cuneo

“Non è vero che siamo per l’immobilismo e che la riqualificazizone della piazza renderebbe i cedri instabili”

28 febbraio 2026

Cuneo

Riceviamo e pubblichiamo la risposta dell'Associazione Di piazza in piazza e Sos cedri alla lettera della sindaca Patrizia Manassero pubblicata su La Guida di giovedì 27 febbraio. "Gentile redazione, abbiamo letto con interesse la lettera della Sindaca Patrizia Manassero apparsa su La Guida. Ci teniamo a sottolineare ancora una volta che noi chiediamo che Piazza Europa sia riqualificata lasciando i cedri al loro posto. Al contrario di quello che afferma la Sindaca, noi non siamo per l’immobilismo e soprattutto non è vero che la riqualificazione della piazza renderebbe i cedri instabili, come conferma la relazione dell’agronomo milanese Alberto Guzzi. Al contrario non esiste nessuna relazione firmata che avvalori quanto sostenuto dalla Sindaca in merito alla presunta instabilità delle piante dopo la riqualificazione. Abbiamo letto con altrettanto interesse l’intervista alla segretaria Pd di Cuneo, Erica Cosio, pubblicata su La Stampa, che contiene un esplicito invito alle due parti a dialogare. Ribadiamo, quindi, la nostra volontà e disponibilità nel portare avanti la riqualificazione della piazza senza toccare i cedri. A questo proposito, facciamo notare che gli alberi ad alto fusto favoriscono l’aggregazione che la Sindaca vuole incrementare, così come la vivibilità, tanto più nel periodo estivo, quando il loro taglio comporterebbe un innalzamento della temperatura della piazza tale da rendere di fatto impossibile qualunque tipo di aggregazione e socialità. Inoltre, secondo le misurazioni da noi fatte eseguire, il numero di metri quadrati di verde presenti nel loro progetto è inferiore rispetto a quello attuale. I fondi, dunque, possono essere ancora utilizzati, modificando il progetto e lasciando i cedri al loro posto, così come indicato dal Consiglio di Stato nella sua prima ordinanza: basta volerlo, noi lo chiediamo con forza. Ma sempre nel rispetto della legalità: smentiamo categoricamente che, nella giornata di lunedì 23 febbraio, ci siano state aggressioni nei confronti delle maestranze; anzi le stesse forze dell’ordine ci hanno fatto i complimenti per la nostra correttezza. Per quanto riguarda l’appellativo di “bougia nen”, lo accogliamo volentieri perché il suo vero significato è quello di ferma tenacia e determinazione, ciò che oggi si definisce resilienza. La sua origine risale alla Battaglia dell’Assietta (19 luglio 1747), quando i soldati sabaudi, guidati dal conte di San Sebastiano, si trovarono assediati dai francesi su una cresta montuosa. Vista la situazione disperata arrivò l’ordine di ripiegare, ma il conte rispose in piemontese: “Noiàutri i bogioma nen da sì”, ovvero “noi da qui non ci muoviamo”. Il risultato fu che i soldati restarono fermi sulle loro posizioni, resistettero all’attacco e vinsero una battaglia che sembrava impossibile".    

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