paesi
Stefano Ribero è uno dei sindaci più giovani di tutta la provincia. Leva ’95, dal 2024 è sindaco di Villar San Costanzo. Solo Gabriele Giletta, di Villanova Solaro è più giovane di lui mentre il sindaco di Rifreddo Elia Giordanino è un suo coetaneo.
Questo amore per la politica da dove nasce?
A diciotto anni, la prima volta che sono andato a votare,ero già candidato: dieci anni di esperienza amministrativa e poi sindaco a ventinove anni. Il grazie più grande lo devo dire al mio predecessore, Gianfranco Ellena, che dopo quindici anni ha scelto di farsi da parte e cedermi il passo: ricandidandosi come consigliere, è rimasto per dare un aiuto, è una presenza discreta e affidabile. È stato lui a spronarmi per la candidatura: l’ho considerato un gesto nobile e raro, sicuramente non da tutti.
Una scelta giusta?
Sono immensamente orgoglioso. Sono nato e cresciuto nella frazione Morra del Villar. Sento un forte senso di appartenenza al territorio. È un ruolo molto impegnativo: fatto col giusto spirito, nei nostri paesini significa ancora amministrare una comunità piuttosto che un Comune, per tanto le soddisfazioni sono molte. Insieme al vice Anna Bernardi e l’assessore Valeria Belliardi formiamo una giunta giovane. Siamo tutte persone che viviamo in paese, ci siamo sempre impegnati sul territorio per vari servizi e ci teniamo molto a Villar. Direi che tutti insieme, maggioranza e minoranza, creiamo una bella squadra.
Quali difficoltà ha incontrato?
All’inizio qualcuno non mi prendeva sul serio per via dell’età. Sono contento che si siano ricreduti.
A livello personale ha dovuto rinunciare a qualcosa a cui teneva?
Si, sicuramente. Il lavoro del sindaco è particolare in quanto non c’è un minimo obbligatorio, è soggettivo il tempo investito nella carica. Per come lo interpreto io richiede impegno e soprattutto presenza. Quindi una delle mie più grandi passioni, il nuoto, ahimè ha visto una notevole diminuzione di ore. Sapevo che era una carica impegnativa ma il bilancio direi che è assolutamente positivo.
Villar San Costanzo che comune è?
È un comune montano che fa parte dell’Unione Montana Valle Maira. Conta diverse frazioni: Rella al confine con Dronero, Morra verso Busca, Borgata Artesio, Borgata Rivoira a ‘900 metri. Siamo 1530 abitanti.
Che rapporto avete con le scuole sul territorio?
Abbiamo la scuola primaria mentre a Morra del Villar abbiamo la scuola dell’infanzia. I ragazzi si spostano a Dronero per frequentare la secondaria. La scuola è il settore in cui abbiamo investito maggiormente. Devo ringraziare l’impegno e la passione delle insegnanti, sempre pronte a rispondere positivamente alle nostre proposte: abbiamo appena vin-to un bando della fondazione CRC che è “Educare nel Bello”. Con questi fondi siamo riusciti a risistemare la Primaria. Il sogno nel cassetto è di riuscire ad aprire una Sezione Primavera.
Avete molti anziani?
Villar è dell’Unione montana, il comune con l’età media più bassa. La nostra scuola primaria è quella col maggior numero di studenti dell’Istituto: ad oggi siamo a 101 ragazzi iscritti. Nonostante questo il contesto demografico è quello di tutto il territorio quindi la popolazione sta invecchiando, abbiamo degli ultra centenari. La rete di vicinato funziona molto bene e ci permette di intervenire celermente in caso di segnalazione di fragilità. Da assessore dell’Unione ho seguito alcuni progetti sull’invecchiamento attivo, uno è stato finanziato da poco, si chiama “Anziani in valle: che stile!” e prevede tutta una serie di interventi rivolti agli over 65.
Avete un oratorio in paese?
