I fantasmi del passato
05 febbraio 2026
Cuneo
Piero Vanzi sta fuggendo dai fantasmi di un fatto che lo ha coinvolto quando era studente universitario. La frazione di San Giovenale gli appare come un’isola in cui nascondersi a se stesso, per ritrovare quella serenità che gli manca dal giorno in cui il suo amico Giulio è morto suicida. Lui in quella morte è implicato, se non direttamente, almeno moralmente.
Ora è supplente in un Istituto tecnico. Ha scelto lui questa destinazione nonostante, o forse proprio perché i suoi colleghi l’hanno rifiutata: ambiente chiuso, troppo bigotto. È convinto che “l’isolamento l’avrebbe aiutato a lasciarsi alle spalle un periodo difficile”. Del resto glielo conferma anche il preside allorché nascono i primi guai: “Non si preoccupi dei suoi precedenti. Qui da noi può sentirsi al sicuro”.
Ma al sicuro da cosa? Eugenio Fici col procedere del romanzo ha l’abilità di dare a questa domanda risvolti alquanto diversi, sempre comunque che appaiono smentiti dalla realtà dei fatti.
Sicuro dai pettegolezzi di paese? Non sembra proprio, infatti non appena l’intreccio del romanzo gioca le sue carte con la morte violenta di un allievo e i sospetti su un altro, Piero Vanzi si sente gli occhi puntati addosso, sulle sue frequentazioni.
Sicuro dai propri fantasmi? È vero, in quel paese si sente un alieno, ma alla sua coscienza non riesce a sfuggire. Continua a essere “rovistata dai sensi di colpa”.
Del resto ci pensa a rinnovarglieli anche l’ispettrice Valeria Ferrari che trova un fascicolo a suo carico per la morte tempo prima di Giulio, poeta giovane e ribelle, i cui contorni lasciano spazio a illazioni anche sui fatti presenti in cui di nuovo c’è una morte tutta da spiegare.
Il romanzo dal fatto di cronaca nera coglie dunque l’occasione per concentrarsi su Piero, per descriverne l’insicurezza. Presto il professore si sente quasi braccato dalle indagini, travisato nelle sue parole, nei suoi atteggiamenti. Uomo fragile, si lascia coinvolgere in relazioni che non riesce poi a gestire accrescendo così il proprio disordine interiore. Ha bisogno di aiuto. Lo trova nell’ispettrice che lo guida a fare i conti col suo passato. Una chiarezza agognata, sofferta, ma necessaria.
Un fatto di cronaca
di Eugenio Fici
Editrice Robin
euro 18