le opere del collettivo artistico The Bounty Killart, realtà nata all’interno dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e caratterizzata da un linguaggio espressivo eclettico, ironico e fortemente visionario. Il loro lavoro si distingue per la capacità di reinterpretare l’arte del passato in chiave contemporanea, generando un dialogo dinamico tra tradizione e innovazione”.
Oltre all’arte e alla cultura, la Fondazione Giandomenico Genta è impegnata anche nel sociale, in che modo?
“Un progetto a cui teniamo molto è quello che abbiamo denominato Sos - Scuola orientata al soccorso e prevede l’organizzazione di corsi di primo soccorso nelle scuole elementari, medie e superiori del territorio cuneese, con l’obiettivo di sensibilizzare i bambini fin dalla giovane età all’importanza del prestare aiuto in situazioni di emergenza. Attraverso attività formative semplici e adeguate all’età, verranno insegnate le basi del primo intervento e i comportamenti corretti da adottare in caso di necessità. Si tratta di un progetto che richiede una buona organizzazione oltre che la disponibilità da parte di tanti operatori sanitari volontari, a cui ne approfittiamo per lanciare un appello. Ci stiamo lavorando in collaborazione con la Fondazione Ospedale Cuneo, presumiamo che si riesca ad iniziare con l’avvio del nuovo anno scolastico.
Poi c’è Riru (Rete inclusiva ride sharing universale), un sistema innovativo di car sharing autonomo e inclusivo progettato per migliorare la mobilità delle persone con disabilità e ridotta autonomia. Sappiamo che si tratta di un progetto molto ambizioso ma dopo l’esperienza fatta con papà quando si trovava in carrozzina, ci siamo resi conto che mancava un servizio simile sul territorio, o meglio un’alternativa ai “passaggi” forniti dalla Misericordia. La piattaforma (e questo è il tassello più difficile in quanto la creazione di un tale sistema informatico richiede un grosso investimento di tempo e risorse, ndr) vorrebbe integrare veicoli speciali, tecnologie di accessibilità e servizi digitali intelligenti, consentendo prenotazioni semplici, trasporto sicuro e percorsi ottimizzati. L’obiettivo del progetto è ridurre le barriere alla mobilità, promuovere inclusione sociale, autonomia personale e trasporto sostenibile, creando una rete accessibile a tutti. Anche il nome non è casuale, ‘Riru’ è il soprannome di mamma Caterina.
Più a lungo termine il progetto Musa, volto a esplorare e valorizzare il ruolo della cultura quale elemento integrativo nei percorsi di benessere della persona, con la creazione di un programma pilota nei musei della città di Cuneo da estendere poi a livello nazionale. A questo ci piacerebbe aggiungere un premio dedicato agli artisti socially engaged di tutta Italia. A queste si aggiungono tante altre idee che ci frullano in testa, e nonostante il Cda stia investendo molto tempo e risorse in questi progetti, non è facile stare dietro a tutto. Ecco perchè siamo aperti a collaborazioni e proposte con l’obiettivo di riuscire nel tempo a strutturarci sempre di più. Sul sito fondazionegenta.com trovate i nostri contatti. Noi ci abbiamo messo le prime risorse, ma come diceva papà: ‘La partita si vince quando si fa la squadra, non quando si inizia a giocare’”.
Fondazione Genta Giandomenico: sostenere, unire, educare con progetti artistici, culturali e solidali
19 aprile 2026
Cuneo
“La cosa più importante che ci ha insegnato? a dire ‘grazie’, sempre, a chiunque. Quando eravamo piccoli a Natale papà riceveva tantissimi regali e quando era ora di aprirli ci metteva tutti in fila, come in una catena di montaggio: uno leggeva il bigliettino, uno spacchettava e mamma scriveva il ringraziamento, lui ci teneva tantissimo”. Così Gianmarco e Anna Genta, rispettivamente presidente e vice presidente della Fondazione Genta Giandomenico, ricordano il padre scomparso un anno fa e spiegano la decisione di fondare un ente a lui dedicato.