Cerchiamo di portare avanti iniziative per le famiglie in un contesto in cui il ruolo sociale della parrocchia e soprattutto del parroco viene sempre meno. Da quest’estate non abbiamo più il parroco residente. Così tutte le attività che un tempo potevano trovare collocazione nell’oratorio, sono gestite da Proloco o Comune.
Nasce così “La Casa delle Idee”?
La “Casa delle idee” nasce proprio dalla necessità di avere sul territorio un luogo di ritrovo. Era l’ex oratorio che la parrocchia non riusciva più a gestire: l’ha acquistato il Comune qualche anno fa a una cifra simbolica. Con dei finanziamenti che abbiamo ottenuto in tempi brevi siamo riusciti a ristrutturarlo. È un centro ricreativo utile al paese per varie attività e per tutte le fasce di età.
Si vede proiettato in una carriera politica o la priorità rimane essere sindaco del suo paese?
Per ora il mio obiettivo è Villar San Costanzo. Sono stato assessore in Unione Montana Valle Maira per un anno. E sono attualmente presidente dell’assemblea dei sindaci del distretto sud-ovest di Cuneo dell’Asl. Certe dinamiche di ordine politico non mi interessano. Preferisco rendere conto ad una comunità piuttosto che ad un partito.
Si identifica in un partito?
Sono un appassionato di politica da sempre, ho degli ideali molto forti; fatico a trovare un partito che riunisca in sé questi principi per me fondamentali. Noi sindaci dei piccoli comuni siamo amministratori soprattutto perché si “fa fuoco con la poca legna che si ha”. Ringraziando a Villar riusciamo a collaborare per il bene del territorio andando oltre le nostre appartenenze politiche: ognuno ha le proprie preferenze ideologiche ma quando si tratta di fare il bene per il paese solitamente siamo tutti d’accordo. Non si scappa di fronte a chi non la pensa come te in politica, ma si cammina insieme. La mia lista è di impostazione civica. Ogni volta che c’è un problema lo si affronta non con una base ideologica ma concreta, anteponendo la necessità della risoluzione all’ideologia.
Oggi che importanza rivestono i finanziamenti per un comune come il vostro?
Sono fondamentali. In un comune come il nostro la finanza è limitata. Per tanto ci rivolgiamo a fonti di finanziamento esterno. Un rapporto privilegiato è con la Fondazione della CrC, molto sovente partecipiamo ai loro bandi. L’obiettivo di un’amministrazione è dare risposte a necessità autentiche. I vari progetti devono nascere da necessità reali. Bisogna stare attenti a non rincorrerli ma attivarli quando si hanno le idee chiare su ciò che si vuole realizzare.
Anche quest’anno la camminata “El prim gené, bugia i pé” è stata un successo?
Il primo gennaio 2026 eravamo 1.100. Ci tengo molto a questa camminata perché il nome l’avevo scelto io! È occasione di beneficenza: quest’anno i soldi saranno devoluti ad organizzare l’estate ragazzi per far sì che il costo gravi il meno possibile sulle famiglie. Un anno abbiamo aiutato le case di riposo di valle.
Ma la conosce la leggenda dei “Ciciu del Vilar”?
La leggenda vuole che proprio qui sia avvenuto il martirio di San Costanzo, esattamente presso il Complesso benedettino di San Costanzo al Monte. Si narra che il santo in fuga dai legionari romani, si era rifugiato sul monte San Bernardo e circondato dai soldati si inginocchiò chiedendo aiuto a Dio il quale, per aiutarlo, trasformò i malcapitati in “Ciciu” di pietra.
Cosa si auspica per Villar San Costanzo?
Naturalmente il meglio ma fondamentalmente un senso di comunità e mantenere il paese vivo, non permettere che diventi un “dormitorio”. Ecco perché ritengo importante attivare tanti servizi, spazi e momenti di condivisioni.
Una verità che la politica le ha insegnato?
Quando ero giovane la mia visione della politica e del mondo era molto bianco e nero poi, l’esperienza in Comune mi ha insegnato che il mondo e una scala di grigi, dove le sfumature rivestono giusta importanza.
