Roccavione esce dal Parco Fluviale Gesso e Stura
11 marzo 2026
Cuneo
Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, lunedì 9 marzo, il sindaco Paolo Giraudo ha annunciato l’intenzione del Comune di uscire dal Parco Fluviale. La decisione avrà effetto dal 2027. Una decisione figlia della non centralità del territorio: l’unico punto incluso nel Parco sono, infatti, i Giardini d’Ara. “Se una persona vuole partire da Roccavione ed entrare veramente nel territorio del Parco deve fare un pezzo di statale in bici e raggiungere Borgo San Dalmazzo” ha spiegato Giraudo durante il Consiglio Comunale. “Dunque, chi frequenta il Parco, cittadino o turista che sia, difficilmente arriva fino a Roccavione. L’utente classico della domenica, la famiglia che porta i bambini a fare una pedalata, non arriva fino a qui. È molto più facile che parta da Borgo, vada verso Fossano e ritorni poi via Cervasca e Vignolo”. Il sindaco ha sottolineato che si tratta di una scelta fatta con coscienza: “Non è una questione economica, al Parco versiamo 1068 euro all’anno, né politica, ma una presa di coscienza del fatto che non possiamo essere protagonisti del Parco Fluviale. Il nostro territorio non è continuo al Parco, dunque, preferiamo farci da parte, lasciando che i protagonisti siano i Comuni che possono esserlo veramente, e portare avanti progetti in cui il territorio di Roccavione sia centrale e che ci permettano di collegarci con i Comuni a noi vicini. In tal senso, proprio i Giardini d’Ara sono al centro di un progetto, portato avanti dai consiglieri Enrico Sordello ed Enrico Vola, di sentieristica e ciclabilità. Un progetto che ci collegherà ancora di più con i Comuni a noi vicini, come Robilante e Roaschia, e che crediamo possa essere un valore aggiunto per il territorio”. La decisione presa non mina però la disponibilità a tornare a discutere della questione: “se un’amministrazione futura vorrà tornare a fare parte del Parco, noi lasceremo la porta aperta e saremo pronti ad ascoltare, perché il Parco Fluviale è un progetto bellissimo e ambizioso che permette di collaborare con tante realtà” conclude Giraudo.