Perché avete deciso di creare questa Fondazione?
“Per ricordare papà e per ringraziare lui questa volta, per tutto quello che ha fatto, per noi, per la comunità e per le future generazioni alle quali ha sempre dedicato estrema attenzione come testimonia il Rondò dei talenti da lui ideato e per il quale abbiamo apprezzato l’idea circolata nei giorni scorsi di un’intitolazione a Giandomenico Genta. (Intanto Gianmarco, seduto sulla poltrona dello studio che prima era di suo papà, ci mostra quello che è stato il progetto di un luogo oggi divenuto ritrovo per migliaia di bambini e ragazzi: un foglio bianco, firmato da Giandomenico con un pennarello rosso, con frecce, riquadri, scarabocchi poco comprensibili alla lettura ma testimonianza perfetta di una mente geniale che ha sempre saputo guardare lontano, cogliere il talento nascosto e offrire un’occasione a chi lo meritava e non necessariamente a chi la chiedeva). E abbiamo deciso di farlo come lo avrebbe fatto lui, in maniera precisa e puntuale, senza protagonismi e facendo gioco di squadra”.
La Fondazione nasce per omaggiare e ricordare l’uomo, il professionista “prestato” alle istituzioni, ma anche e soprattutto un padre. Com’era papà Gianni?
“Era severo, ma giusto. Non esternava a parole le emozioni, ma a modo suo sapeva farci capire di essere orgoglioso. Ci ha sempre lasciati liberi di prendere le nostre decisioni e di scegliere quello che avremmo voluto diventare trasmettendoci però un grande senso del dovere e l’importanza di impegnarsi duramente in quello che si fa. Lui ha sempre lavorato tanto, andava in ufficio tutti i giorni dell’anno, anche nei festivi e la domenica, poi però arrivava sempre a casa con il dolce oppure ci portava a pranzo fuori, impegni istituzionali permettendo. Spesso un taglio del nastro o un intervento pubblico diventavano la scusa per una gita di famiglia, e poi c’erano dei momenti tutti nostri a cui non ha mai rinunciato: il posto allo stadio per vedere il Milan e la vacanza a New York, ci andavamo ogni anno per una decina di giorni, ecco perché siamo così affezionati a quella città”.
Proprio a Cuneo, casa vostra, e alla metropoli americana che è dedicato il primo evento pubblico della Fondazione, la mostra del fotografo cuneese Pier Renzo Lingua…
“Esatto, ci sembrava un bel modo per iniziare ad omaggiare papà. Fino al 30 aprile il negozio Spinarreda di corso Massimo D’Azeglio 20/A e Pivato Mobili in corso Matteotti 3, entrambi a Torino, ospitano un’anteprima della mostra fotografica diffusa “Urban souls: Cuneo - Manhattan”: una personale del fotografo cuneese i cui scatti raccontano le inattese affinità tra le città di Cuneo e New York. L’iniziativa vuole costruire un dialogo visivo tra i due contesti mettendo in relazione paesaggi, geometrie e prospettive, con l’obiettivo di valorizzare l’identità del territorio cuneese all’interno di un contesto internazionale di prestigio. Dopo l’anteprima a Torino in occasione di MiTo Design Connections, la mostra farà tappa a New York per poi approdare nella città di Cuneo in autunno, presumibilmente in concomitanza con la Fiera del marrone”.
Quali altri progetti artistici bollono in pentola?
“Sempre a Torino saremo promotori dell’esposizione, da giugno fino all’autunno, presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino con cui abbiamo dato vita ad una partnership strutturata, della Madonna Annunciata di Giovanni Battista Salvi, detto il Sassoferrato (1609-1685). In collaborazione con la Fondazione CrC stiamo invece lavorando per valorizzare la seconda parte della collezione di racchette da tennis, risalenti al periodo compreso tra il 1985 e oggi, appartenute a Sergio Parola, attraverso un percorso espositivo dedicato ai principali cimeli della storia tennistica contemporanea. La prima parte della collezione è stata donata alla CrC, la seconda alla nostra Fondazione, l’idea è quella di integrarle in un allestimento integrato.