Stefano Ribero: la passione per il paese e la sua Villar di uno dei tre sindaci più giovani della provincia
11 aprile 2026
Cuneo
Stefano Ribero è uno dei sindaci più giovani di tutta la provincia. Leva ’95, dal 2024 è sindaco di Villar San Costanzo. Solo Gabriele Giletta, di Villanova Solaro è più giovane di lui mentre il sindaco di Rifreddo Elia Giordanino è un suo coetaneo.
Questo amore per la politica da dove nasce?
A diciotto anni, la prima volta che sono andato a votare,ero già candidato: dieci anni di esperienza amministrativa e poi sindaco a ventinove anni. Il grazie più grande lo devo dire al mio predecessore, Gianfranco Ellena, che dopo quindici anni ha scelto di farsi da parte e cedermi il passo: ricandidandosi come consigliere, è rimasto per dare un aiuto, è una presenza discreta e affidabile. È stato lui a spronarmi per la candidatura: l’ho considerato un gesto nobile e raro, sicuramente non da tutti.
Una scelta giusta?
Sono immensamente orgoglioso. Sono nato e cresciuto nella frazione Morra del Villar. Sento un forte senso di appartenenza al territorio. È un ruolo molto impegnativo: fatto col giusto spirito, nei nostri paesini significa ancora amministrare una comunità piuttosto che un Comune, per tanto le soddisfazioni sono molte. Insieme al vice Anna Bernardi e l’assessore Valeria Belliardi formiamo una giunta giovane. Siamo tutte persone che viviamo in paese, ci siamo sempre impegnati sul territorio per vari servizi e ci teniamo molto a Villar. Direi che tutti insieme, maggioranza e minoranza, creiamo una bella squadra.
Quali difficoltà ha incontrato?
All’inizio qualcuno non mi prendeva sul serio per via dell’età. Sono contento che si siano ricreduti.
A livello personale ha dovuto rinunciare a qualcosa a cui teneva?
Si, sicuramente. Il lavoro del sindaco è particolare in quanto non c’è un minimo obbligatorio, è soggettivo il tempo investito nella carica. Per come lo interpreto io richiede impegno e soprattutto presenza. Quindi una delle mie più grandi passioni, il nuoto, ahimè ha visto una notevole diminuzione di ore. Sapevo che era una carica impegnativa ma il bilancio direi che è assolutamente positivo.
Villar San Costanzo che comune è?
È un comune montano che fa parte dell’Unione Montana Valle Maira. Conta diverse frazioni: Rella al confine con Dronero, Morra verso Busca, Borgata Artesio, Borgata Rivoira a ‘900 metri. Siamo 1530 abitanti.
Che rapporto avete con le scuole sul territorio?
Abbiamo la scuola primaria mentre a Morra del Villar abbiamo la scuola dell’infanzia. I ragazzi si spostano a Dronero per frequentare la secondaria. La scuola è il settore in cui abbiamo investito maggiormente. Devo ringraziare l’impegno e la passione delle insegnanti, sempre pronte a rispondere positivamente alle nostre proposte: abbiamo appena vin-to un bando della fondazione CRC che è “Educare nel Bello”. Con questi fondi siamo riusciti a risistemare la Primaria. Il sogno nel cassetto è di riuscire ad aprire una Sezione Primavera.
Avete molti anziani?
Villar è dell’Unione montana, il comune con l’età media più bassa. La nostra scuola primaria è quella col maggior numero di studenti dell’Istituto: ad oggi siamo a 101 ragazzi iscritti. Nonostante questo il contesto demografico è quello di tutto il territorio quindi la popolazione sta invecchiando, abbiamo degli ultra centenari. La rete di vicinato funziona molto bene e ci permette di intervenire celermente in caso di segnalazione di fragilità. Da assessore dell’Unione ho seguito alcuni progetti sull’invecchiamento attivo, uno è stato finanziato da poco, si chiama “Anziani in valle: che stile!” e prevede tutta una serie di interventi rivolti agli over 65.
Avete un oratorio in paese?
