Dalla “gang dei treni” allo spaccio: nuovo processo per un 23enne cebano
03 febbraio 2026
Cuneo
Nuovamente a giudizio, questa volta per detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio, S.R., il 23enne cebano membro della gang che per circa due anni aveva creato vari problemi alla circolazione dei treni tra Mondovì e Ceva, disturbando i passeggeri e minacciando i dipendenti delle ferrovie. Destinatario di un Daspo emesso dal Questore a seguito di numerose segnalazioni, era stato poi condannato per minacce a un capotreno, mentre è in corso un altro processo a carico suo e di altri tre ragazzi per danneggiamento di una telecamera stradale e per aver dato fuoco nella stazione di Mondovì ad una torcia di segnalazione in dotazione sui treni. Ora il giovane, in carcere per una pena da scontare fino a maggio del 2028, è stato rinviato a giudizio per detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio insieme al fratello minorenne R.O. processato al tribunale dei minori. Il luogotenente della Guardia di Finanza che aveva condotto le indagini e l’arresto, ha riferito in aula dell’operazione di controllo messa in atto presso le stazioni della provincia e il disturbo che questi ragazzi creavano passando e ripassando davanti al cane addestrato a segnalare anche minime tracce residuali di sostanza stupefacente, “si divertivano a mettere in allerta il cane e creare confusione” ha spiegato il luogotenente Casciani che in seguito a una segnalazione dei due fratelli e di altre persone presso un capannone abbandonato accanto alla stazione di Lesegno aveva svolto un’operazione di osservazione. Il 16 dicembre del 2023 i due fratelli vennero accompagnati dal padre alla stazione e si diressero verso il capannone abbandonato e pericolante, e mentre il più piccolo rimase fuori ad aspettare, il fratello maggiore entrò nel capannone abbandonato e pericolante passando dal binario morto della stazione. Quando i militari si avvicinarono al capannone, il fratello minore iniziò ad urlare per avvisare il fratello che uscì un attimo dopo. All’interno del capannone il cane rintracciò 70 grammi di hashish dentro una scatola, “erano tutti e due nervosi e prima che li perquisissimo S.R. estrasse dalla tasca un bilancino elettronico e lo gettò lontano sul tetto dell’edificio ma siamo riusciti a recuperarlo; lui aveva anche 160 euro in contanti” ha concluso il luogotenente. Ascoltato in aula, l’imputato ha dichiarato che quella sostanza era del fratello e che lui ne voleva prendere solo un po’ per uso personale prima di andare ad una festa a Torino, e che quel bilancino lo portava con sé per pesare i 2 grammi che prendeva di solito, “quando ho visto i due finanzieri con la pistola in mano mi sono fatto prendere dall’agitazione e ho gettato via il bilancino” ha riferito ancora il giovane alla giudice che al termine della deposizione ha rinviato il processo per la discussione al 18 maggio.