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7 luglio 2026

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150 anni di ‘Caprissi

28 marzo 2026

Cuneo

150 anni di Caprissi-1 Un circolo privato ha costitutivamente una sua dimensione ristretta, quasi esclusiva. La sua vita è anzitutto proiettata verso l’interno. Le sue attività sono rivolte ai soci e la sua sede appare quasi un luogo separato dal contesto urbano in cui si cala. Il suo tempo richiede una sospensione dalle corse e dalle preoccupazioni quotidiane. Non è indenne da questo tipo di immagine ‘L Caprissi, lo storico circolo cuneese che celebra i suoi 150 anni. Eppure lo studio di Aldo Alessandro Mola che ne ricostruisce il cammino sembra avere esattamente la preoccupazione di stabilire un ponte tra gli associati e la città senza per questo rompere quella riservatezza che ne caratterizza lo spirito. Lo storico non può esimersi dal coglierne le radici, pur suggerendo soltanto ipotesi in mancanza di documentazione adeguata. Allo stesso tempo si preoccupa di delineare il contesto partendo da molto più lontano rispetto a quel 10 dicembre 1875 che risulta essere la data di fondazione del circolo. Parla dunque degli anni della Restaurazione e dello Statuto Albertino dove “è previsto il diritto di adunarsi pacificamente e senz’armi” in luoghi privati, riservando alcune pagine all’associazionismo in città e provincia oltre che al contesto politico locale e nazionale in rapida evoluzione. Sono dunque una decina di “persone serie” quelle che fondarono nel 1875 il circolo con sede in via Ospedale. La loro estrazione sociale li registra nella borghesia cittadina. Tutti maschi, come è tradizione del tempo, anche se lo Statuto non pone alcuna preclusione sul sesso, mentre rivolge attenzione particolare all’iscrizione, per cui è necessaria la proposta di candidatura da parte di due soci “che personalmente conoscano le doti di serietà, correttezza e moralità del candidato”. Così anche nel suo “governo” l’attenzione è posta sull’anzianità di appartenenza. C’è infatti un Consiglio dei soci anziani col compito di vigilare “sul comportamento morale e sociale dei soci”. Scorrendo la storia del Circolo appare chiaro comunque un punto fermo: una gelosa affermazione della propria libertà d’azione. Ѐ questo il motivo per cui, allorché il regime fascista tenta di irregimentare nel proprio alveo anche le attività di tempo libero, i soci nel dicembre del 1938 deliberano la propria liquidazione. Non è un gettare la spugna, ma una sospensione in attesa di tempi migliori che verranno nell’immediato dopoguerra. In un clima di rinnovato entusiasmo dopo la caduta del regime, riprende vita l’associazionismo di varia ispirazione. Per i “Capricciosi” la data di rinascita del loro Circolo è il 10 agosto 1946 anche, se in considerazione del momento, tutto avviene “in punta di piedi”. Nel tempo sono rimaste inalterate le finalità del Circolo. Lontano da schieramenti politici, ‘L Caprissi si è qualificato fin da subito come luogo di convivialità. Il Circolo, si legge nel nuovo Statuto, approvato nel 2009, “ha lo scopo di procurare ai soci ed alle loro famiglie un centro di ritrovo per conversazioni, letture, manifestazioni culturali, giochi, svaghi e trattenimenti, in un clima di sincera e vera amicizia”. Insomma si tratta, dice l’attuale presidente Franco Civallero, di un “saggio equilibrio fra impegno e disimpegno, fra il tempo dell’agire, quello del pensare e quello del gioire”. 150 anni di "Caprissi" di Aldo A. Mola Editrice Circolo ‘L Caprissi euro 25

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