Cerchiamo di portare avanti iniziative per le famiglie in un contesto in cui il ruolo sociale della parrocchia e soprattutto del parroco viene sempre meno. Da quest’estate non abbiamo più il parroco residente. Così tutte le attività che un tempo potevano trovare collocazione nell’oratorio, sono gestite da Proloco o Comune.
Nasce così “La Casa delle Idee”?
La “Casa delle idee” nasce proprio dalla necessità di avere sul territorio un luogo di ritrovo. Era l’ex oratorio che la parrocchia non riusciva più a gestire: l’ha acquistato il Comune qualche anno fa a una cifra simbolica. Con dei finanziamenti che abbiamo ottenuto in tempi brevi siamo riusciti a ristrutturarlo. È un centro ricreativo utile al paese per varie attività e per tutte le fasce di età.
Si vede proiettato in una carriera politica o la priorità rimane essere sindaco del suo paese?
Per ora il mio obiettivo è Villar San Costanzo. Sono stato assessore in Unione Montana Valle Maira per un anno. E sono attualmente presidente dell’assemblea dei sindaci del distretto sud-ovest di Cuneo dell’Asl. Certe dinamiche di ordine politico non mi interessano. Preferisco rendere conto ad una comunità piuttosto che ad un partito.
Si identifica in un partito?
Sono un appassionato di politica da sempre, ho degli ideali molto forti; fatico a trovare un partito che riunisca in sé questi principi per me fondamentali. Noi sindaci dei piccoli comuni siamo amministratori soprattutto perché si “fa fuoco con la poca legna che si ha”. Ringraziando a Villar riusciamo a collaborare per il bene del territorio andando oltre le nostre appartenenze politiche: ognuno ha le proprie preferenze ideologiche ma quando si tratta di fare il bene per il paese solitamente siamo tutti d’accordo. Non si scappa di fronte a chi non la pensa come te in politica, ma si cammina insieme. La mia lista è di impostazione civica. Ogni volta che c’è un problema lo si affronta non con una base ideologica ma concreta, anteponendo la necessità della risoluzione all’ideologia.
Oggi che importanza rivestono i finanziamenti per un comune come il vostro?
Sono fondamentali. In un comune come il nostro la finanza è limitata. Per tanto ci rivolgiamo a fonti di finanziamento esterno. Un rapporto privilegiato è con la Fondazione della CrC, molto sovente partecipiamo ai loro bandi. L’obiettivo di un’amministrazione è dare risposte a necessità autentiche. I vari progetti devono nascere da necessità reali. Bisogna stare attenti a non rincorrerli ma attivarli quando si hanno le idee chiare su ciò che si vuole realizzare.
Anche quest’anno la camminata “El prim gené, bugia i pé” è stata un successo?
Il primo gennaio 2026 eravamo 1.100. Ci tengo molto a questa camminata perché il nome l’avevo scelto io! È occasione di beneficenza: quest’anno i soldi saranno devoluti ad organizzare l’estate ragazzi per far sì che il costo gravi il meno possibile sulle famiglie. Un anno abbiamo aiutato le case di riposo di valle.
Ma la conosce la leggenda dei “Ciciu del Vilar”?
La leggenda vuole che proprio qui sia avvenuto il martirio di San Costanzo, esattamente presso il Complesso benedettino di San Costanzo al Monte. Si narra che il santo in fuga dai legionari romani, si era rifugiato sul monte San Bernardo e circondato dai soldati si inginocchiò chiedendo aiuto a Dio il quale, per aiutarlo, trasformò i malcapitati in “Ciciu” di pietra.
Cosa si auspica per Villar San Costanzo?
Naturalmente il meglio ma fondamentalmente un senso di comunità e mantenere il paese vivo, non permettere che diventi un “dormitorio”. Ecco perché ritengo importante attivare tanti servizi, spazi e momenti di condivisioni.
Una verità che la politica le ha insegnato?
Quando ero giovane la mia visione della politica e del mondo era molto bianco e nero poi, l’esperienza in Comune mi ha insegnato che il mondo e una scala di grigi, dove le sfumature rivestono giusta importanza.