L’Alessandria alza la Coppa Italia di Eccellenza
05 febbraio 2026
Cuneo
L'Alessandria si conferma dominatrice dell'Eccellenza piemontese: la capolista del girone B supera per 3-1 il Cuneo nella finalissima di Coppa Italia al "Piola" di Vercelli e alza il trofeo regionale. La squadra di Merlo ipoteca il successo grazie a una seconda parte di primo tempo da protagonista, dopo un avvio intenso ma equlibrato. A fare la differenza, così come nella recente sfida al "Paschiero" sono il bomber Diop e un calcio d'angolo: Cargiolli è bravo nella sponda a servire il compagno di squadra che si conferma implacabile sotto rete. Il gol del vantaggio alessandrino pesa come un macigno sulla solidità dei biancorossi e ancora Diop, ancora su azione d'angolo, sfioda il bis. Nel primo minuto di recupero, poi, una fuga sulla sinistra di Morganti innesca l'azione del raddoppio, con Cavalieri bravo a disinnescare il primo tentativo di Pellegrini, ma impossibilitato a opporsi al tap-in vincente di Cargiolli. Il Cuneo rientra nella ripresa con altro piglio, una reazione d'orgoglio che sembra poter ribaltare l'inerzia dell'incontro. Alla prima azione d'attacco della ripresa, sugli sviluppi di una mischia in area, il direttore di gara vede un fallo di mano dei difensori alessandrini e dal dischetto Nacci riapre i conti. Questa volta è l'Alessandria a scomporsi, lasciando spazi per le ripartenze dei cuneesi, trascinati dalla corsa del neoentrato Gyimah. L'occasione per il pareggio arriva sui piedi di Caristo, che prova a superare Menino, bravo a smanacciare il tentativo dell'avversario. Diop in contropiede punge ancora, ma Cavalieri è attenato, poi tocca a Rizzo con un tiro-cross dalla destra sfiorare il bersaglio e un clamoroso 2-2. L'episodio che spegna le speranze di rimonta del Cuneo arriva al 68': Caristo cade a terra per una spinta, il direttore di gara rileva invece solamente il tocco di mano dell'attaccante e dalla punizione che ne consegue, dopo due tentativi respinti di Cirio e Nicco, arriva la zampata vincente di Morganti, 3-1 di precisione che di fatto anestetizza una gara che poco a poco si spegne, consegnando il trofeo nella mani dell'Alessandria.