cronaca

Capotreno aggredito sulla linea Cuneo-Ventimiglia

17 febbraio 2026

Cuneo

“Era capitato altre volte che lo multassi perchè era senza biglietto e tutte le volte reagiva in maniera turbolenta, ma quel giorno mi aggredì fisicamente”, è questo il racconto fatto alla giudice del tribunale di Cuneo dal capotreno che viaggiava sulla linea Cuneo-Ventimiglia il 2 febbraio del 2024 e che per l’ennesima volta si trovò a dover multare C.O. giovane che viaggiava senza biglietto. “Dato che anche quella volta era agitato io mi allontanai un attimo per scrivere il verbale e quando mi riavvicinai per consegnargli la multa lui mi spinse in un angolo e mi afferrò per il borsello che tenevo a tracolla facendomi molto male alla spalla. Mi aiutarono a liberarmi dalla sua morsa alcuni viaggiatori dello scompartimento e  così sono riuscito a raggiungere la cabina di comando in fondo al treno”. Da lì il capotreno diede l’allarme e chiamò i carabinieri, spaventato dall’atteggiamento dell’uomo che lo aveva seguito e si era fermato davanti alla porta della cabina con fare minaccioso. “Ero chiuso lì ma non ero tranquillo perchè con due calci avrebbe potuto aprirla. Alla stazione di Borgo il treno si fermò in attesa che arrivassero i carabinieri e ci vollero circa due ore prima che potesse ripartire, “i viaggiatori erano stati avvisati con l’altoparlante che ero stato aggredito; io andai al pronto soccorso mentre il treno dovette attendere l’arrivo di un collega che mi sostituisse”. Oltre al ritardo nella ripartenza del treno per Ventimiglia, quell’aggressione ebbe ripercussioni anche sugli altri treni della linea, “essendo a binario unico, altri due treni subirono forti ritardi” ha concluso il capotreno il cui referto medico per la distorsione della spalla si prolungò per oltre trenta giorni. Come ricordato dalla stessa parte civile, quella non era la prima volta che l’uomo veniva denunciato; pochi mesi prima, a giugno del 2023 venne multato insieme ad altri amici sempre per lo stesso motivo, “gli altri scesero dal treno per fare il biglietto - aveva raccontato il capotreno - mentre lui si era piazzato in mezzo alla porta impedendo che questa si chiudesse. Diceva che se non fosse partito lui neanche gli altri sarebbero partiti. Un’altra volta aveva finto un malore causando ritardo, poi quando stavano per arrivare i soccorsi, dopo circa quindici minuti si è alzato come se niente fosse e se ne è andato”. In entrambe le occasioni i treni avevano accumulato notevoli ritardi creando disagio ai viaggiatori e alla circolazione ferroviaria, tanto che anche Trenitalia ha scelto di costituirsi parte civile in giudizio. Dopo aver ascoltato la parte offesa il processo è stato rinviato all’8 giugno per il completamento dell’istruttoria.
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