cuneo

Dalla pietra verde del Monviso alle incisioni rupestri della Valle delle Meraviglie

24 gennaio 2026

Cuneo

2-Ricostruzione di asce neolitiche di pietra verde Ricostruzione di asce neolitiche di pietra verde Alba e il Museo civico di Alba Probabilmente l’insediamento umano più antico del Neolitico nell’area cuneese è quello di Alba. Le prime tracce archeologiche hanno dimostrato la presenza di una popolazione stanziale che viveva di caccia e di agricoltura, abitava in capanne di forma rotonda in un villaggio situato nei pressi del torrente Cherasca, vicino alla confluenza con il fiume Tanaro. Questi abitanti conoscevano la lavorazione della ceramica e della pietra verde levigata del Monviso, tagliente e adatta per i primi utensili, e praticavano l’allevamento del bestiame; nei secoli successivi conobbero l’uso del bronzo e del ferro La sezione di Archeologia del Museo Civico Federico Eusebio di Alba fornisce un quadro complessivo dell’abitato di Alba nel periodo Neolitico e di particolare interesse didattico è l’ipotesi ricostruttiva a grandezza naturale di parte di una capanna. Alle successive età del Rame e del Bronzo appartengono una tomba collettiva monumentale e alcuni corredi funebri; l’età del Ferro è documentata da reperti ceramici e metallici. Con il passaggio dal Neolitico all’età dei metalli, entrarono in uso l’aratro, la ruota e il carro che agevolarono i trasporti delle merci e degli uomini. 1-Lame di asce neolitiche e anello di pietra verde del Monviso Lame di asce neolitiche e anello di pietra verde del Monviso Manufatti di pietra verde del Monviso La pietra verde levigata del Monviso è una giadeite di altissima qualità, una pietra durissima proveniente dalle cave della zona del Monviso (Valle Po). La diffusione dell’agricoltura e dell’allevamento portò la necessità di abbattere alberi per costruire abitazioni e palizzate di legno, e questo materiale era perfetto per creare strumenti da taglio. Con la pietra verde alpina furono prodotti altri oggetti altrettanto importanti nel Neolitico: gli anelloni levigati, di forma sottile e piatta. Sono rari e sono stati interpretati come una “parure” che, levigata a specchio, dava prestigio al proprietario, probabilmente una donna. È stato ipotizzato il loro uso come bracciale messo sopra il gomito o come fermaglio dell’abbigliamento. La fabbricazione degli anelloni levigati è simile a quella delle asce con la complicazione del foro centrale, tecnicamente difficile da fabbricare. La sperimentazione della produzione di un anellone con l’uso delle tecnologie neolitiche ha mostrato che per la realizzazione di tale oggetto occorrevano quasi sei ore di lavoro: spianatura della pietra, scheggiatura dell’abbozzo, perforazione, allargamento del foro, creazione del bordo esterno, levigazione dell’anellone. Reperti di pietra verde del Monviso sono esposti in vari musei e sono stati trovati anche a notevole distanza in vari paesi europei, dimostrando l’esistenza di una estesa rete commerciale preistorica. 3-Incisione rupestre dello Stregone 1 Incisione rupestre dello Stregone 1 Incisioni rupestri della Valle delle Meraviglie Le circa 35000 incisioni rupestri della Valle delle Meraviglie sono distribuite su un’area di circa 14 km2, che gravita attorno al Monte Bego.  Queste incisioni, collocate tra i 2000 ed i 2600 m di quota, risalgono al Neolitico (5500 - 2900 a.C.) ed alla fase protostorica (3000 - 1600 a.C.); si aggiungono poi quelle di epoca storica (in numero di circa 15000), che vanno dal periodo romano all’età contemporanea. Queste incisioni sono state raggruppate secondo alcune tipologie: tra le più antiche troviamo gli anelli e le figure geometriche, mentre quelle dell’Età del Rame e del Bronzo sono caratterizzate dalla presenza di armi (pugnali, alabarde), strumenti come l’aratroimmagini antropomorfe e corniformi; proprio queste ultime testimoniano l’esistenza di un “culto del toro”, con numerose immagini di teste di questo bovide incise. La Valle delle Meraviglie fa parte del Massiccio del Mercantour e si trova nel Comune (francese dal 1947) di Tenda, dove dal 1996 è stato aperto il Museo Dipartimentale delle Meraviglie (con ingresso gratuito): luogo di conservazione, ricerca ed esposizione, il Musée des Merveilles è un centro culturale vivo che basa le sue attività rivolte al pubblico su un eccezionale patrimonio archeologico ed etnologico. Dalla Preistoria al piemontese I linguisti hanno rilevato che alcune parole del piemontese derivano dalle antiche lingue celtiche parlate nella nostra regione. Ecco alcuni esempi: - balma (caverna, grotta), - bial – bialera (piccolo corso d’acqua), - bisa (vento freddo), - bòrgno (cieco), - braje (pantaloni) - brich (altura) - bròca (chiodo corto a capocchia larga), - ciòrgn (sordo) - crin (maiale) - cròch (uncino, gancio) - drugia (letame, concime) - galaverna (brina) - lòsna (fulmine) - such (ceppo di legno).   (04 – continua)
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