cuneo
Santuario di San Magno: affresco di 7 martiri “tebei”, con San Magno al centro, circondato (da sinistra) da Maurizio, Costanzo, Ponzio e (a destra) Chiaffredo, Dalmazzo (!), e Pancrazio (opera di Giovanni Botoneri, 1514).
Le antiche Passioni dei Martiri tebei del 5° secolo, concordavano nel dire che nessun legionario scampò al massacro; invece, nel 1589 il canonico torinese Guglielmo Baldesano pubblicò un libro nel quale sosteneva – senza alcun fondamento storico – che 40 legionari scamparono alla morte e divennero evangelizzatori in Piemonte.
Questo è il titolo della fantasiosa pubblicazione: “La Sacra Historia di S(an) Maurizio, Arciduca della Legione Thebea, et de’ suoi valorosi Campioni, del Reverendo Sacerdote Guglielmo Baldesano, Canonico e Teologo della Chiesa Metropolitana di Torino”.
Il libro, dedicato “Al Serenissimo Carlo Emanuele Duca di Savoia e Gran Maestro dell’Ordine Militare dei Santi Maurizio e Lazzaro”, ebbe grande successo e nella 2° edizione del 1604 i legionari tebei scampati alla morte erano già in numero di 97!
Gli scampati da Agauno, però, non sfuggirono al martirio, che subirono o per mano dei soldati romani mandati sulle loro tracce o uccisi dagli stessi abitanti pagani.
In questa sede mi limito a ricordare tre (presunti) legionari tebei martirizzati nelle nostre valli, dove si è poi sviluppata una straordinaria devozione religiosa nei loro confronti: San Chiaffredo, San Costanzo e San Magno.
In passato, la gente desiderava avere la protezione di un martire perché, nella scala della santità, il martire si trovava al vertice, essendo una persona che per amore di Cristo aveva accettato di morire.
Statua di San Chiaffredo martire tebeo nel santuario di San Chiaffredo a Crissolo
San Chiaffredo e il suo Santuario a Crissolo
La tradizione dice che nell’anno 522 un contadino, impegnato ad arare un campo a Crissolo (Valle Po), trovò la (presunta) tomba del martire San Chiaffredo, che portò ben presto alla costruzione di un pilone o edicola votiva, sviluppatosi poi in una chiesa e il restauro di questa prima chiesa fu (forse) dovuto al re longobardo Ariperto II (regnante tra il 701 e il 712). Nell’11° secolo i marchesi di Saluzzo, Signori anche di Crissolo, promossero l’ingrandimento della chiesa e nel 1375 c’è il primo documento che parla di questa chiesa e della devozione a San Chiaffredo. Il Santuario dipende dalla parrocchia di Crissolo e si trova nella frazione Villa, ai piedi del Monviso.
Nel santuario di San Chiaffredo ci sono più di 1.000 quadretti ex voto, che raccontano le storie di gente sopravvissuta, “per grazia ricevuta” dal santo, alla guerra, ad un incidente sul lavoro, in montagna, sulla strada o a una grave malattia.
Chiese e cappelle intitolate a San Chiaffredo ci sono a Busca, Barge, Paesana, Isasca e Limonetto.
I santi martiri Chiaffredo e Costanzo sono anche patroni della Diocesi di Saluzzo.
San Costanzo, martire tebeo, dipinto sulla facciata della chiesa di San Costanzo al Monte.
San Costanzo e la chiesa di San Costanzo al Monte
Secondo la tradizione, Costanzo fu uno dei legionari tebei sopravvissuti alla decimazione e rifugiatosi in Valle Maira.
La chiesa di San Costanzo al Monte è uno dei monumenti romanici più interessanti in Piemonte. Sorge poco distante dal luogo dove c’era l’antica abbazia di Villar San Costanzo; questa abbazia fu costruita nel piano, dove oggi c’è la chiesa parrocchiale di San Pietro del Villar, mentre la chiesa di San Costanzo si trova sulla vicina altura di Monte San Bernardo, dove la tradizione dice che il Santo legionario tebeo subì il martirio.
La chiesa di San Costanzo al Monte fu distrutta dai Saraceni nel 10° secolo, fu ricostruita in diverse riprese tra l’11° e il 13° secolo e subì aggiunte anche in età posteriori, come la facciata settecentesca.
Il motivo di maggior interesse della chiesa è la presenza di una cripta di eccezionale ampiezza, che viene a costituire, in pratica, una chiesa inferiore di dimensioni pari a quelle dell’aula superiore.
Le statue di San Magno monaco (opera di Beppe Viada, 1991) e di San Magno martire tebeo nel Santuario di Castelmagno.
San Magno e il suo santuario a Castelmagno
La tradizione dice che San Magno era un soldato della Legione Tebea che, sfuggito al massacro di Agauno nell’anno 286, si sarebbe diretto verso le montagne della Valle Grana, dove predicò la religione cristiana fino al martirio ed ebbe sepoltura nel luogo dove ora sorge il santuario di Castelmagno, a 1761 metri s.l.m.
L’attuale santuario risale al 18° secolo, ma il primo nucleo è del 1475, ampliato poi nel 1514 e decorato da Giovanni Botoneri anche con alcuni santi martiri tebei.
San Magno è considerato il protettore del bestiame e dei raccolti agricoli, e per questo motivo ebbe una grande venerazione nell’area alpina cuneese, ma da alcuni decenni, San Magno è individuato nel monaco tedesco Magno (Mang) di Füssen, vissuto fra il 699 e il 772; il culto di questo santo fu importato dai monaci benedettini che operavano nel Piemonte meridionale.