Un’altra mostra sarà invece dedicata a Luigi Colombo, noto con lo pseudonimo di Fillia (1904–1936), figura di rilievo originaria di Revello e protagonista del panorama artistico e culturale del Novecento italiano. Pittore, poeta e critico, Fillia fu tra i principali animatori del movimento futurista torinese, contribuendo in modo significativo alla sua diffusione e strutturazione. E ancora ci piacerebbe portare a Cuneo le opere del collettivo artistico The Bounty Killart, realtà nata all’interno dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e caratterizzata da un linguaggio espressivo eclettico, ironico e fortemente visionario. Il loro lavoro si distingue per la capacità di reinterpretare l’arte del passato in chiave contemporanea, generando un dialogo dinamico tra tradizione e innovazione”.
Oltre all’arte e alla cultura, la Fondazione Giandomenico Genta è impegnata anche nel sociale, in che modo?
“Un progetto a cui teniamo molto è quello che abbiamo denominato Sos - Scuola orientata al soccorso e prevede l’organizzazione di corsi di primo soccorso nelle scuole elementari, medie e superiori del territorio cuneese, con l’obiettivo di sensibilizzare i bambini fin dalla giovane età all’importanza del prestare aiuto in situazioni di emergenza. Attraverso attività formative semplici e adeguate all’età, verranno insegnate le basi del primo intervento e i comportamenti corretti da adottare in caso di necessità. Si tratta di un progetto che richiede una buona organizzazione oltre che la disponibilità da parte di tanti operatori sanitari volontari, a cui ne approfittiamo per lanciare un appello. Ci stiamo lavorando in collaborazione con la Fondazione Ospedale Cuneo, presumiamo che si riesca ad iniziare con l’avvio del nuovo anno scolastico.
Poi c’è Riru (Rete inclusiva ride sharing universale), un sistema innovativo di car sharing autonomo e inclusivo progettato per migliorare la mobilità delle persone con disabilità e ridotta autonomia. Sappiamo che si tratta di un progetto molto ambizioso ma dopo l’esperienza fatta con papà quando si trovava in carrozzina, ci siamo resi conto che mancava un servizio simile sul territorio, o meglio un’alternativa ai “passaggi” forniti dalla Misericordia. La piattaforma (e questo è il tassello più difficile in quanto la creazione di un tale sistema informatico richiede un grosso investimento di tempo e risorse, ndr) vorrebbe integrare veicoli speciali, tecnologie di accessibilità e servizi digitali intelligenti, consentendo prenotazioni semplici, trasporto sicuro e percorsi ottimizzati. L’obiettivo del progetto è ridurre le barriere alla mobilità, promuovere inclusione sociale, autonomia personale e trasporto sostenibile, creando una rete accessibile a tutti. Anche il nome non è casuale, ‘Riru’ è il soprannome di mamma Caterina.
Più a lungo termine il progetto Musa, volto a esplorare e valorizzare il ruolo della cultura quale elemento integrativo nei percorsi di benessere della persona, con la creazione di un programma pilota nei musei della città di Cuneo da estendere poi a livello nazionale. A questo ci piacerebbe aggiungere un premio dedicato agli artisti socially engaged di tutta Italia. A queste si aggiungono tante altre idee che ci frullano in testa, e nonostante il Cda stia investendo molto tempo e risorse in questi progetti, non è facile stare dietro a tutto. Ecco perchè siamo aperti a collaborazioni e proposte con l’obiettivo di riuscire nel tempo a strutturarci sempre di più. Sul sito fondazionegenta.com trovate i nostri contatti. Noi ci abbiamo messo le prime risorse, ma come diceva papà: ‘La partita si vince quando si fa la squadra, non quando si inizia a giocare’”.