“La vita nel fiume”: conferenza del Parco del Monviso al Terres Monviso Outdoor Festival
08 marzo 2026
Cuneo
Alle 15 di sabato 14 marzo, nell’Aula Magna de “Il Quartiere” in piazza Montebello a Saluzzo, il Parco del Monviso propone un nuovo momento di approfondimento nell’ambito del Terres Monviso Outdoor Festival. L’incontro, a partecipazione libera e senza necessità di prenotazione, è dedicato quest’anno ai fiumi e agli ecosistemi fluviali, con un’attenzione particolare al Po e al suo sviluppo nelle aree di pianura. La conferenza, dal titolo “La vita nel fiume”, accompagna il pubblico in un viaggio dalle sorgenti alla foce del Po attraverso le immagini di Mattia Nocciola, fotografo e videomaker lombardo specializzato nel racconto degli ambienti fluviali con finalità di conservazione della natura. Una parte significativa dell’incontro è dedicata, con taglio divulgativo e didattico, al tema delle specie alloctone che si stanno diffondendo nelle acque dolci italiane. La loro presenza è legata sia al riscaldamento globale sia a una gestione non sempre adeguata del territorio e delle specie da parte dell’uomo. Un fenomeno che incide sugli equilibri degli ecosistemi fluviali e che richiede maggiore consapevolezza. Attraverso fotografie e video si scoprono la fauna ittica del fiume e gli ambienti più caratteristici e peculiari del suo corso. Con Mattia Nocciola interviene Marco Rastelli, funzionario tecnico del Parco del Monviso, per una conclusione legata al lavoro di conservazione degli ambienti naturali svolto dall’ente. Spesso i fiumi vengono percepiti come semplici elementi del paesaggio o come luoghi di svago, mentre custodiscono ecosistemi complessi e delicati. Nelle loro acque e lungo le rive vivono specie animali e vegetali meno appariscenti rispetto a quelle di montagna o di mare, ma fondamentali per l’equilibrio ambientale. Pesci di piccole dimensioni, insetti acquatici, anfibi, piante sommerse e vegetazione ripariale svolgono funzioni essenziali per la qualità dell’acqua e per la biodiversità. La difficoltà di osservarli e di fotografarli, anche a causa della torbidità dell’acqua o della loro natura schiva, contribuisce a renderli poco noti, ma invece meritano attenzione e conoscenza anche in una ottica di tutela.