Paesana, perplessità sul finanziamento della nuova casa di riposo
05 marzo 2026
Cuneo
Le vicissitudini che sta attraversando la casa di riposo di Paesana (non ultima l’ispezione congiunta di Asl e Nas che ha “costretto” il sindaco ad un’ordinanza di parziale sgombero del piano mansardato) hanno riportato d’attualità la necessità che il paese venga dotato quanto prima di una nuova e più moderna struttura.
Lo scorso anno, approvando il progetto esecutivo relativo all’intervento denominato “RI-fabbrichiAmo Paesana - Piano di sviluppo aree industriali dismesse”, l’amministrazione comunale aveva aderito al “Bando pubblico per la selezione di piani di sviluppo in aree dismesse o in disuso” della Presidenza del Consiglio: il Comune aveva localizzato un sito d'interesse nel Borgo Santa Margherita, dove sorge un’ex area industriale (ex “case Fiat”, nella foto) dismessa, che versa in condizioni di completo disuso e abbandono e che era stata da poco acquisita dal Comune.
Per il recupero del sito industriale dismesso, l’intenzione era quella di realizzare una riqualificazione dell’area mediante la demolizione dei vecchi manufatti industriali, la rilocalizzazione dell’edificio ospitante proprio la casa di riposo di Paesana, creando così un’occasione di socialità tra due differenti realtà quali quella giovanile propria dei contigui impianti sportivi e quella di “maggior esperienza” propria della casa di riposo. Il tutto per una spesa complessiva di 9.800.000 euro.
Dopo i consueti rinvii, la decisione sull’ammissione al bando e sul relativo finanziamento è atteso per fine marzo, ci dicono in Comune.
Ma nei corridoi del Palazzo non si respira un’aria improntata all’ottimismo. Ad influenzare la decisione sarebbe, non solo il posto in graduatoria raggiunto dal progetto, ma anche l’alto costo dell’opera: “Con lo stesso importo richiesto come finanziamento del nostro progetto - ci dicono -, si finanzierebbero 10 progetti da un milione di euro l’uno, una cifra pur sempre considerevole per il recupero di un’area dismessa o in disuso”.
Per contro, la speranza è quella che da fondi Pnrr tutt’ora giacenti, si trovino le risorse per finanziare un’opera che in paese tutti ritengono non procrastinabile.