cronaca

Botte in strada a Fossano, tre giovani sono a processo

06 febbraio 2026

Cuneo

Con le richieste di condanna avanzate dal pubblico ministero, si avvia a conclusione il processo per rissa accaduto una sera di settembre 2021 in via Giovanni Bosco fra tre ragazzi che a seguito delle reciproche querele hanno rivestito nel processo sia la veste di imputati sia di parti civili. A innescare la miccia dello scontro sarebbe stato S. B., giovane fossanese che quella sera si trovava in un locale vicino al luogo dello scontro, mentre festeggiava il compleanno di un’amica. Aveva alzato un po’ il gomito ed era uscito a prendere una boccata d’aria quando si imbatté in D. C. e P. C. che conosceva di vista. Un’occhiata storta e quella frase “fascistelli di m...”, rivolta ai due amici che passeggiavano con un’amica, sarebbe stata la scintilla della rissa in cui ad avere la peggio sarebbe stato proprio S. B., che riportò la frattura del setto nasale e venti giorni circa di prognosi per le altre ferite riportate nella colluttazione. Diverse le versioni delle due parti in merito alla dinamica della rissa; S. B. aveva riferito di essere stato aggredito prima a pugni e poi ancora a calci dagli altri due quando era caduto a terra, mentre D. C. aveva riferito di essere intervenuto in difesa dell’amico che era stato preso per la cravatta e di essere stato colpito con un pugno e poi ancora malmenato mentre era a terra e di aver dato un pugno solo per difendersi da un ulteriore attacco di S. B. mentre cercava di rialzarsi da terra. L’amica dei due ragazzi si era allontanata prima della colluttazione e quindi l’unica testimone oculare dello scontro fu la signora residente nel palazzo proprio davanti al luogo della rissa, che sentiti i rumori in strada, si affacciò alla finestra di casa. La donna aveva riferito di aver visto i tre ragazzi in strada: “Uno con gli occhiali e la camicia bianca teneva le mani di un ragazzo mentre l’altro con la giacca lo picchiava, gli dissi di smetterla e loro si allontanarono in direzione del cimitero. Il terzo ragazzo rimase a terra con la camicia tutta sporca di sangue”. Tornato al locale dagli amici S. B. fu subito portato all’ospedale per essere medicato. Nel corso della sua requisitoria il pubblico ministero aveva sottolineato l’atteggiamento attivo di tutti e tre i ragazzi nella dinamica della rissa, ricostruita anche grazie alle testimonianze degli amici e della signora, e per questo aveva chiesto la condanna di D. C. e S. B. rispettivamente a otto mesi e a sei mesi e dieci giorni di reclusione per la rissa in continuazione con le lesioni, e sei mesi per P. C. L’udienza è stata rinviata al 19 giugno per la discussione delle difese e per la sentenza.

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