“Non è la prima volta che vengo a Cuneo, ci sono già stato qualche anno fa in moto, prima che mia moglie mi togliesse la due ruote, dice che sono troppo vecchio per la moto”. Un’ovazione ha accolto l’ingresso al Palazzetto di Cuneo di George Clooney che ha salutato il pubblico in italiano.
“Con la Clooney Foundation for Justice, insieme a mia moglie (Amal Ramzi Alamuddin ndr), avvocato specializzato in difesa dei diritti civili, abbiamo lavorato in tribunali di oltre 40 paesi del mondo e liberato oltre 100 giornalisti. Non ci può essere democrazia senza libertà di stampa- ha detto -. Io sono cresciuto in un momento in cui la difesa dei diritti civili era importante, eravamo consci che si doveva partecipare attivamente al dibattito politico. C’è sempre una voce contraria , è’ normale e giusto, tutti devono avere il diritto di esprimere la propria opinione. Dobbiamo parlarci e cercare un modo per rendere il mondo un posto migliore, non lavorare per mettere a tacere chi è contrario. E’ una battaglia che dovremo sempre combattere, per tutta la vita”.
Clooney, intervistato dalla giornalista Mia Ceran, ha risposto anche ad alcune domande poste dai ragazzi in sala. Diversi i temi trattati, dalla libertà di stampa alla guerra, dalla politica alla carriera di attore, dall’intelligenza artificiale ai suoi viaggi in posti di guerra, alla famiglia. “Non ho mai avuto paura che il mio essere schierato politicamente condizionasse il mio lavoro – ha sottolineato -. Quando ero giovanissimo e non guadagnavo tanti soldi, ho imparato che sarei sopravvissuto con zero soldi, se lo capisci non hai paura della povertà. Ho dormito nel ripostiglio di una casa, andavo a lavorare in bicicletta, sapevo cosa significa essere povero e se capisci quello non hai paura. A un certo punto devi sostenere quello in cui credi, devi dire chi sei, quali sono i tuoi valori e in cosa credi”.
Spazio anche a commenti sull’attuale situazione politica americana e su Trump. “Adesso siamo con le spalle al muro in America, non è un gran momento per la storia americana, e’ stato un gran brutto colpo. La cosa che mi spaventa sono i danni che vengono fatti, ci sono istituzioni importantissime, ad esempio sono preoccupato per la Nato, smantellare un’istituzione che ha preservato la pace per tanti anni mi preoccupa tantissimo. Ricordatevi che se c’è qualcuno, come è successo ieri, che dice che pone fine alla civiltà, si tratta di un crimine di guerra, ci deve essere un confine sulla decenza e noi non lo dobbiamo attraversare”.
Tanti i consigli ai ragazzi. “Fallire non è negativo, non si può avere successo senza aver sperimentato l’insuccesso, il rimpianto è peggio. Se non andate dietro i vostri sogni arriverete alla mia età, vi guarderete indietro e penserete che è troppo tardi. Ciascuno di voi e’ importante, tutti voi avrete dei momenti di svolta, fatelo con integrità. Voi siete la speranza, avrete voi il potere. I più ricchi al mondo si stanno facendo beffa dei più poveri, non lasciate che questo accada. Proteggete sempre chi è più povero, più fragile, non mollate!”.
Foto di Giorgio Perottino






