Cuneo, manoscritto donato alla Biblioteca Civica
01 febbraio 2026
Cuneo
Qualche anno fa in un mercatino delle pulci ho acquistato (mosso dalla mia sindrome del bibliomane), da un rigattiere svuota cantine e solai, uno scatolone di carte e libri. L’acquisto avvenne con la modalità “al buio” senza aver prima attentamente esaminato il contenuto, e solo dopo, esaminando le carte ho ritrovato con sorpresa il volume qui descritto:
“Cronaca della Città di Cuneo dal principio della sua fondazione sino all’anno del Signore 1557” Manoscritto completo cartaceo in barbe in foglio cm. 31x22 di 6 carte bianche + frontespizio*+pp 122 numerate +6 carte n.n.+5 cc b + 3 fogli di doc. allegati; Legatura ottocentesca in p. tela percallina con tassello cartaceo manoscritto al dorso.
Provenienza da annotazione manoscritta sul verso del frontespizio:
“Prezioso ricordo del Sig. Capitano Pepino di Roccavione dal quale lo ricevetti per conservarlo come amante delle cose patrie. Cuneo 20 Settembre 1856 Quaglia Giuseppe da Cuneo.”
Compilato in italiano in scrittura corsiva da autore sconosciuto probabilmente nel 1615 (come da glossa a pag. 14), diviso in tre parti: 1° parte da pag.1 a pag 34 fino all’anno 1382; 2° parte da pag 35 a pag. 62 fino all’anno 1472; 3° parte da pag. 62 a pag. 122 fino all’anno 1557.
Il manoscritto in inchiostro bruno riporta su alcune pagine delle glosse di riferimento al testo e diversi timbri “QUAGLIA” ai margini delle pagine.
Interessante è la glossa alla pagina 111 dove inizia “Memoria della felice Vittoria avuta nell’anno 1557 contro francesi aiutando il sommo Iddio a Cuneo” Qui per mano del Cav Quaglia si annota: “Relazione pubblicata da Carlo Promis nell’Appendice dell’Archivio Storico Italiano Vol 2°”
Si deduce che le prime 122 pagine numerate contengono il manoscritto donato il 20 Settembre 1856 dal Capitano Pepino di Roccavione nelle mani di Giuseppe Quaglia.
Il Notaio Cav. Quaglia (Cuneo *30/03/1818 + 05/07/1883), amministratore nell’800 della città di Cuneo e “amante delle cose patrie” provvide al restauro di alcune pagine con rinforzi cartacei ai bordi, lo fece rilegare (1856) con piatti rigidi in percallina marrone aggiungendo la pagina di frontespizio ed in fine altre quattro pagine di sua scrittura ove elencò le famiglie nobili di Cuneo al 1526; al 1535 al 1722 ed inoltre allegò in ultimo tre documenti storici sicuramente forniti dal capitano Pepino di Roccavione.
Il primo è un “biglietto” di Carlo Emanuele I per il pagamento di “scudi ottanta d’oro nelle mani del dilett.mo Tomaso Pipino” firmato da Lasbianca, Rettore della Camera dei Conti a Torino 1590 con bollo in ceralacca.
Il secondo documento è un frammento di pagina ove i Sindaci di Roccavione richiamando gli ordini delle lettere del 22 dicembre 1580 attestano che in “in virtù di detto ordine si è disfatto il castello di Roccavione”.
Il terzo documento, non datato, probabilmente riferito al primo, in cui si chiede il pagamento di “ottanta scudi d’oro a Tomaso Pepino rettore della fabbrica per la fornitura di sei legni lunghi per la fabbrica del ponte sul Ges tra Roccavione e Borgo S. Dalmazzo”.
Pur riconoscendo a questo genere di documenti storici un fascinoso senso di proprietà esclusiva, in un archivio privato sono sterili e inutili; ritengo quindi giusto che confluiscano in un contesto di fruizione pubblica alla portata di cittadini, storici e studiosi. Un analogo caso era successo alcuni mesi orsono quando in un asta di libri antichi, un mio piccolo opuscolo di 15 pagine stampato a Torino nel 1671 “Silva Venatica Venaria Vulgo dicta” (un panegirico in poetica latina alla nuova reggia di caccia dei Savoia), era stato oggetto di inizio di procedimento di notifica da parte della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica perché non risultava in nessun repertorio bibliografico; era insomma un “libro fantasma”. Per ovviare questa lunga e fastidiosa procedura e per inserire il libro nei repertori avrei potuto donarlo ad una biblioteca pubblica. L’occasione mi ha permesso di contattare la Direttrice della Biblioteca Civica di Cuneo la Dr.ssa Stefania Chiavero che ha provveduto con distinta professionalità culturale e manageriale ad accettare la donazione ed inserire il volume nei vigenti repertori.
Questa esperienza ed il successivo colloquio con la Dr.ssa Chiavero, mi ha persuaso che la giusta destinazione del “prezioso ricordo del Capitano Pepino di Roccavione” era la donazione alla Biblioteca Civica. Ed è il volume manoscritto “Cronaca della Città di Cuneo dal principio della sua fondazione sino all’anno del Signore 1557”che ho effettivamente consegnato il 05 dicembre 2025 nella mani della Direttrice Dr.ssa Stefania Chiavero con altri volumi a stampa del prof. Giovanni Cossavella (già ricordato con una scheda biografica su La Guida.; ma questa è un’altra storia).
Questo manoscritto della storia della città di Cuneo avrebbe certamente suscitato l’interesse del compianto prof. Piero Camilla che da diligente e profondo conoscitore della storia patria aveva già, sul Bollettino della Società di Studi Storici Archeologici ed Artistici della Provincia di Cuneo n° 35 del 1955, pubblicato una accurata ricerca: “Per un testo critico della più antica cronaca di Cuneo” (pagg. 47-50). In queste pagine il Professore analizza i 12 codici conosciuti classificandoli per età, consistenza, scrittura e localizzazione. Da un sommario e approssimativo confronto, il nostro manoscritto tutto in italiano, parrebbe riferito come copia del codice M13 Torino Biblioteca Reale n 14029 S.M. che recita: “Storia della Città di Cuneo, dal principio di sua fondazione fino all’anno 1570 copiata dal Prete D. Pietro Nallino” e che appare il solo codice del sec. XVII tutto in italiano. E qui mi fermo e lascio il campo con sinceri auguri di buon lavoro a ben più attrezzate conoscenze e competenze.
(Cuneo 15/01/2026)