(11 - continua)
I santi martiri della legione tebea Chiaffredo, Costanzo, Magno
15 marzo 2026
Cuneo
Santuario di San Magno: affresco di 7 martiri “tebei”, con San Magno al centro, circondato (da sinistra) da Maurizio, Costanzo, Ponzio e (a destra) Chiaffredo, Dalmazzo (!), e Pancrazio (opera di Giovanni Botoneri, 1514).
Le antiche Passioni dei Martiri tebei del 5° secolo, concordavano nel dire che nessun legionario scampò al massacro; invece, nel 1589 il canonico torinese Guglielmo Baldesano pubblicò un libro nel quale sosteneva – senza alcun fondamento storico – che 40 legionari scamparono alla morte e divennero evangelizzatori in Piemonte.
Questo è il titolo della fantasiosa pubblicazione: “La Sacra Historia di S(an) Maurizio, Arciduca della Legione Thebea, et de’ suoi valorosi Campioni, del Reverendo Sacerdote Guglielmo Baldesano, Canonico e Teologo della Chiesa Metropolitana di Torino”.
Il libro, dedicato “Al Serenissimo Carlo Emanuele Duca di Savoia e Gran Maestro dell’Ordine Militare dei Santi Maurizio e Lazzaro”, ebbe grande successo e nella 2° edizione del 1604 i legionari tebei scampati alla morte erano già in numero di 97!
Gli scampati da Agauno, però, non sfuggirono al martirio, che subirono o per mano dei soldati romani mandati sulle loro tracce o uccisi dagli stessi abitanti pagani.
In questa sede mi limito a ricordare tre (presunti) legionari tebei martirizzati nelle nostre valli, dove si è poi sviluppata una straordinaria devozione religiosa nei loro confronti: San Chiaffredo, San Costanzo e San Magno.
In passato, la gente desiderava avere la protezione di un martire perché, nella scala della santità, il martire si trovava al vertice, essendo una persona che per amore di Cristo aveva accettato di morire.
Statua di San Chiaffredo martire tebeo nel santuario di San Chiaffredo a Crissolo
San Chiaffredo e il suo Santuario a Crissolo
La tradizione dice che nell’anno 522 un contadino, impegnato ad arare un campo a Crissolo (Valle Po), trovò la (presunta) tomba del martire San Chiaffredo, che portò ben presto alla costruzione di un pilone o edicola votiva, sviluppatosi poi in una chiesa e il restauro di questa prima chiesa fu (forse) dovuto al re longobardo Ariperto II (regnante tra il 701 e il 712). Nell’11° secolo i marchesi di Saluzzo, Signori anche di Crissolo, promossero l’ingrandimento della chiesa e nel 1375 c’è il primo documento che parla di questa chiesa e della devozione a San Chiaffredo. Il Santuario dipende dalla parrocchia di Crissolo e si trova nella frazione Villa, ai piedi del Monviso.
Nel santuario di San Chiaffredo ci sono più di 1.000 quadretti ex voto, che raccontano le storie di gente sopravvissuta, “per grazia ricevuta” dal santo, alla guerra, ad un incidente sul lavoro, in montagna, sulla strada o a una grave malattia.
Chiese e cappelle intitolate a San Chiaffredo ci sono a Busca, Barge, Paesana, Isasca e Limonetto.
I santi martiri Chiaffredo e Costanzo sono anche patroni della Diocesi di Saluzzo.
San Costanzo, martire tebeo, dipinto sulla facciata della chiesa di San Costanzo al Monte.
San Costanzo e la chiesa di San Costanzo al Monte
Secondo la tradizione, Costanzo fu uno dei legionari tebei sopravvissuti alla decimazione e rifugiatosi in Valle Maira.
La chiesa di San Costanzo al Monte è uno dei monumenti romanici più interessanti in Piemonte. Sorge poco distante dal luogo dove c’era l’antica abbazia di Villar San Costanzo; questa abbazia fu costruita nel piano, dove oggi c’è la chiesa parrocchiale di San Pietro del Villar, mentre la chiesa di San Costanzo si trova sulla vicina altura di Monte San Bernardo, dove la tradizione dice che il Santo legionario tebeo subì il martirio.
La chiesa di San Costanzo al Monte fu distrutta dai Saraceni nel 10° secolo, fu ricostruita in diverse riprese tra l’11° e il 13° secolo e subì aggiunte anche in età posteriori, come la facciata settecentesca.
Il motivo di maggior interesse della chiesa è la presenza di una cripta di eccezionale ampiezza, che viene a costituire, in pratica, una chiesa inferiore di dimensioni pari a quelle dell’aula superiore.
Le statue di San Magno monaco (opera di Beppe Viada, 1991) e di San Magno martire tebeo nel Santuario di Castelmagno.
San Magno e il suo santuario a Castelmagno
La tradizione dice che San Magno era un soldato della Legione Tebea che, sfuggito al massacro di Agauno nell’anno 286, si sarebbe diretto verso le montagne della Valle Grana, dove predicò la religione cristiana fino al martirio ed ebbe sepoltura nel luogo dove ora sorge il santuario di Castelmagno, a 1761 metri s.l.m.
L’attuale santuario risale al 18° secolo, ma il primo nucleo è del 1475, ampliato poi nel 1514 e decorato da Giovanni Botoneri anche con alcuni santi martiri tebei.
San Magno è considerato il protettore del bestiame e dei raccolti agricoli, e per questo motivo ebbe una grande venerazione nell’area alpina cuneese, ma da alcuni decenni, San Magno è individuato nel monaco tedesco Magno (Mang) di Füssen, vissuto fra il 699 e il 772; il culto di questo santo fu importato dai monaci benedettini che operavano nel Piemonte meridionale.
(11 - continua)